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Impresentabili, i fatti.

Su De Luca pende una condanna in primo grado per un errore amministrativo - su una carta ha sbagliato il ruolo lavorativo di un commissionante -. E' un abuso d'ufficio, ma con quella firma De Luca non ha favorito nessuno, il che è quanto di più lontano ci possa essere da quel che leggete in giro.

De Luca è anche indagato dal 2003 per "concussione continuativa", ma ad oggi quest'ultima non si è mai approdata a dibattimento. Insomma, stando ai fatti non mi pare il mafioso di cui tutti parlano.
Certo, non sarà la personalità più bella che c'è, ma gli italiani hanno votato persone peggiori e assai più impresentabili e in Campania c'è di molto peggio anche nelle prossime elezioni. Ecco perché, De Luca avendo solo una condanna per abuso d'ufficio, ma non riguardante un danno erariale per lo Stato e le istituzioni è per il codice di autoregolamentazione del Pd (e di tutti gli altri partiti) è candidabile. E' impresentabile però per la commissione presieduta da Rosy Bindi. Il M5S non ha codici quindi potrebbe pure paradossalmente candidarlo, per dire.

Ne parliamo da lunedì su Fuori Tempi.

Comunque una cosa ve la anticipo, con questo codice scritto e approvato da tutte le forze politiche nella commissione antimafia, prendendo persino in considerazione il solo rinvio a giudizio (non la condanna) per reati contro la PA e mafiosi e affini, salta fuori che gli impresentabili, su cui s'è fatta tutta la campagna elettorale, sono 16 su 4000 candidati. Pochini, no? Meglio così, ma sarebbe meglio ce ne fossero zero.

Pubblicato il 30/5/2015 alle 10.51 nella rubrica Notizie.

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