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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Sono contrario alla stepchild adoption
post pubblicato in diario, il 25 gennaio 2016
Nei giorni scorsi ho visto un servizio in tv, non mi ricordo che programma fosse, nel quale si intervistava una coppia di donne di mezza età, lesbiche, ognuna delle quali con un figlio. Entrambe di origine francese, e si lamentavano del fatto che in Italia, a differenza della Francia, loro avessero pieni diritti - leggi la patria potestà - solo sul loro figlio biologico, e non sul figlio della "compagna". Si trattava di un servizio che spiegava quella che è la spetchild adoption - orribile termine aglofono per dire l'adozione di bambini da parte di coppie omosessuali, che è anche il tema caldo di queste settimane, e uno dei motivi per cui sabato si sono riempite molte piazze in Italia. 

E fin qui tutto bene, hanno espresso un loro desiderio, un loro disagio, una loro opinione.
Poi, seguendo l'intervista sento dire che entrambe hanno avuto quei bambini grazie alla fecondazione assistita.

Al che, mi assalgono mille domande e un forte senso di disagio. 

Primo, io da persona di sinistra - quindi sostanzialmente ingenua - pensavo che una tecnica medica e invasiva come la fecondazione eterologa medicalmente assistita fosse utilizzata solo da quelle coppie che avendo problemi nel procreare si rivolgevano alla scienza per poter avere la gioia di un figlio. Qui, tutt'altro. Le due donne non avevano problemi a procreare in modo biologico diciamo - con del sesso - ma avevano quindi scelto la fecondazione assistita in quanto lesbiche, che volevano si avere un figlio, ma non fare l'amore con un uomo.

La qual cosa mi è sembrata profondamente egoista e sbagliata. E ora, che grazie all'ingegneria genetica hanno potuto avere due figli da dei donatori, vorrebbero poter adottare il figlio dell'altra compagna e creare così una famiglia. Una famiglia composta quindi da 2 mamme e 2 papà - o sarebbe meglio dire da sperma di due papà - che però non sono inclusi nella famiglia e da 2 bambini.

Il mio disagio, e prendetemi pure per un bacchettone - quale non sono - e un reazionario - è aver capito che queste dell'amore tanto invocato in piazza se ne fregano altamente. Ciò che le spinge nel volere i matrimoni gay e quindi anche la possibilità di adozione dei figli della coppia "non biologici", è puro individualismo e egoismo. 

Le signore volevano un figlio come si vuole un automobile evidentemente, senza considerare che i figli nascono esclusivamente dall'unione sessuale dei gameti femminili e maschili, e non già dall'unione di un maschio con un altro maschio o di una femmina con un altra femmina. Questa è biologia spiccia, questa è la natura, questo è buon senso. 

In altre parole il mio disagio è che dietro la parvenza di rivoluzione etica e egualitarista delle unioni omosessuali - non ci sia il giusto sentimento di sentirsi uguali agli altri - ma l'egoistica e anti-biologica volontà di diventare padri senza madri e madri senza padri, il che mi fa rabbrividire.

Sono da sempre favorevole alle unioni civili, sia etero che omo, per quanto riguarda i diritti basilari, come poter accedere alle cartelle mediche, agli ospedali nel caso in cui uno dei due sia ricoverato, a poter vivere sotto lo stesso tetto non più come conquilini ma come coppia, ricevere una pensione di reversibilità eccetera eccetera. 

Ma sono fermamente contrario a che persone dello stesso sesso possano fabbricarsi i figli che vogliono e poi farli riconoscere alla società come figli di una copia omo, seppur tutti sappiamo che saranno loro solo a metà, visto che l'altra metà biologica è di uno sconosciuto donatore.

La vita non è un opinione, e l'uomo (inteso sia come maschio che come femmina) non può arrogarsi il diritto di superare la natura e creare delle costruzioni sociali (matrimonio gay) grazie anche all'ingegneria genetica. E inoltre, penso che la fecondazione assistita debba essere concessa solo a coppie eterosessuali che hanno problemi di salute, e non già a chi per cieca volontà egoistica vuole un figlio anche se non vuole essere penetrata, come natura vuole.

Di questo passo daremo il consenso ad allevare cloni genetici di noi stessi per poi ucciderli e toglierne i tessuti ed organi da espiantare, come succede nel film di fantascienza the island. Siamo molto vicina a questa follia. E ora, odiatemi pure.

Ma sappiate che preferisco perdere qualche amico benpensante piuttosto che permettere all'uomo di disconoscere le leggi naturali dell'universo e tra queste, quella che rende possibile la vita sulla Terra, cioè la procreazione sessuale.

