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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Zinga Zinga si torna indietro
post pubblicato in Notizie, il 4 marzo 2019
Il #5marzo 2018 abbiamo perso, il #4marzo 2019 pure, ma tra scroscianti applausi. #ZingarettiSegretario ce ne pentiremo presto.

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permalink | inviato da Pa.P il 4/3/2019 alle 9:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Usati e scaricati
post pubblicato in Notizie, il 27 febbraio 2019
Mi dispiace davvero per Giulia Sarti del M5S, che si è scoperto aver denunciato per un finto furto il suo ex, con lo scopo - a quanto pare - di coprire Casalino. E ora scaricata. Usata anche lei, come tanti altri. Mi dispiace perché era una conoscente. Correva il 2010 e da pochissimo avevo iniziato a fare l'inviato per una radio locale, e lei era una ragazza a cui non piacevano le ingiustizie e che seguiva i politici per fare loro delle domande scomode per conto del meetup bolognese. La ricordo così, non come è diventata poi. 

Tuttavia capisco benissimo il suo percorso, in un Italia berlusconiana con un centrosinistra troppo molle nei confronti di quei governi terribili e agli occhi di noi giovani (idealisti, come tutti i giovani) quasi complice. Proprio per quel motivo, una sinistra e una destra troppo simili e molto poco etici, in quel periodo molti iniziarono proprio per questo a non credere più alla politica istituzionale. Io poi mi impegnai col movimento viola. Lei nel meetup, poi divenuto M5S. 

Ora molti parlano di dinamiche che nel M5S ricordano quelle di una setta, ma lo era fin dal principio. Seguivo anch'io Grillo sul suo blog, ma ho iniziato a dubitare fortemente di lui e dei suoi magnifici ragazzi vedendo come trattarono noi giovani giornalisti precari, quando poco tempo dopo lo andai a intervistare. Da allora non lo seguiì più, probabilmente ho fatto bene.

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permalink | inviato da Pa.P il 27/2/2019 alle 18:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Basta spartizioni di poltrone
post pubblicato in diario, il 27 gennaio 2019

Ieri parlavo al bar con un amico di politica. Lo faccio spesso, sopratutto con chi non la pensa come me e non è del mio partito. E' l'esercizio che mi aiuta a restare collegato alla realtà e a non chiudermi in una bolla di eco di opinioni a me comode. Mi diceva che sui temi potremmo anche pensarla allo stesso modo ma che non sa per chi votare alle Europee perché nel PD e nei partiti politici quello che piace meno è la spartizione di poltrone e che è proprio questa sensazione che ha allontanato tanti dalla politica o li ha avvicinati ai populisti M5S e Lega. 



Sono pienamente d'accordo con lui. 


Temo, che sia a livello di congresso nazionale, malgrado tutte le belle parole dell' "ascoltare di più", dell' "essere umili", addirittura del "chiedere scusa" eccetera, non si voglia ascoltare questa voce sommessa ma diffusa.


 I cittadini/elettori/la gente NON VUOLE ACCORDI DI SPARTIZIONE DI POTERE E POLTRONE. 


E' quel fetore di politica fatta come professione e non come missione civile, che ha allontanato i giovani e vecchi dalla politica. La spartizione di poltrone è l'effetto di questo modo di pensare e agire la politica come mezzo per la promozione di sé stessi e non già la promozione di tutti.

Per questo a livello di congresso nazionale sostengo Roberto Giachetti, che tra i tre è di certo il meno incline ad accordi al ribasso e per la poltrona. Per il congresso provinciale spero che le posizioni si chiariscano presto, ma certo non possiamo rivolgerci a chi fa politica da quarant'anni: sarebbe dimostrare ancora una volta che non vogliamo cambiare, che non vogliamo ascoltare la gente.

Bisogna rompere le logiche di "aggiungi un posto a tavola" perché a forza di fare così la tavola si è ridotta sempre di più e i commensali sono scappati a cibarsi su altre tavole imbandite di razzismo, qualunquismo, odio ma che sembrano più etiche della nostra perché non puzzano di opportunismo.

Il futuro è unitario o non ci sarà
post pubblicato in diario, il 14 settembre 2018
Ho cercato di dare il mio contributo all'iniziativa "La tua idea per cambiare l'Europa", che vi invito a seguire domani mattina, ma allo stesso modo questo pomeriggio correrò a firmare per permettere alla lista Futura2018 di presentarsi alle elezioni. Ho fatto campagna per il SI al Referendum Costituzionale e sono un riformista "renziano" convintissimo e mi sento in egual misura una persona di Sinistra. Di Sinistra e Liberale (non liberista). E ad oggi non ci vedo alcuna contraddizione, anzi.

