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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Corporativismo male antico
post pubblicato in Notizie, il 21 ottobre 2016
Quelli che voteranno No oggi sono in sciopero, sono gli stessi sindacati corporativi ( il corporativismo è bestia fascista non ancora estirpata e anzi fatta propria da quelli che si definiscono antifascisti) che non hanno mai difeso i precari, gli ultimi, i giovani.

Sono i sindacati e le corporazioni forti nel mondo della scuola, dei trasporti. Sono la (piccola ma compatta) massa sindacalizzata del Paese, quella che non difendono solo il loro lavoro con il loro sciopero, ma vogliono imporre la loro idea di politica usando non già le elezioni e i referendum, ma il loro stesso sindacato, i poteri previsti dall'articolo 18 e dallo Statuto dei Lavoratori non già solo per difendere i propri diritti ma per far mancare i diritti (di mobilità, di studio ecc) agli utenti, col solo fine di creare disagio e in questo modo fare politica.

Una realtà distorta, che condisce Corporativismo fascista e ribellismo sessantottino vecchio stampo.

Sono pronti a fare scioperi politici per sostenere questo o quello confondendo ancora il sindacato con la politica: per esempio l'Ataf di Firenze sostiene apertamente il No al referendum in orario di servizio - è una violazione penale - e ha pure taroccato sugli autobus i poster pubblicitari del Si.

Vergognosi. 
Lotterò - e ho sempre lottato - contro questi piccoli poteri costituiti che rallentano e rovinano il nostro Paese. Ben nascosti dietro l'ideale di difendere i diritti di tutti esercitano la prevaricazione e quindi la lesione concreta dei diritti altrui, intendendola invece come propria aspirazione sindacale. 
Vergognosi.
Eppur si muove
post pubblicato in diario, il 9 ottobre 2016
In Settembre siamo finalmente riusciti ad andare dai cugini lontani d'Abruzzo. Abbiamo viaggiato bene e comodi sui famigerati treni Trenitalia, pagando una cifra accettabile e sopratutto con l'alta velocità. Abbiamo viaggiato sopratutto sulla tratta che più di altre aveva acceso le polemiche sulla presunta distruzione naturale causata dalla TAV (- che poi altro non è che l'alta velocità che ora congiunge il nord col sud), quella attraversa buona parte della pianura padana e poi buca gli appennini toscano emiliani, per continuare in direzione sud, verso Roma. 
E ho pensato che solo 10 anni fa ci avremo messo il doppio del tempo, rendendo impossibile fare il tutto in due giorni. 6 ore di viaggio dal nord del paese all'abruzzo è oggi una realtà ed è anche un viaggio affrontabile in una giornata. E penso a me stesso di qualche anno fa, molto critico nei confronti dell'Alta velocità, sopratutto per i costi e per la necessità di queste grandi opere.
Da viaggiatore ho cambiato opinione. Se penso quanto tempo e quanto maggiore inquinamento avremmo fatto viaggiando in auto, ritengo la TAV, o anche Alta Velocità, come vi pare, un piccolo grande passo in avanti per il nostro Paese, stretto e lungo e geograficamente complicato.

Essere coerente con me stesso, in fondo lo sono sempre stato: la scelta non può essere mai bianco o nero: TAV si o TAV no, piuttosto ritengo e ritenevo che dove serve ci metto un enorme SI, e dove non serve - per carenza di traffico, per caratteristica della tratta, ecc - dico anche no.

Poi l'amico di mio padre, un calabrese che vive qui nell'estremo nord est da una vita, e che "scende", torna nella sua terra d'origine tutte le estati, racconta a mio padre, che qualcosa anche in Calabria è cambiato. Ed è cambiato in questi ultimi due anni, anzi se n'è accorto quest'estate. Finalmente la Salerno Reggio Calabria è stata completata! 
Strano, non ne ha parlato nessuno. Con tutta l'informazione di parte, e pro governo, strano, stranissimo, che nessuno abbia rivendicato questo importantissimo traguardo per il meridione. Insomma l'autostrada che per essere completata - o carrabile, diciamo - c'ha messo dieci volte il tempo della costruzione della Piramide di Cheope, oggi è una realtà. La situazione è assai migliorata diceva R. a mio padre. Pochi lavori, e scorrevole, curve meno pericolose.
R. afferma di aver risparmiato circa 1 ora e mezzo di tempo. Non male.

