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Sono contrario alla stepchild adoption

Nei giorni scorsi ho visto un servizio in tv, non mi ricordo che programma fosse, nel quale si intervistava una coppia di donne di mezza età, lesbiche, ognuna delle quali con un figlio. Entrambe di origine francese, e si lamentavano del fatto che in Italia, a differenza della Francia, loro avessero pieni diritti - leggi la patria potestà - solo sul loro figlio biologico, e non sul figlio della "compagna". Si trattava di un servizio che spiegava quella che è la spetchild adoption - orribile termine aglofono per dire l'adozione di bambini da parte di coppie omosessuali, che è anche il tema caldo di queste settimane, e uno dei motivi per cui sabato si sono riempite molte piazze in Italia. 

E fin qui tutto bene, hanno espresso un loro desiderio, un loro disagio, una loro opinione.
Poi, seguendo l'intervista sento dire che entrambe hanno avuto quei bambini grazie alla fecondazione assistita.

Al che, mi assalgono mille domande e un forte senso di disagio. 

Primo, io da persona di sinistra - quindi sostanzialmente ingenua - pensavo che una tecnica medica e invasiva come la fecondazione eterologa medicalmente assistita fosse utilizzata solo da quelle coppie che avendo problemi nel procreare si rivolgevano alla scienza per poter avere la gioia di un figlio. Qui, tutt'altro. Le due donne non avevano problemi a procreare in modo biologico diciamo - con del sesso - ma avevano quindi scelto la fecondazione assistita in quanto lesbiche, che volevano si avere un figlio, ma non fare l'amore con un uomo.

La qual cosa mi è sembrata profondamente egoista e sbagliata. E ora, che grazie all'ingegneria genetica hanno potuto avere due figli da dei donatori, vorrebbero poter adottare il figlio dell'altra compagna e creare così una famiglia. Una famiglia composta quindi da 2 mamme e 2 papà - o sarebbe meglio dire da sperma di due papà - che però non sono inclusi nella famiglia e da 2 bambini.

Il mio disagio, e prendetemi pure per un bacchettone - quale non sono - e un reazionario - è aver capito che queste dell'amore tanto invocato in piazza se ne fregano altamente. Ciò che le spinge nel volere i matrimoni gay e quindi anche la possibilità di adozione dei figli della coppia "non biologici", è puro individualismo e egoismo. 

Le signore volevano un figlio come si vuole un automobile evidentemente, senza considerare che i figli nascono esclusivamente dall'unione sessuale dei gameti femminili e maschili, e non già dall'unione di un maschio con un altro maschio o di una femmina con un altra femmina. Questa è biologia spiccia, questa è la natura, questo è buon senso. 

In altre parole il mio disagio è che dietro la parvenza di rivoluzione etica e egualitarista delle unioni omosessuali - non ci sia il giusto sentimento di sentirsi uguali agli altri - ma l'egoistica e anti-biologica volontà di diventare padri senza madri e madri senza padri, il che mi fa rabbrividire.

Sono da sempre favorevole alle unioni civili, sia etero che omo, per quanto riguarda i diritti basilari, come poter accedere alle cartelle mediche, agli ospedali nel caso in cui uno dei due sia ricoverato, a poter vivere sotto lo stesso tetto non più come conquilini ma come coppia, ricevere una pensione di reversibilità eccetera eccetera. 

Ma sono fermamente contrario a che persone dello stesso sesso possano fabbricarsi i figli che vogliono e poi farli riconoscere alla società come figli di una copia omo, seppur tutti sappiamo che saranno loro solo a metà, visto che l'altra metà biologica è di uno sconosciuto donatore.

La vita non è un opinione, e l'uomo (inteso sia come maschio che come femmina) non può arrogarsi il diritto di superare la natura e creare delle costruzioni sociali (matrimonio gay) grazie anche all'ingegneria genetica. E inoltre, penso che la fecondazione assistita debba essere concessa solo a coppie eterosessuali che hanno problemi di salute, e non già a chi per cieca volontà egoistica vuole un figlio anche se non vuole essere penetrata, come natura vuole.

Di questo passo daremo il consenso ad allevare cloni genetici di noi stessi per poi ucciderli e toglierne i tessuti ed organi da espiantare, come succede nel film di fantascienza the island. Siamo molto vicina a questa follia. E ora, odiatemi pure.

Ma sappiate che preferisco perdere qualche amico benpensante piuttosto che permettere all'uomo di disconoscere le leggi naturali dell'universo e tra queste, quella che rende possibile la vita sulla Terra, cioè la procreazione sessuale.

Avere un figlio significa prima di tutto mettere al mondo un altro essere umano, farlo entrare nella comunità degli esseri viventi e di noi umani, non volere soddisfare un nostro puro egoismo personale. L'egoismo non sarà mai un diritto civile. 


Pubblicato il 25/1/2016 alle 9.22 nella rubrica diario.

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