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Una politica che non agisce, per piacere di più agli elettori

Non vedo una gran bella prospettiva. Quando all'orizzonte c'è qualcuno che propone qualcosa di utile e concreto (vedi reddito minimo garantito, contratto unico, legge elettorale sindaci ecc) subito si levano veti vicendevoli. O per non dar la possibilità agli uni di fare qlc di buono gli altri iniziano ad attaccarli, invece di collaborare per il bene comune dei cittadini. Così non si ottiene nulla, si fa solo continua propaganda fine a sé stessa e i problemi restano lì, buoni per essere cavalcati di nuovo alla prossima tornata elettorale. 

E' dalla fine dei grandi partiti della prima repubblica, anzi un pochino prima, diciamo dagli anni 90, che più che uno scontro politico assistiamo a un giochetto che ci vede - noi cittadini - come unici perdenti della partita. Prima, questo giochetto ad esludendum era rivolto esclusivamente al PCI perché diverso e alieno e giustamente ai partiti fascisti, ma solo per quelle leggi di sistema per le quali non c'era piena condivisione in tutte le forze politiche e perciò si procedeva a maggioranza - maggioranze variabili ma più o meno sempre quelle. Su tutto il resto, si collaborava, o meglio, si analizzavano e costruivano le leggi in Parlamento e non fuori come oggi, e tutti tentavano di dare il proprio contributo.

Dalla fine del vecchio sistema politico abbiamo assistito prima a un bipolarismo muscolare in cui a fronteggiarsi erano anche due visioni distinte dello Stato, poi il tutti contro tutti di questi ultimi 5 anni, in cui nessun partito ascolta o valuta senza ipocrisie o preclusioni le istanze portate dall'altro. Con il brillante risultato che le leggi vengono votate a maggioranza oppure i problemi non possono essere risolti. Una prospettiva desolante per un sistema politico come il nostro che dovrebbe essere impostato in modo opposto. Il parlamentarismo infatti, dovrebbe essere il luogo della discussione costruttiva, non della bega continua e fine a sé stessa come lo è diventato oggi.

Finché riscuoteranno maggiori consensi chi fa il "duro e il puro" e cioè rifiuta ogni confronto civile con l'avversario - sistema che ha premiato dapprima la Lega, poi i partiti di Berlusconi ed oggi il M5S, domani chissà - non si potrà mai fare affidamento sulla politica istituzionale per la soluzione dei problemi reali e concreti delle persone, che sono sempre il posto di lavoro, il risparmio, il potere d'acquisto, l'istruzione, i servizi sociali. 

Peccato, però, non ci sia altro mezzo se non proprio la politica per il governo del Sistema. Se la politica però, è sempre intenta a litigare e a denigrare l'avversario con l'intento di guadagnare consenso, non si andrà da nessuna parte. E i problemi da piccoli diventano grandi, quelli grandi diventeranno insormontabili. E gli unici che ci rimettiamo siamo sempre solo noi cittadini, così spesso gratificati dalla polemica, dalla finta informazione che sa molto di propaganda urlata contro gli sprechi della politica, quando invece il più grande spreco della politica non sono gli stipendi né le auto blu, ma l'immobilismo di anni, dovuto alla logica del nemico.

Pubblicato il 9/1/2014 alle 18.1 nella rubrica Notizie.

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