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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Credo in Beppe
post pubblicato in Ex Libris, il 29 settembre 2012
Credo in un solo Beppe,
Comico onnipresente,
creatore del web e della rete,
di tutti i dvd acquistabili con carta di credito.

Credo in un solo blog,
unigenito Figlio di Beppe,
nato dal Padre prima di tutti gli spettacoli:
Beppe da Beppe,
Vaffanculo da Vaffanculo,
Biowashball da Biowashball,
generato, non creato,
della stessa sostanza dell' E-Commerce;
per mezzo di lui tutti i banner sono stati cliccati.
Per noi elettori
e per la nostra nostalgia di Silvio,
discese dal suo villone
e per opera di Casaleggio
si è incarnato nei motori di ricerca
e si è fatto vaffanculo umano.

Fu tradito in fuorionda sotto Corrado Formigli,
s'incazzò e gridò al complotto.
il terzo giorno Favia disse "Che fai mi cacci?",
secondo il non-Statuto,
è padrone del marchio,
siede alla destra di Casaleggio.
E di nuovo verrà, nei processi di piazza,
per giudicare i morti e gli zombi,
e il suo business non avrà fine.

Credo nella democrazia diretta,
che è online e dà la vita,
e procede da Peppe e Casaleggio,
e da Peppe e Casaleggio è controllata e certificata,
e ha parlato per mezzo degli slogan .

Credo il MoVimento uno, santo e incriticabile
Professo due soli mandati e la cessione di almeno metà stipendio al MoVimento .
Presidio qualsiasi sito critico accusando chiunque di essere pagato o del PD.
Aspetto l'abolizione dei giornali
e il bavaglio al critico che verrà. Amen.
Le parole truffaldine
post pubblicato in diario, il 22 settembre 2012
Ci sono alcune parole che dovrebbero rimandare a dei concetti alti, innovativi, che dovrebbero destare interesse e speranza; proprio per questi motivi sono state sempre più usate a sproposito o meglio, a scopo propagandistico, perdendo perciò il loro significato sono diventate di fatto delle parole truffaldine, cioè delle parole evocative a cui dietro però non c'è un bel niente nei casi fortunati, o, nei casi sfortuanti si cela l'opposto.
Vediamole, per me sono:


- Partecipazione, partecipativo, partecipazione

Partecipazione; quando la sentite rizzate le orecchie e state pronti a essere presi per il naso: nel maggior parte dei casi i "processi partecipativi", la "democrazia partecipativa", la "partecipazione popolare", non sono altro che specchietti per le allodole e dietro non si cela altro che i soliti mezzi per convogliare verso un idea precotta o verso un progetto già deciso da altri le energie di tanti, che sono caduti nella trappola. Diffidate apertamente. Dove non c'è un capo che decide, in realtà c'è, solo che è nascosto. Il che è peggio.
Spesso le autorità parlano di "processo partecipativo", o "tavolo partecipato", come ho analizzato anche nella mia ignorata tesi di laurea trattasi nella maggior parte dei casi di escamotages per "fare star buoni" noi parco buoi intanto che loro decidono veramente cosa fare di un area da lottizzare, di una ferrovia da costruire, di un inceneritore eccetera...



- Libertà

E qui andiamo già sul pesante. non sono certo io quello che vi deve ricordare che la parola libertà è stata usata in modo proditoriamente scorretto dalla destra più conservatrice ed eversiva che abbiamo avuto in Italia da sempre, per rafforzare il suo potere con i vostri voti, cioè con la vostra - spesso ingenua - creduloneria nel concetto artefatto di libertà berlusconiana, che si è applicata in realtà con un diritto Celeste del capo e del partito del capo nel fare ciò che vuole, come lo vuole, alla faccia delle regole, della dignità delle persone, del pudore. Parallelamente, per i centri sociali e affini, "libertà" significa esattamente come per i berlusconiani "fare quel cazzo che voglio io o il mio gruppo".
Eh no. La mia libertà finisce dove inizia la tua, e nessuno può essere più libero di un altro. Questa è la Vera libertà, che quindi prevede regole e limiti. Perciò Libertà è una parola altamente truffaldina. Non deve essere confusa con "faccio quel cazzo che mi pare affanculo le regole", perché altrimenti non stiamo parlando della stessa cosa.