Avere un figlio significa prima di tutto mettere al mondo un altro essere umano, farlo entrare nella comunità degli esseri viventi e di noi umani, non volere soddisfare un nostro puro egoismo personale. L'egoismo non sarà mai un diritto civile. 


La frittata
post pubblicato in Notizie, il 5 gennaio 2013
Ecco te pareva la frittata è fatta. Ma dico, era difficile fare delle liste di partito apparentate in una coalizione con una vera lista della società civile e dei movimenti, in modo da dare vera rappresentanza a tutta la società esclusa dall'attuale sistema politico? Invece, no.
Si è scelto una lista unica che in realtà non è nulla di nuovo, ed è per giunta una specie di via di mezzo, a nome Ingroia, che alla fine scontenta sia gli intellettuali che i movimenti, ma che non è neanche una vera lista di partito.
Movimenti e intellettuali pensavano - non so in che mondo vivano - che i partiti della sinistra sostenessero il nuovo progetto senza neanche avere in lista i propri segretari. Certo, sono partiti, non onlus.

Il solito pasticcio. Sembra che la sinistra e i movimenti ce la mettano tutta ogni volta per litigare e per non farsi votare e non ricevere così adeguata rappresentanza nelle istituzioni. Ovviamente resteranno perciò esclusi dal potere, e perciò addio alle istanze dell'acqua pubblica, dei no tav, ecc ecc.

Una bella frittata. E poi ora, io chi voto?



Oltraggiosi e ingannevoli
post pubblicato in diario, il 22 novembre 2012
Oggi su Repubblica Bersani spiega cosa farà una volta vinte le primarie:

a) alleanza con l'Udc;
b) Sì alla Tav;
c) la modifica sostanziale dell'articolo 18 voluta dal governo va bene così com'è;
d) Monti Presidente della Repubblica.

Io per le "primarie" non sostengo nessuno, anzi sono da sempre contrario all'uso di questo strumento per la selezione del leader della coalizione proprio perché sono anti-leadersismo e perché penso motivatamente che uno strumento di selezione in uso in un sistema politico totalmente diverso dal nostro come lo è quello Usa - le primarie infatti sono di origine Usa - possa essere ritenuto qualcosa di assolutamente estraneo alla nostra cultura politica e pertanto produrre risultati affatto coerenti con quelli che uno si aspetta.

Premesso questo, penso che le idee politiche di Bersani, che in questo breve elenco ricalcano quelle del suo sfidante "interno" Renzi, sono quanto di peggio possa esistere e determineranno, se applicate, la fine del centrosinistra e dell'idea stessa di sinistra in Italia, con le enormi e non quantificabili ricadute sulla politica e quindi sulla società come la totale scomparsa di valori come l'uguaglianza.

Il MALE insomma e la vittoria finale dell'ampio e affatto eterogeneo fronte del liberismo sfrenato. Auguri. Ogni commento mi sembra superfluo.

Comunque, chiamare sta roba qua "sinistra" o anche "centrosinistra" è oltraggioso oltreché ingannevole.
Il mezzo o il fine
post pubblicato in diario, il 4 agosto 2012
Vendola. Udc. Pd. Ma prima di parlarne bisogna porsi La domanda:

Governare (la poltrona) è il fine o è il mezzo?


Per quelli come me è il mezzo, per altri è il fine.
Napolitano, spirito servile
post pubblicato in Notizie, il 5 luglio 2012
Ne ha fatta tanta di strada Giorgio Napolitano, fino a ricoprire la più alta carica dello Stato. Ma ricordiamo il suo excursus politico dalle origini.


Inizia a fare politica nel Guf, gruppi universitari fascisti. A tal proposito ha affermato "La Resistenza è stata bellissima, anche se io non l'ho fatta perché all'epoca io militavo nei gruppi universitari fascisti". (Dal Pci al socialismo europeo un'autobiografia politica, ed Laterza) E con ciò? direte voi. Le altre forme di partecipazione politica erano vietate e quindi chi voleva avvicinarsi alla politica doveva farlo all'interno degli organi fascisti.

Ok. Poi, Giorgio è entrato nel Pci. Ha sempre espresso idee profondamente filosovietiche ed antieuropee, antidemocratiche, idee che all'interno del Pci, checche ne dicano quei mentecatti di destra, non sono mai state proprie della maggioranza del partito nel Dopoguerra (ma di una minoranza di esaltati si, prima della 2a guerra mondiale invece il filo sovietismo era ovviamente corrente maggioritaria del Pci, che appunto si divise dal Partito socialista dei lavoratori proprio accettando le 10 tesi di Lenin.)

