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Napolitano, spirito servile

Ne ha fatta tanta di strada Giorgio Napolitano, fino a ricoprire la più alta carica dello Stato. Ma ricordiamo il suo excursus politico dalle origini.


Inizia a fare politica nel Guf, gruppi universitari fascisti. A tal proposito ha affermato "La Resistenza è stata bellissima, anche se io non l'ho fatta perché all'epoca io militavo nei gruppi universitari fascisti". (Dal Pci al socialismo europeo un'autobiografia politica, ed Laterza) E con ciò? direte voi. Le altre forme di partecipazione politica erano vietate e quindi chi voleva avvicinarsi alla politica doveva farlo all'interno degli organi fascisti.

Ok. Poi, Giorgio è entrato nel Pci. Ha sempre espresso idee profondamente filosovietiche ed antieuropee, antidemocratiche, idee che all'interno del Pci, checche ne dicano quei mentecatti di destra, non sono mai state proprie della maggioranza del partito nel Dopoguerra (ma di una minoranza di esaltati si, prima della 2a guerra mondiale invece il filo sovietismo era ovviamente corrente maggioritaria del Pci, che appunto si divise dal Partito socialista dei lavoratori proprio accettando le 10 tesi di Lenin.)

Nel 1956, all'indomani dell'invasione dei carri armati sovietici a Budapest, mentre Antonio Giolitti e altri dirigenti comunisti di primo piano lasciarono il Partito Comunista Italiano, mentre "l'Unità" definiva «teppisti» gli operai e gli studenti insorti, Giorgio Napolitano si profondeva in elogi ai sovietici. L'Unione Sovietica, infatti, secondo lui, sparando con i carri armati sulle folle inermi e facendo fucilare i rivoltosi di Budapest, avrebbe addirittura contribuito a rafforzare la «pace nel mondo»..

Allora a differenza degli albori della sua attività politica, la possibilità di avere idee diverse però ce l'aveva, era libero anche di porsi contro la violenza e la guerra ma non lo fece, anzi. D'altronde l'Urss allora sembrava una potenza invincibile e c'era chi era pornto a saltare sull'eventuale carro del vincitore, quel carro governato da Stalin.

Poi, il buon (si fa per dire) Napolitano si inserì nella corrente di destra del Pci, i miglioristi, fino a diventarne uno dei massimi esponenti e tra coloro che vedevano di buon occhio un accordo governativo con il Psi di Bottino Craxi, tangentaro. Da migliorista Napolitano era anche il più accanito oppositore interno al Pci che Enrico Berlinguer dovette fronteggiare. Berlinguer fu infatti il primo a capire che la politica italiana era profondamente corrotta e che il giro di soldi al proprio interno avrebbe finito per distruggerla, come poi è effettivamente successo. Berlinguer sollevò la questione morale. Anche dall'interno del Pci ci fu chi lo combatté e si schierò praticamente con la corruzione e con lo strapotere a-morale della partitocrazia.

Giorgio Napolitano, ora diventato un maggiorente del Pci poi Pds, divenne seguace di D'Alema e del suo goffo tentativo di accordarsi con Berlusconi sulle "riforme" distruttive della Repubblica che lo stesso D'Alema aveva proposto al cavaliere, stiamo parlando della Bicamerale.

Eletto Presidente della Repubblica il 15 maggio 2006, non ha perso occasione per votare convintamente tutte le leggi porcata di Berlusocni e Bossi, per questo l'abbiamo rinominato "la penna più veloce del West".

Infine, ultima grande opera politica del suo settennato è stata quella di essere uno dei maggiori esponenti e propositori della vera e propria sospensione della democrazia. Ha sostituito il governo Berlusconi, governo di fuorilegge certo, ma lecito, con un governo illecito non votato da nessuno: il governo dei banchieri cattolicissimi del Vaticano e seguaci della finanza internazionale, veri e propri liquidatori dell'azienda Italia.

Come spiegare tutti questi cambiamenti di casacca e cambiamenti di idea? Semplice, Napolitano è sempre stato dalla parte del più forte.
1) prima con gli studenti universitari fascisti, c'era il Fascismo, e il più forte era appunto la dittatura, non la Resistenza e lui puntualmente faceva parte dei Guf. 2) poi nel partito comunista in appoggio alle invasioni dell'Unione Sovietica: L'Urss sembrava il più forte, quindi perché cercare di creare una politica europea? Meglio accodarsi ai voleri dell'oppressore russo. 3) dunque "migliorista" con Bottino Craxi e contro Berlinguer per la "questione morale". Erano gli anni precedenti al Pentapartito, in cui la Dc, che deteneva il potere, guardava con interesse a questo innovatore della politica di sinistra, Bottino Craxi. Napolitano voleva partecipare anche lui alla spartizione del potere magari con un alleanza al Psi in un governo che andasse dalla Dc al Pci, passando per il Psi, un governo "dentro tutti" perché una poltrona a tutti non la si nega.
4) segue al guinzaglio di D'Alema a firmare tutte le porcate di Berlusconi e Bossi. Coerente con il suo spirito politico, il più potente negli anni 2000 in Italia è stato quell'eversore di Silvio Berlusconi e i suoi sgherri. Puntualmente Napolitano s'è messo a servire il più potente.
5) infine la "sospensione della democrazia" per appoggiare i "tecnici" banchieri vaticani. finalemente con la vecchiaia, il buon vecchio Napo ha capito che il potere non è più nelle mani della politica ne di destra ne di sinistra, ma è nelle mani della finanza internazionale.

Come fare a soddisfare anche questa volta il suo spirito servile? Ha cacciato un governo democraticamente eletto e ha promosso Monti premier. E voilette! Una carriera da servo encomiabile.



Pubblicato il 5/7/2012 alle 9.22 nella rubrica Notizie.

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