- (lo vuole/lo dice) la rete

La diffusione degli strumenti per l'accesso alla rete internet, nonché lo sviluppo ipertrofico della stessa, ha anche favorito l'enorme accesso alle informazioni e l'abnorme aumento di fonti, molte serie, molte poco serie e poco attendibili. Parallelamente nuovi movimenti politici o popolari sono nati e morti in internet o continuano ad esistere, le persone si organizzano sempre più spesso tramite internet. Internet è diventato anche un luogo dove si parla di politica, dove si organizza la politica dal basso. L'abbiamo visto con Occupy negli Usa e l'anno prima in Spagna e con gli Indignados e anni prima ancora in Italia (che per una volta è stata la prima e non l'ultima) con il No Berlusca day. 
La vulgata dei media, quelli più (scemi) popolari, spesso parlano delal rete internet e dei milioni di persone che la compongono come di un insieme unico e uniforme. Il che, se uno ci pensa, è un idiozia. Ma per i media "lo vuole la rete", "la rete dice che".. e altre espressioni simili prive di senso, sono ormai il pane. State molto attenti quando le sentite: la rete non è un insieme omogeneo di persone perché tanti possono accedere e dire tutto e il contrario di tutto; in internet ci sono tutte le idee, dal pacifismo al nazismo. Perciò "la rete ha detto che" significa ne più ne meno, che c'è qualcuno che vi vuole mettere nell'orecchio un opinione e ammantarla di qualsivoglia attendibilità riferendovi in modo truffaldino che in rete va per la maggiore. Diffidatene, e segnatevi quel politico o quel giornalista come demagogo da quattro soldi.


- Europa

Qui potremo entrare in mille tecnicismi e non uscirne più. Le manovre lacrime e sangue sono state giustificate con la vulgata populista del governo Monti (ma anche Rajoy in Spagna, in Inghilterra ecc) che "ce lo chiede l'Europa". Si, l'Europa ci chiede anche una legge seria contro la corruzione, ma qui da noi chi comanda alla legge contro le bustarelle fa orecchie da mercante. Inoltre, c'è un aspetto più sottile che non tutti colgono. Chi governo ora l'Europa, cioè i tecnocrati di Francoforte e pseudo - governo della Commissione, non sono stati eletti direttamente da noi. Ne direttamente dai tedeschi, inglesi, belgi eccetera. Sono lì per volere di altri e alti potentati politici, profondamente influenzati da accordi internazionali intrisi di ideologica volontà capitalistica e liberismo sfrenato da attuare a tutti i costi. Perciò dire l'Europa lo vuole è per lo meno fuorviante. Bisognerebbe dire "chi ci ha imposto certi trattati internazionali e la Bce vuole". Ecco, così il senso non sarebbe distorto. L'Europa è fatta da lavoratori e da famiglie che devono arrivare a fine mese. Proprio come le nostre. Non sono loro che ci impongono di tirare la cinghia, ma ricchi e panciuti banchieri eletti da nessuno che vogliono farci seguire regole che hanno scritto loro e che si sono auto firmati e che come obiettivo non hanno il nostro bene, ma il loro profitto.


- Vita

Ebbene si, siamo arrivati perfino a questo. Viviamo in tempi bui ma con molti riflettori. Anche la parola che significa la cosa più straordinaria del mondo e del nostro esistere viene usata per orientarci politicamente e per ingannarci. Sopratutto le menti più deboli, o che hanno bisogno di maggiore protezione finiscono facilmente nella truffa dell'associazione per la vita", un associazione che in Italia è la portavoce delle gerarchie Vaticane più conservatrici, anzi reazionarie, e la distorsione del linguaggio è utile per far passare l'unico messaggio: ciò che decide il papa e i vescovi è giusto anche per te e lo devi rispettare, anzi ne devi essere convinto. Ovviamente tutto il contrario. Tali soggetti vogliono imporci la loro morale, e in un paese democratico questo è un atteggiamento pericoloso e da fanatici. Per loro la "vita" non è aiutarti quando sei in vita e sei giovane e magari non trovi lavoro, ma proteggere l'embrione, che non è un essere vivente pensante (e quindi non prova dolore ne può pensare o avere "un anima")
o magari intralciarti quando vuoi giustamente decidere da solo e in libertà della fine della tua vita. La vita appartiene a chi ce l'ha e nessuno può imporre a chichessia come vivere e come morire. Costoro che si riempiono la bocca di "vita", e "difesa della vita, sono i primi a voltarti la schiena quando adulto, hai bisogno di aiuto, alla faccia degli insegnamenti del Vangelo. In realtà vogliono importi la loro idea di vita e le loro regole religiose e della tua vita non gliene frega di meno.




