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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Primo governo populista al via. Riorganizziamoci
post pubblicato in Notizie, il 10 maggio 2018
Lega e M5S sono finalmente congolati a nozze, a breve l'annuncio della lista degli invitati, con la benedizione di Papi Silvio Berlusconi.
E' dal 5 marzo mattina che auspico una soluzione simile, e penso che i quasi tre mesi di tiritere, litanie, sciocchezze cacofoniche, promesse smentite il giorno dopo, forni aperti e chiusi, siano stati solo un lungo quanto furbo periodo di decantazione che il M5S ha promosso, per tenere buono il proprio elettorato e fargli ingoiare il desiderato accordo con Salvini e farglielo passare per inevitabile.

Tra simili ci si riconosce, e la Lega sovranista e nazionalista un po' fascistoide di Salvini, che ha preso anche molti dei voti dell'estrema destra (non a caso Forza Nuova e Casapound sono andati maluccio alle elezioni), sembrava una cosa solo con i fascisti autentici di FDI (fratelli d'Italia, gli ex missini, guidati dalla Meloni), che saranno anche loro nel governo, ma sopratutto assolutamente simile alla vera natura del M5S. Un movimento che io ed altri (Pietro Orsatti) abbiamo individuato subito (correva l'anno 2012) come un espressione culturale di destra, o se più vi piace reazionaria.

Quei geniacci dei dirigenti PD ex comunisti ed ex democritistiani antirenziani e LeU che hanno preso l'ennesimo abbaglio e credevano come per la Lega tra l'altro, che il M5S fosse una costola della sinistra. Ora le due "costole della sinistra" sono unite. 

La natura eversiva del M5S è infatti originaria, e nemmeno affatto nascosta. