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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
I cristiani muoiono, i democristiani non muoiono mai.
post pubblicato in diario, il 25 marzo 2010

Non capisco con che enorme faccia tosta i partiti cattolici tipo Udc continuino a riempirsi la bocca di famiglia: sono stati 50 anni al governo (Dc do you remember?) e il risultato è che l'Italia è l'unico paese europeo in cui non c'è nessun aiuto economico alle famiglie e alle giovani coppie.
Anzi. E' di ieri la pubblicazione della ricerca del Cifs 
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/03/23/news/cifs-figli-2838703/  
http://www.affaritaliani.it/sociale/rapporto_cisf230310.html

che parla molto chiaro: nonostante il persistere di governi di destra che si riempiono la bocca di famiglia e dicono di essere difensori della vita, in Italia avere un figlio è diventato un lusso per pochi. Nessuno da un aiuto alle nuove famiglie, ai giovani che vogliono farsi una famiglia, d'altronde se non sei uno straniero perché dovresti essere auitato? Questa mentalità della nostra classe dirigente ha portato l'Italia ad avere strutturalmente bisogno di immigrazione, perché il tasso di fecondità delle donne italiane è 1,4 figli a testa. (https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/it.html & https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/docs/notesanddefs.html?countryName=Italy&countryCode=it&regionCode=eu#2054)

Il più basso del mondo occidentale
(battuti in peggio solo dal Giappone, vedasi link sopra).

E voi vi chiederete: a me che me ne frega se ci son omeno bambini? Te ne deve fregare, perché già oggi un terzo della popolazione ha più di 60 anni. Queste persone non lavorano, perché giustamente sono in pensione. Le pensioni peseranno sempre di più su quei pochi che lavoreranno in futuro. Se poi si pensa che nella nostra bella società i giovani neo laureati non trovano lavoro, si capisce come le famiglie non riescano ad arrivare a fine mese, ed ecco spiegate le nuove povertà, l'impossibilità di creare nuove famiglie, l'impossibilità di progettare un futuro e la possibilità di guardare solo al contingente.

In una parola: il paese è in DECLINO. E quest politici non capiscono che con la loro demagogia da quattro soldi stanno uccidendo l'Italia.

In Germania, Francia e per non parlare dei paesi nordici, le famiglie sono aiutate con i SOLDI. Migliaia di euro al mese di sussidi pubblici, che là hanno dato buoni frutti: la fecondità è aumentata, e si può dire che nel 2050 ci saranno ancora persone francesi. Altrettanto non si può dire degli italiani. Forse ci estingueremo... pazienza.

Ma quello che mi fa incazzare è la faccia tosta dei cattolici che sbandirano la famiglia in campagna elettorale e poi quando sono al governo la affossano. Il Pdl, partito della famiglia e in difesa della vita ha aumentato le tasse sul lavoro dipendente e quindi sulle famiglie. Le stà soffocando.
E nessuno si lamenta.

Tanto l'importante è incolpare la sinistra. Che però è l'unica che tentò di fare qualcosa per ridurre il carico fiscale sulle famiglie con il cuneo fiscale. cosa che non funzionò, perché i soldi del cuneo fiscale sono diventati bottin odi Confindustria e non sono finiti nelle tasche degli italiani.

Udc, Pdl, vari partiti centristi ma anche cattolici del Pd dovrebbero vergognarsi ogni volta che aprlano di famiglia. L'affossano tutti i giorni, tagliando i soldi per la scuola e quindi aumentando la spesa delle famiglie per l'istruzione, non danno sussidi, non danno soldi alla ricerca scientifica cosicché moltissimi giovani ricercatori sono costretti ad andare all'estero e quindi non faranno famiglia qui.
Ma poi sono capaci, da perfetti ipocriti quali sono, di battersi il pettto in difesa della famiglia e dei valori cristiani.
Vergogna.

Indecisi
post pubblicato in diario, il 24 marzo 2010

Sono estremamente restio a parlare delle bagarre della campagna elettorale. Le campagne elettorali penso che siano la cosa più becera, popolana e falsa della politica. Dove si promette di tutto per ragranellare qualche voto di qualche indeciso in più.

Ma se uno è indeciso se votare o no per Berlusconi e soci, vuol dire che non sa nulla di politica. Semplicemente non ha capito in che paese sta vivendo: non è una questione di "gusti" o "scelte" e tantomento di "opinioni".
Berlusconi è eversivo. Tutta la sua politica lo è. Tutte le sue azioni politiche sono rivolte a stravolgere e a depravare i valori su cui si basa la Costituzione Italiana.
Se ti piace la libertà, se ti piace avere dei diritti, poter dire ma soparttutto poter pensare ciò che vuoi, vuol dire che ti paice quella carta che ti permette di essere un cittadino. Ovvero vuol dire che anche tu pensi che i valori espressi nella Costituzione repubblicana siano valori che condividi, che apprezzi o che almeno ritieni utili per la convivenza civile.
Bene. Quindi se ti piace tutto ciò, NON ti può piacere Berlusconi, che odia la libertà altrui, odia le opinioni che sono diverse dalle sue e vede tutto come una lotta tra ciò che è per lui è bene (i suoi valori consumistici e basati sui soldi) e ciò che per lui è male, cioè tutto il resto (inclusi i valori cattolici, dei quali NON GLIENE PUO' FREGARE DI MENO ma che li sono utili perché prende voti dai cattolici, imbrogliandoli sistematicamente).

Detto questo, capirete la mia opinione sulle campagne elettorali (qualunque campagna elettorale, della sinistra come della destra, di Vendola come quella di Silvio per me valgono tutte uguale).
La campagna elettorale serve a convincerti a votare questo piuttosto che quello. MA se uno è indeciso tra Silvio e altro non vuol dire che deve essere Convinto con una campagna elettorale o con promesse elettorali. Questo soggetto "indeciso" è in relatà IGNORANTE.
Ignora il paese in cui vive.
Ignora la politica che lo dirige
Ignora i propri diritti fondammentali contenuti nella Carta Costituzionale.
[Non tutto è un opinione in questo mondo. Se uno è eversivo, è eversivo, e questa non è un opinione.]
Tale soggetto "indeciso" non è indeciso, è ignorante. Doverebbe essere educato, non convinto.
Bisognerebbe iniziare con fargli capire che malgrado la politica sia gestita da personaggi discutibili, non c'èa latro modo per governare. La politica in fin dei conti comanda tutto il resto o almeno lo influenza profondamente.
La politica può influenzare i comportamenti individuali, perché può permettere alcune cose e può inibire altri comportamenti.
Ma
Ma, avendo noi la possibilità di votare (non so ancora per quanto, forse un domani sostituiranno il voto libero segreto ed uguale con un televoto stile Isola dei Famosi) siamo NOI ad AVERE IL POTERE DI DECIDERE DA CHI VOGLIAMO ESSERE GOVERNATI. Siamo noi cittadini comuni, in fin dei conti, ad avere in mano tutto il potere. La critica a tutto ciò potrebbe essere: "e se tutti i candidati sono delle persone disoneste, io non ho più il potere di scegliere..." Risposta: "In Italia c' èsempre stata un alternativa possibile. SEMPRE. Magari si finisce per "buttare" il proprio voto su acandidati che sappiamo che non hanno possibilità di vittoria.
Ma almeno usciremo dal seggio don l'anima in pace e la coscenza pulita.

Detto questo, parlerò della camapagna elettorale che la Chiesa cattolica, cioè il Vaticano, cioè il suo braccio aramto in Italia (la Cei) sta facendo per far vincere Silvio e compagnia alle prossime regionali.

L'affondo della Cei contro i candidati abortisti, cioè contro Emma Bonino nasce pensando alle convenzioni milionarie delle cliniche cattoliche più che pensando alla protezione della vita. Infatti la "mangiapreti" Bonino (e si ricorda che la Bonino è anche anticounista - che cazzo ci fa a sinistra?) vuole riformare profondamente la sanità Laziale disastrata da quel pirla di Storace che l'ha riempita di debiti, affidando buona parte dei servizi sanitari in mano a privati, cioè in mano ai magnati della sanità privata che guarda caso sono grandi elettori di Silvio Berlusconi. Suoi compagni di merende.
Visto l'alto numero di cliniche private cattoliche (si stiam siano il 30% delle cliniche private del Lazio, dato Espresso) che ricevono lauti e generosi "rimborsi spese" dalla regione perché "convenzionate" il richiamo a una riforma che riduca gli sprechi da parte della Bonino deve aver messo in allarme la Cei.
E la Cei come risponde? Facendo camapgna elettorale per la Polverini e per il PDL e l'Udc invocando l'aborto. Beh... che dire di tali ministri di culto che fanno lotta di potere sulla pelle delle donne?
Che sono così laidi da spacciare una crociata per la difesa di interessi economici con una crociata sui valori cattolici?

A voi il giudizio. - Lo so che le scrivo sempre con il mio stile che può sempbrare provocatorio e eccessivamente diretto. Ma spero che siate consci di quali interessi si celano dietro dichiarazioni apparentemente estemporanee come quelle di Bagnasco di ieri. Avete un cervello, no? Al momento del voto, è il caso di usarlo per non farsi fregare da chi mette sul piatto della contesa sentimenti e valori, nei quali non crede.

Obama, la riforma sanitaria e la vittoria della politica sulle lobbies
post pubblicato in diario, il 22 marzo 2010
Ieri notte negli Usa si scriveva una importante pagina di civiltà per quella nazione. La riforma della sanità che estende la copertura sanitaria a 30 milioni di americani che prima ne erano privi è divenuta legge.
Una legge assai contrastata, 219 sì contro 212 no. E' la prima volta nella storia americana in cui una legge importante passa senza il benestare bipartisan. In Europa è normale fare leggi anche importanti "a maggioranza", negli Usa no. (Loro sono una società sempre coesa sulle cose importanti - alla faccia del multiculturalismo che a mio parere negli Usa non è mai esistito dal punto di vista politico)

Ma la vera vittoria di Obama non è quella sui repubblicani che fino all'ultimo ahnno tentato di fare affondare la riforma bollandola come "socializzazione della sanità" (vi ricorda qualcuno? - pericolo comunista, giudici comunisti ecc.. bla bla bla). La vera vittoria è la vittoria della politica sulle lobbies economiche. Ma soprattuto Obama è stato in grado di fare una riforma impopolare. La maggioranza degli americani infatti, non è favorevole a una sanità pubblica: hanno paura di diventare Cuba. D'altronde si sa che gli americani sono profondamente pro profitto, anche qauando le logiche del profitto si accaniscono sulla loro pelle come dimostrato dal film di Michael Moore sulla sanità.(ps: Cuba ha un sistema sanitario migliore di quello degli Usa e non lo dico io ma l'Onu) Obama ce l'ha fatta su un terreno dove da mezzo secolo tutti i presidenti erano stati sconfitti: ci provarono a riformare la sanità senza riuscirci Kennedy, Franklin Delano Roosevelt e anche Clinton. Tutti i repubblicani, scivolati sulle posizioni più conservatrici e destrose hanno votato contro, così come  34 democratici, paurosi di perdere la poltrona nelle prossime elezioni di mid-term di novembre.

Dunque:
1) Obama ha attuato ciò che aveva promesso (vedremo poi dopo che la riforma è in realtà zoppa)
2) In Italia non si è mai fatta e non sarebbe possibile una cosa simile. Da noi la politica si è arenata contro la lobbie dei tassisti (ricordate la liberazione delle licenze tentata da Bersani?) Figuriamoci se ci si metteva contro le banche e le assicurazioni.
3) Ciò dimostra che la politica in America è moooooolto più forte che in Italia. In Italia i poteri forti (Vaticano, Confindustria e compagnia) fanno le leggi (ricordate la famigerata194?) e la politica si accoda e li soddisfa. Negli Usa Obama ha visto i sorci verdi ma alla fine l'ha spuntata.

Primi effetti di questa riforma, in vigore da subito, colpiranno gli abusi più odiosi delle assicurazioni. Sarà vietato alle compagnie assicurative rescindere una polizza quando il paziente si ammala, una pratica fin qui tristemente consueta. Sarà illegale rifiutarsi di assicurare un bambino invocando le sue malattie pre-esistenti.
Diventeranno fuorilegge anche i tetti massimi di spesa, usati dalle assicurazioni per rifiutare i rimborsi oltre un certo ammontare (un costume particolarmente deleterio per i pazienti con patologie gravi che richiedono terapie costose, come il cancro). I genitori avranno il diritto di mantenere nella copertura della propria assicurazione sanitaria i figli fino al compimento del 26esimo anno di età, una norma particolarmente attesa in una fase in cui i giovani stentano a trovare un posto di lavoro (e quindi non hanno accesso all'assicurazione che di solito è connessa a un impiego stabile). Più avanti, entro il 2014, scatteranno gli altri aspetti della riforma, quelli che porteranno 32 milioni di americani ad avere finalmente diritto a un'assistenza. Di questi, la metà circa entreranno sotto la copertura della mutua di Stato per i meno abbienti, il Medicaid. Quest'ultimo garantirà cure gratuite fino alla soglia di 29.000 dollari di reddito annuo lordo, per una famiglia di quattro persone. Altri 16 milioni dovranno invece comprarsi una polizza assicurativa. Ma potranno farlo scegliendo in una nuova Borsa competitiva sorvegliata dallo Stato, e riceveranno sussidi pubblici fino a 6.000 dollari, onde evitare che l'assicurazione gli costi più del 9,5% del loro reddito. Multe salate per le aziende con oltre 50 dipendenti che non offrono l'assicurazione sanitaria ai dipendenti. Perché questo resterà comunque anche dopo la riforma il tratto distintivo del sistema sanitario americano, imperniato sulle assicurazioni private, e ben lontano dai servizi sanitari nazionali dei paesi europei.(da Repubblica)