- Opinione pubblica

Concetto complesso e difficile da maneggiare, foriero di molteplici interpretazioni, perciò foriero anche di menzogne orchestrate per indirizzare per l'appunto l'opinione pubblica ad agire come agisce la maggioranza. "La maggioranza delle persone pensa X " può essere un vuoto esercizio di retorica, ma anche un amo pronto a fare di voi una preda. Ammesso e non concesso che la maggioranza la pensi in un modo o agisca in un modo per ottenere un altra cosa, non è detto che sia la strad giusta per voi. L'opinione pubblica era favorevole al fascismo e quindi alle purghe, ai pestaggi di chi non era d'accordo, dei campi di sterminio per zingari, comunisti ed ebrei. La maggioranza era favorevole a un intervento degli Usa in Vietnam, prima che la maggioranza dell'opinione pubblica fosse toccata da vicino, nel proprio intimo, nella propria famiglia, da un figlio paritito per la guerra giusta contro il comunismo e mai più tornato a casa o tornato a casa in un sacco. Attenti a cosa vuole o cosa dice l'opinione pubblica. Opinione pubblica chi? Io sono io, e so cosa voglio io, non so per certo mai cosa vogliono gli altri. Io non conosco la signora Opinione Pubblica, della quale non mi fido a prescindere. Vi invito a fare altrettanto.
"I sondaggi affermano che". Terribile amo pronto a pescare molti pesci. Non fate i pesci, siete dei primati con un cervello estremamente complesso, usatelo.

Per ora, mi escono solo queste. Ma ce ne sono tante altre, purtroppo, probabilmente perché siamo tutti abituati a parlare per stereotipi. Attenzione però, perché il linguaggio non è solo espressione di ciò che pensiamo. Il linguaggio modifica e influisce /forma il pensiero.

Chi parla male, ragiona male.


20 settembre, breccia di Porta Pia
post pubblicato in diario, il 20 settembre 2012
Provate a immaginare le truppe italiane del Regno d'Italia da una parte e quelle dello Stato Pontificio dall'altra. Siamo alle porte di Roma. I francesi, fino a ieri protettori del Papa, hanno adesso altri problemi a cui pensare. E' il momento che Cavour aveva tanto atteso e che purtroppo non vide avverarsi. Pio IX mette le mani avanti e fa sapere al re Vittorio Emanuele II e agli italiani che chi imbraccerà le armi contro le truppe papali sarà automaticamente scomunicato. La minaccia funziona, l'esercito italiano è paralizzato: nessuno vuole vedersi quella condanna appesa al collo per il resto della vita. Provate a immaginare la paura, il disorientamento che dovevano provare quei soldati, tutta povera gente, contadini timorosi di Dio e dell'autorità, abituati a venerare il Papa e a temere gli ordini della Chiesa Cattolica. Non si sa chi ebbe l'idea, forse il generale Cadorna, comandante delle forze italiane, forse qualche consigliere del re, for
se invece qualcuno si offrì volontario e fu accolto a braccia aperte. Fatto sta che il primo a sparare, lì alle porte della Città Eterna, fu un soldato italiano ebreo; da ebreo, non temeva la scomunica papale. Il suo nome è Giacomo Segre; alla sera, vinta la battaglia, prese carta e penna e scrisse alla sua fidanzata: "Mia amatissima Annetta, Roma è nostra". Roma è nostra. Da intendere: noi ebrei, noi protestanti, noi valdesi, noi laici, noi anticlericali, noi italiani, noi parte di un paese che ha conosciuto il sangue dell'Inquisizione, della repressione, del totalitarismo cattolico, abbiamo infine uno Stato in cui riconoscerci e che ci riconoscerà la libertà d'essere e per il quale stiamo combattendo. E' stato, infatti, grande il contributo che le minoranze religiose hanno dato all'unità d'Italia e che continuano a dare, affinché il nostro sia un paese più laico e più secolare; quella secolarizzazione che invece vediamo tradita ogni giorno dalla moltiplicazione delle ingerenze vaticane. Così oggi, 20 settembre, ultimo giorno d'estate e anniversario della presa di Roma, non facciamoci prendere dall'astio e dall'amarezza nell'osservare il Presidente della Repubblica e quello del Consiglio dei Ministri offendere la storia e andare a braccetto col Papa. Loro sono il passato, noi lavoriamo per un nuovo Risorgimento italiano.


Roma smette di essere la città del papa e di lì a pochi anni diventerà la capitale d'Italia, un Italia che ha fondato se stessa sulla laicità e perciò sull'uguaglianza di tutti, ricordiamocelo sempre.
 Buona breccia di Porta Pia a tutti.

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permalink | inviato da Pa.P il 20/9/2012 alle 12:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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