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Tanti riflettori poca luce

L'incompetenza a livello governativo e dirigenziale in quel tempo era tale che si arrivò al punto da trovarsi impreparati da una banalità come la nevicata in inverno, per quanto abbondante potesse essere, o da una nave che affonda, perché passata troppo vicina alla riva. Al cittadino non restava che lamentarsi, perché ai suoi occhi i partiti erano tutti uguali, i personaggi dii potere pure. O almeno, questa era la sensazione diffusa dell'uomo della strada, era una sensazione personale, quasi intima possiamo dire, comunque non esplicità ne esplicitata. Ma era comune a molti. Ad aggravare le cose, spesso, in quel paese disordinato e caotico, chi più si lamentava era complice o maggiormente colpevole della situazione di decadimento e caos, che lo circondava. Il coro dei lamenti era incessante e assomigliava sempre più alle giaculatorie dei rosari dei tempi passati.
Le parole non avevano più peso in quello strano paese. D'altronde tutti le usavano a sproposito e con una frequenza tale da annullarne il significante. In quel tempo per converso, c'erano forti riflettori, che illuminavano a giorno una questione, ma che velocemente cambiavano obiettivo e la questione illuminata il giorno prima il giorno dopo tornava ad essere celata nell'ombra. Quel tempo infatti era caratterizzato da tanti riflettori, ma poca luce. D'altronde i più furbi lo sanno già, dove la luce è più brillante l'ombra è più nera.

Pubblicato il 6/2/2012 alle 12.34 nella rubrica diario.

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