Nella riforma, manca quello che all'origine doveva essere l'aspetto più radicalmente innovativo: la cosiddetta opzione pubblica. I democratici hanno abbandonato quell'idea, per paura di perdere troppi voti, un sistema più giusto  che avrebbe creato un'assicurazione di Stato disponibile a tutti, a costi contenuti e avrebbe fatto concorrenza alle assicurazioni private. In compenso ci sarà una stangata fiscale sulle multinazionali farmaceutiche, per finanziare una parte dei costi della riforma.

Quindi Obama ha creato un sistema molto simile al nostro sistema delle mutue degli anni '70. Si sa che il sistema delle mutue era molto più ingiusto del sistema che attualmente abbiamo in Italia e che si vuole distruggere ovvero la sanità pubblica universale.
Universale perché non ti serve nessun genere di mutua o assicurazione. Da quando nasci a auqndo muori hai a disposizione una buona sanità (ad eccezione del sud italia) pressoché gratuita. (non è più totalemnte gratuita perché sono stati introdotti sempre nuovi ticket anche a causa della dialgante piaga dello spreco di denari pubblici nella sanità a causa della corruzione)

Praticamente quello che ha fatto Obama è creare una e porre limiti civili alle assicurazioni. Non sarà più lecito farti morire per strada perché sei povero.
Non sarà più legale far morire migliaia di bambini (SI questi fino ad ora sono stati gli USA) perché privi di assistenza sanitaria di base. Insomma da oggi gli Usa sono un pochino più civili di ieri. Ma non sono affatto diventati qualcosa di diverso da ciò che sono semrpe stati: la mentalità protestante che stà alla base della cultura dominante non è stata scalfita: appena uno diventa abbastanza ricco (più di 29mila dollari di reddito) smette di avere la sanità gratuita e ricomincia a pagare.

E adesso veniamo alla parte più brutta della riforma.
Obama per convincere alcuni deputati a votare per la sua riforam ha dovuto scendere a patti. E' sceso a pattti con gli antiabortisti. In pratica la riforam è passata perché un buon gruppo di antiabortisti ultraconservatori ha votato pro Obama: hanno ricevuto in cambio un "ordine esecutivo" che rafforza il divieto di usare i fondi federali per rimborsare le spese delle interruzioni di gravidanza.

Praticamente: i poveri ora non moriranno più di malattie curabili, però sarà per loro praticamente impossibile abortire. (perché i poveri non hanno i soldi per pagarsi un aborto in una struttura ospedaliera visto che appunto l'aborto è un trattamenteo medico che non rientrerà nella previdenza sanitaria minima per tutti.)
 
Insomma Obama tasserà di più le case farmaceutiche miliardarie, impedirà alle assicurazioni di far morire la gente, ha ottenuto una grande vittoria politicae una significativa affermazione nei confronti delle lobbies. Ma l'uguaglianza dei cittadini americani nelle cure è ancora un'utopia.
Quindi la sinistra europea c'ha poco da congratularsi e da battere le mani. Dovrebbero imparare da Obama solo una cosa: AVERE LE PALLE QUADRATE PER RIUSCIRE A RESISTERE ALLE PRESSIONI DELLE LOBBIES E DELL'OPINIONE PUBBLICA.