Avendo studiato scienze politiche, capisco meglio di altri le evoluzioni storiche e le motivazioni fondate che costituirono quel solco di differenza tra riformisti e massimalisti. Tuttavia, non capirò mai perché in un campo politico che io chiamo "progressista", che va dai riformisti di Renzi e Calenda e arriva a tutta la Sinistra che vuole confrontarsi con la realtà, si perdano tutte queste energie e tempo in liti interne, estenuanti, controproducenti e fini a se stesse, visto che tutti condividiamo l'idea che il Capitalismo vada guidato e indirizzato e il più debole e il diverso protetto e aiutato costruendo per lui nuove opportunità. L'Uguaglianza e la Solidarietà ci accomunano, e sono valori grandi.

Questi sono i valori che unificano la nostra area che qualcuno definirà "ampia", ma che ampia non è, almeno in termini elettorali. Per tanto, non capisco l'acrimonia che c'è talvolta tra noi quando dall'altra parte c'è la destra più nera e più becera che si ricordi. Che si tinga di grillino o di leghista o che si finga "moderata" non importa. E' sempre la solita destra illiberale. Ho sofferto personalmente per gli attacchi personali a Renzi e ai suoi più stretti collaboratori e amici, attacchi che venivano dalla nostra parte. C'è un populismo che vuole togliere diritti e tutt'al più distribuire qualche mancetta. Che vuole una Restaurazione del passato e sopratutto delle ingiustizie del passato. Che vuole uno statalismo carrozzone, con distribuzione di prebende e poltrone e non certo uno statalismo dirigista e sano che pure ci fu (l'Eni di Mattei per esempio, l'Enel che portò a tutti l'elettricità e arricchì le valli del Trentino costruendo le centrali idroelettriche, per es.).

La guerra tra Riformisti (Menscevichi) e Massimalisti (Bolscevichi) è con le dovute differenze una guerra ideologica che si trascina dalle tesi di Lenin ad oggi, e che sopita o virulenta, interessa tutti i partiti della nostra area politica in tutti i Continenti e compie più di un secolo. In piccolo, molto in piccolo, interessa anche la politica dell'Italia e per riflesso quella del Trentino.

Auspico si trovi la saggezza per lasciare questa disfida nel passato anche considerando che il Capitalismo ha vinto, ci ha modellato come persone e come storie personali, e che non è più ora di combatterlo perché combatterlo è fuori dal tempo, ma semmai di adattarlo all'Uomo.

Per tanto ritengo sia venuta l'ora di fare fronte comune, non solo per queste elezioni Provinciali imminenti. Direi di scavare una buca profonda e seppellire i rancori, e metterci sopra una bella colata di cemento. Riconoscendoci per i valori che ci accomunano piuttosto che per ciò che ci distinguono. Oggi sembrano parole ingenue, le diciamo da tanto tempo, ma non le realizziamo mai. Domani, sono convinto, sembreranno parole lungimiranti.

"Dividi et impera" diceva Cesare, e i divisi e comandati siamo noi, cioè la sinistra o se volete i progressisti. E siamo comandati dai reazionari.

Prendiamo coscienza che la sinistra compresi i liberali che con termine infelice abbiamo definito "democratici", è sempre stata una minoranza nella popolazione italiana. Una piccola minoranza! Siamo numericamente inferiori, è ora di capirlo e fare fronte comune nei confronti di chi ci vuole riportare al Medioevo. Divisi abbiamo già perso e perderemo ancora. Uniti abbiamo già vinto e possiamo ancora vincere.
La politica delle sparate
post pubblicato in Notizie, il 19 giugno 2018

Oggi i gruppi parlamentari del PD di Camera e Senato hanno presentato delle proposte concrete per estendere il REI (Reddito di inclusione) corredate da coperture economiche (quindi attuabili!) e direttamente efficaci se fossero votate. Hanno fatto cioè il lavoro dei partiti di maggioranza, del governo e del Parlamento che ancora deve costituire le commissioni (che sono il luogo dove si svolge l'attività parlamentare).

Se ne sono accorti in pochissimi. Non fa notizia: questa è la risposta definitiva a chi dice che bisogna fare opposizione costruttiva. Chi dice che bisogna fare opposizione costruttiva prende "mi piace" e applausi, poi però nella realtà agli italiani piacciono le sparate, le dichiarazioni ad effetto (tipo schedatura dei Rom), non i progetti concreti e attuabili e i sondaggi sono lì a dimostrarlo. Salvo poi lamentarsi della politica che non risolve i loro problemi. L'impressione è che gli elettori vogliano solo un Capo da acclamare.

Altro esempio di politica della sparata è il già citata "schedatura dei Rom", di cui ovviamente abbiamo parlato tutti e che è servita evidentemente a coprire il fatto che in Europa, l'Italia ha votato per la conferma e la proroga delle sanzioni europee alla Russia, dopo che per anni Movimento 5 Stelle e Lega hanno dichiarato quanto fossero inutili e dannose per le nostre esportazioni.


L'opposizione costruttiva è roba da democrazie serie, non da Italia. Ogni Paese ha la classe politica che si merita, è la prima cosa che ci hanno insegnato a Scienze Politiche. I professori avevano pienamente ragione.

 

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