Poco prima dell'estate ho visto che il governo ha detto che faceva i diritti civili per i gay, ma anche per gli etero, che vogliono un unione civile che permetta tutta una serie di diritti, ma senza il vincolo, anche religioso del matrimonio. Vabbé un altra promessa, su questa poi, Prodi fallì due volte. Renzi l'ha portata avanti e oggi due persone, indipendentemente dal sesso possono unirsi davanti alla legge e hanno molti diritti in più di ieri. Insomma ha promesso e poi mantenuto. (!!)

Il Bisagno a Genova è stato regimentato, e i lavori sono partiti, e dicono - tra poco anche finiti, giusto in tempo per le consuete piogge intense di questo periodo dell'anno. E dico, strano. Di solito ci ricordiamo della Liguria e di Genova, una volta l'anno, solo quando viene travolta dall'acqua. E poi tutti,compreso il governo in carica ce ne dimentichiamo. Quest'anno invece non è successo questo. Il governo ha fatto partire i lavori in tempo (grazie allo sblocca italia), e con ogni probabilità le persone non subiranno un altra inondazione.

Le tasse di cui tutti si lamentano, vengono abbassate - i famosi 80 €, (trovata molto populistica sopratutto per la scelta comunicativa utilizzata) sono in realtà 1000 € circa di tasse in meno su ogni lavoratore della classe media. Seguo la politica da quando ho 12 anni, ora che ne ho 32 non ricordo nessun altro governo promettere di ridurre le tasse e poi farlo. Questo lo sta facendo (poco) ma lo sta facendo. A proposito, pare che il governo voglia togliere ancora tasse Irpef nel 2017, e quest'anno 2016- '17 tasse sull'agricoltura. Non male, penso. Berlusconi fu eletto per tre volte con maggioranze bulgare per ridurre le tasse e non lo ha mai fatto.

Sotto casa hanno iniziato a scavare, di nuovo. Che rottura. Però stanno portando l'alta velocità - stavolta internet. Ma come? Lo hanno annunciato qualche mese fa e lo fanno di già? All'inizio della scorsa settimana ero sinceramente sbalordito. Perché se è vero che qualche lavoro di questo tipo lo avevano fatto anche nel passato, ad oggi sembra che ci vogliano davvero puntare. Poi me la farò la fibra oppure no? Beh probabilmente no, non per ora. Però un domani, chissà. 

I terremotati intanto sono già nelle tende dopo nemmeno un paio di settimane dal sisma, e ora che sono passati quasi due mesi sono già stati consegnati i primi moduli abitativi prefabricati.
Un governo che è riuscito a gestire l'emergenza in modo divino a mio parere. Mi ricordo quanto tempo ci mise il governo Berlusconi con il terremoto dell'Aquila, almeno il triplo di tempo.


Non sono mai stato un fan o una persona priva di critica sociale al governo di turno, anzi. Ho sempre criticato aspramente qualsiasi governo. Ad oggi però vedo un governo, che dice e poi fa ciò che dice. Oggi le unioni civili sono una realtà, oggi le infrastrutture iniziano a essere fatte. Le infrastrutture vengono fatte, e funzionano. I diritti sono aumentati, le opportunità, per ora non ancora ma c'è chi ci prova. Internet più veloce di fa, i prefabbricati ai terremotati si fanno subito, i problemi si affrontano invece che girarci attorno.

Il futuro è una riforma costituzionale che vuole ridurre e semplificare la macchina burocratica e istituzionale del Paese. la riforma che voteremo il 4 dicembre vede riassunte nel testo tutte le riforme che gli altri governi di centrosinistra, a partire da quello Prodi, ma anche molto prima, avevano tentato, ma non erano riusciti a fare. Questo governo, per marcio che sia, c'è riuscito e ogni volta che ne approfondisco i contenuti, mi sembra una buona riforma. Certo non cambierà la nostra vita, ma la migliorerà un poco. Come internet veloce, come il treno veloce, come i prefabbricati per chi è rimasto senza casa, come leggi più spedite e meno contradittorie. 