Nel 1956, all'indomani dell'invasione dei carri armati sovietici a Budapest, mentre Antonio Giolitti e altri dirigenti comunisti di primo piano lasciarono il Partito Comunista Italiano, mentre "l'Unità" definiva «teppisti» gli operai e gli studenti insorti, Giorgio Napolitano si profondeva in elogi ai sovietici. L'Unione Sovietica, infatti, secondo lui, sparando con i carri armati sulle folle inermi e facendo fucilare i rivoltosi di Budapest, avrebbe addirittura contribuito a rafforzare la «pace nel mondo»..

Allora a differenza degli albori della sua attività politica, la possibilità di avere idee diverse però ce l'aveva, era libero anche di porsi contro la violenza e la guerra ma non lo fece, anzi. D'altronde l'Urss allora sembrava una potenza invincibile e c'era chi era pornto a saltare sull'eventuale carro del vincitore, quel carro governato da Stalin.

Poi, il buon (si fa per dire) Napolitano si inserì nella corrente di destra del Pci, i miglioristi, fino a diventarne uno dei massimi esponenti e tra coloro che vedevano di buon occhio un accordo governativo con il Psi di Bottino Craxi, tangentaro. Da migliorista Napolitano era anche il più accanito oppositore interno al Pci che Enrico Berlinguer dovette fronteggiare. Berlinguer fu infatti il primo a capire che la politica italiana era profondamente corrotta e che il giro di soldi al proprio interno avrebbe finito per distruggerla, come poi è effettivamente successo. Berlinguer sollevò la questione morale. Anche dall'interno del Pci ci fu chi lo combatté e si schierò praticamente con la corruzione e con lo strapotere a-morale della partitocrazia.

Giorgio Napolitano, ora diventato un maggiorente del Pci poi Pds, divenne seguace di D'Alema e del suo goffo tentativo di accordarsi con Berlusconi sulle "riforme" distruttive della Repubblica che lo stesso D'Alema aveva proposto al cavaliere, stiamo parlando della Bicamerale.

Eletto Presidente della Repubblica il 15 maggio 2006, non ha perso occasione per votare convintamente tutte le leggi porcata di Berlusocni e Bossi, per questo l'abbiamo rinominato "la penna più veloce del West".

Infine, ultima grande opera politica del suo settennato è stata quella di essere uno dei maggiori esponenti e propositori della vera e propria sospensione della democrazia. Ha sostituito il governo Berlusconi, governo di fuorilegge certo, ma lecito, con un governo illecito non votato da nessuno: il governo dei banchieri cattolicissimi del Vaticano e seguaci della finanza internazionale, veri e propri liquidatori dell'azienda Italia.

Come spiegare tutti questi cambiamenti di casacca e cambiamenti di idea? Semplice, Napolitano è sempre stato dalla parte del più forte.
1) prima con gli studenti universitari fascisti, c'era il Fascismo, e il più forte era appunto la dittatura, non la Resistenza e lui puntualmente faceva parte dei Guf. 2) poi nel partito comunista in appoggio alle invasioni dell'Unione Sovietica: L'Urss sembrava il più forte, quindi perché cercare di creare una politica europea? Meglio accodarsi ai voleri dell'oppressore russo. 3) dunque "migliorista" con Bottino Craxi e contro Berlinguer per la "questione morale". Erano gli anni precedenti al Pentapartito, in cui la Dc, che deteneva il potere, guardava con interesse a questo innovatore della politica di sinistra, Bottino Craxi. Napolitano voleva partecipare anche lui alla spartizione del potere magari con un alleanza al Psi in un governo che andasse dalla Dc al Pci, passando per il Psi, un governo "dentro tutti" perché una poltrona a tutti non la si nega.
4) segue al guinzaglio di D'Alema a firmare tutte le porcate di Berlusconi e Bossi. Coerente con il suo spirito politico, il più potente negli anni 2000 in Italia è stato quell'eversore di Silvio Berlusconi e i suoi sgherri. Puntualmente Napolitano s'è messo a servire il più potente.
5) infine la "sospensione della democrazia" per appoggiare i "tecnici" banchieri vaticani. finalemente con la vecchiaia, il buon vecchio Napo ha capito che il potere non è più nelle mani della politica ne di destra ne di sinistra, ma è nelle mani della finanza internazionale.

Come fare a soddisfare anche questa volta il suo spirito servile? Ha cacciato un governo democraticamente eletto e ha promosso Monti premier. E voilette! Una carriera da servo encomiabile.



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