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Era un tiepido autunno 2009

Era un tiepido autunno 2009 e leggendo un pezzo interessante di un autore allora a me sconosciuto, Pietro Orsatti, feci un intervista che poi ebbe migliaia di ascolti come podcast, sulla genesi malata del M5S e sull'ideologia google-centrica di Roberto Casaleggio, sul doppio gioco tra una piccola azienda dell'It milanese e il movimento di Grillo il fustigatore.
Da allora ho scritto e mi sono dedicato tanto al M5S, con l'unico obiettivo di avvertire i miei cittadini, della pericolosità di questi mezzi busti, che poi io stesso iniziai a conoscere meglio. Inascoltato oggi come allora continuo a scrivere e pensare come voglio, facendo della loro mancata coerenza in ogni cosa la cifra con la quale valutarli. 
Certo, se fossi stato più furbo, salivo sul carro del vincitore, e potevo anch'io diventare un grillino parlamentare. Oggi avrei un ottimo stipendio, ma avrei dovuto ingoiare tante schifezze. Troppe per me. Non saranno le balle di Raggi, Di Maio e Muraro che li abbatteranno. Sono solo le dimostrazioni concrete che loro non sono mai stati il cambiamento. MAI STATI. Non lo saranno mai. Delle loro debolezze strutturali, come essere delle banderuole ne di destra ne di sinistra su tanti temi, hanno paradossalmente fatto vessilli di novità. Sciocchi. Della loro presunta onestà hanno fatto punta di lancia con cui fino ad oggi hanno trafitto la vecchia politica, salvo dalla vecchia politica mutuare l'attacco personale per screditare l'avversario, il qualunquismo, il nepotismo, l'ignoranza becera invece è una novità tutta loro. E a quanti mi hanno sempre commentato dicendo "serve onestà non competenza" replico oggi più di ieri che


l'onestà non basta senza la competenza, e a Roma non c'è stata nemmeno onestà.

Pubblicato il 7/9/2016 alle 10.56 nella rubrica Notizie.

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