Io vedo un Italia che finalmente si muove. Che finalmente piano piano cerca di uscire dal pantano, dall'inutilità di una bega politica quotidiana che in 20 anni ha lasciato il Paese arretrato come lo era 20 anni prima, e mi riferisco ai 20 anni di bipolarismo, che ho vissuto in prima persona.

Sono appena passati due anni dall'inizio del governo Renzi. Quindi mi sorge il dubbio che quelli che fino a ieri consideravo miei compagni in realtà lo abbiano attaccato fin dall'inizio non tanto per i contenuti politici, ma perché intimamente poco propensi alle novità, per nulla progressisti. Vedo un Italia che progredisce, vedo politici che promettono ma poi, cosa incredibile per l'Italia, mantengono.
E niente, un Italia così a me piace.
Certo è migliorabile.
Certo è criticabile.
Certo non tutti i ministri sono buoni.
Certo ci sono anche delle cose sbagliate, o migliorabili.

Però intanto in due anni sono state fatte più cose che negli altri 20. Chi dice che non è vero, è in malafede. Io un Italia che riparte la sostengo, e la smetto di dire sempre di no su tutto per paura. Oggi voglio dire SI. E lo dirò anche il 4 dicembre. E lo dirò tutte le volte che godrò delle piccole innovazioni che ho elencato qui.
E' ora di andare avanti. E' ora di pensare al futuro.
Le fonti non sono i social
post pubblicato in Notizie, il 1 settembre 2016
Sono diventato anch'io un cretinetto da social che commenta le cose prima di leggere le fonti. L'iniziativa della Lorenzin, o meglio del ministero della salute è tutt'altro che quello che è sembrato in questi giorni sui social network. La pubblicazione che accompagna l'iniziativa pubblicitaria deprecabile che tutti abbiamo visto, non l'ha letta nessuno evidentemente. E abbiamo sbagliato. Trattasi di un testo scientifico ma scritto in un bellissimo italiano corretto (invece lo slogan utilizzato in english fa pietà "fertilityday") e scritto dai più eminenti dottori in Italia che si occupano di riproduzione umana. Ve ne linko un pezzo, per farvi rendere conto: 

"I giovani tendono, ormai, a procrastinare le scelte decisive. Mutano i ruoli, le fasi, i tempidi ogni età, con conseguenze sociali, biologiche e di sostenibilità ancora globalmente daesplorare.Da un punto di vista psicologico sembra diffuso un ripiegamento narcisistico sulla propriapersona e sui propri progetti, inteso sia come investimento sulla realizzazione personale eprofessionale, sia come maggiore attenzione alle esigenze della sicurezza, con tendenzaall’autosufficienza da un punto di vista economico e affettivo. Tale disposizione, spessoassociata ad una persistenza di un’attitudine adolescenziale, facilitata dalla crisieconomica e dalla perdita di valori e di identificazioni forti, si riflette sulla vita di coppia eporta a rinviare il momento della assunzione del ruolo genitoriale, con i compiti a questolegati. Nelle donne, in particolare, sono andati in crisi i modelli di identificazionetradizionali ed il maggiore impegno nel campo lavorativo e nel raggiungimento di unaautonomia ed autosufficienza ha portato ad un aumento dei conflitti tra queste tendenzee quelle rivolte alla maternità. Nello stesso tempo la crisi economica ha determinato un’elevata disoccupazionegiovanile, tra le più alte d’Europa e questo ha reso ancora più difficile per i giovani ideareprogetti di vita autonoma rispetto alla famiglia d’origine. Il ritardo nell’uscita dalla casadei genitori si riflette anche nel ritardo nel progettare la nascita del primo figlio.Fra le motivazioni possiamo riflettere sulla mancanza, attualmente, del valore socialedella maternità, (e più in generale, dell’essere genitori). Con ciò intendendo il nonriconoscimento, in ambito pubblico, del fatto che essere madri non è solamente una sceltapersonale, ma è un’esperienza che caratterizza in modo decisivo la vita di una persona, neaumenta le competenze, ne disegna il tratto umano e le capacità organizzative erelazionali, mutandole e maturandole.L’essere madre (e di conseguenza, padre) rientra, invece, adesso in una dimensionebiografica descrittiva, come se esserlo o non esserlo non cambiasse in modo sostanziale itratti fondanti della persona e le sue conoscenze, abilità e capacità. Il paradosso è che peresempio, un periodo di volontariato all’estero come coordinatore di un progetto dicooperazione per qualche mese, viene considerato e può fare la differenza nellavalutazione professionale, mentre gravidanza, parto, allattamento e accudimento (per es.nel caso di figli con disabilità), non sono considerati altrettanto indicativi delle capacitàorganizzative e di relazione della stessa persona.Valore sociale significa poi riconoscere che è bene per tutti che nascano bambini, che lasocietà si riproduca, continui a vivere e non si spenga.In questo senso il sostegno economico alla natalità non deve essere visto come una sortadi “compensazione” per il disagio di essere madri, ma come un atto di giustizia sociale,perché si riconosce il valore sociale dell’essere madri (e padri). " -  Tavolo consultivo in materia di tutela e conoscenza della fertilità e prevenzione delle cause di infertilità pag. 32 di 137