-questa è la mia versione e visione della notizia del giorno, baci&abbracci - Paolo.
sulla giustizia/2
post pubblicato in diario, il 15 marzo 2010
Oggi ho scritto un pezzo su spettacolo teatrale fatto da detenuti. Regia Paolo Belli. Ma visto che si parla di carceri e situazione dei carcerati l'ho ampliato a tematiche più interessanti che lo spettacolo. Ve ne fornisco qui di seguito una parte dell'originale, pubblicato su redattore sociale. See Ya.

In carcere ci finiscono i poveretti, non i veri criminali, che sono i colletti bianchi.


[...] Le attività di lavoro e rieducazione all’interno della Dozza sono ancora troppo poche: lo sottolineano operatori e dirigenti dello stesso istituto di pena. “Cerchiamo di evitare che i detenuti rimangano in cella per 22 ore su 24, come accade a Poggio Reale – afferma Massimo Ziccone, responsabile area educativa del carcere bolognese – le iniziative di rieducazione e le attività lavorative sono parte integrante della esperienza riabilitativa che un carcerato deve svolgere prima di tornare in libertà, altrimenti è facile ricadere in situazioni di disagio che poi lo riporterebbero a compiere reati. Ma le risorse per le attività riabilitative vengono solo dagli enti locali”.
“Il teatro permette ai detenuti di riappropriarsi della sicurezza in loro stessi, di acquisire competenze lavorative specifiche e di sfruttare le loro potenzialità espressive - spiega la vicedirettrice della Dozza, Nicoletta Toscani -. C’è bisogno di distinguere tra chi è in carcere per situazioni di disagio come la tossicodipendenza, e chi crea allarme sociale. L’iniziativa all’Arena del Sole serve anche a non spegnere le luci sulle condizioni gravi in cui vivono i carcerati: in questi giorni, per carenze strutturali, alla Dozza 10 detenuti sono costretti a dormire per terra su materassi”. Ziccone presenta alcuni dati: “Il 70% dei detenuti è straniero, il 67% è privo di reddito, c’è un vero e proprio problema di acquistare anche solo le mutande. Il 90% dei detenuti è responsabile di piccoli reati come spaccio o piccoli furti e non resta più di un anno in carcere. La mancanza di misure alternative alla detenzione causa situazioni di emergenza. Circa tre quarti dei detenuti sono alla Dozza senza una sentenza passata in giudicato”.
 
“C’è bisogno di ripensare a livello nazionale la legislazione e il codice penale - dicono Desi Bruno e la presidente della Provincia di Bologna, Beatrice Draghetti - sarebbe utile rivedere leggi come la Fini-Giovanardi sulle droghe e la Bossi Fini sull’immigrazione, perché sono queste le leggi che riempiono le carceri di persone che non hanno compiuto reati particolarmente significativi”. Draghetti ricorda l’impegno economico della Provincia per i vari progetti di riabilitazione dei detenuti: “Sono già attivati percorsi di formazione professionale per adulti, a cui abbiamo destinato 280 mila euro, e per i minori, a cui abbiamo destinato 60 mila euro principalmente per attività teatrali. Abbiamo aperto uno sportello di ricerca lavoro all’interno del carcere.
 
“Questo spettacolo è anche un messaggio alla politica: servono misure alternative alla detenzione. – ricorda la garante Desi Bruno: - Le condizioni di vita nelle carceri stanno peggiorando sempre di più, a causa dell’inasprimento della legislazione penale promossa da questo governo. Le pene più dure per piccoli reati creano sovraffollamento e situazioni disperate nelle case circondariali, logorano gli operatori, ma sopratutto impediscono la riabilitazione dei detenuti”. Oggi la Dozza, a fronte di una capienza di 483 detenuti, ne contiene 1069: una situazione “fuorilegge” per gli standard europei, ma simile a quella della maggioranza delle carceri italiane.

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permalink | inviato da Pa.P il 15/3/2010 alle 19:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sulla giustizia/1
post pubblicato in Ex Libris, il 13 marzo 2010
La giustizia è come una tela di ragno: trattiene gli insetti piccoli, mentre i grandi trafiggono la tela e restano liberi.
(Solone)


Certo che gli antichi Greci ne avevano capite tante di cose... questa sembra essere la descrizione perfetta di ciò che succede quotidianamente in Italia da sempre. E dire che è una frase scritta più di 2000 anni fa. C'è molto da riscoprire nel passato della nostra cultura occidentale.

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permalink | inviato da Pa.P il 13/3/2010 alle 11:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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