Ora, come volevasi dimostrare non bisogna fare i grillini che parlano di ciò che non sanno. La lezione vale per tutti, per primo per me stesso. D'ora in poi prima cercherò le fonti e poi dopo, forse, commenterò. Non voglio mica diventare DiBattista.

PS: Se vi va di leggere il resto (e ne vale la pena) è qui: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2367_allegato.pdf


Fertilità punto dolente
post pubblicato in Notizie, il 1 settembre 2016
La popolazione mondiale aumenta sempre, ma quella italiana diminuisce di circa 150 mila individui l'anno. Un ministro che si occupa di fertilità, dopo che per cinquant'anni ce la siamo dimenticata, è un ministro che ha cuore la salute pubblica (e l'economia).
Ripeto, farlo così è un po meh. Ma l'alzata di scudi è probabilmente sintomo che la questione andava tirata fuori prima o poi.
Ps: smettiamola di dire che le donne italiane non fanno figli perché non hanno lavoro. Conosco personalmente decine di donne con lavoro fisso che non hanno fatto figli. Poi non lamentiamoci dell'immigrazione di massa!Siamo una società individualista ed egoista, e le donne italiane ed occidentali sono egoiste. Fare i figli è faticoso, ecco perché preferiamo che siano gli stranieri a farli, poi lamentandoci che siamo pieni di stranieri.
Avidità vero problema nazionale
post pubblicato in Notizie, il 28 agosto 2016
Quasi 200 estratti vivi dalle macerie. In quanto a soccorsi non siamo secondi a nessuno. Nella solidarietà diamo il nostro meglio, è' quando c'entrano i soldi (costruzione- ricostruzione) che gli italiani danno il peggio di loro stessi. E' l'avidità il vero problema nazionale.

Forse sarebbe il caso di smetterla di incentivare e spronare la solidarietà e invece interrogarci sull'avidità, che ci fa fare cose orribili come case costruite male, corruzione dilagante, ingiustizie sociali diffuse, debito pubblico, opere pubbliche non finite, mafie, tangenti eccetera...
Se ci pensate bene tutte derivano dall'avidità. Dalla volontà, molto diffusa nella mentalità delle persone del nostro paese di vedere i soldi come un fine e non come un mezzo.
In breve, è l'avidità che ci fa vivere male. La solidarietà non ci salverà dall'avidità. Siamo tanto più solidali quanto prima siamo stati avidi e ciechi - poco lungimiranti - come dimostrano i terremotati, padroni di case fatiscenti e in sasso, prima, per non spendere soldi in ristrutturazioni seri e dopo disperati terremotati. So che è una semplificazione, ma non era forse il caso di spendere un po di quei soldi prima del terremoto, per mettere in sicurezza la propria casa? Una domanda forse troppo provocatoria dinnanzi alla catastrofe. Ma non si può vivere sperando che le catastrofi siano sempre qualcosa che capita solo agli altri.

La Chiesa Cattolica mise San Francesco e Santa Caterina come Patroni d'Italia. Entrambi furono dei pazzi che si spogliarono volontariamente di tutti i loro beni mortali e rinunciarono alle ricchezze materiali. Che la tanta vituperata Chiesa Cattolica volesse lanciarci un messaggio?

Forse che abbiamo introiettato solo il messaggio della solidarietà cristiana e non già il messaggio di critica al consumismo intrinseco al cattolicesimo?
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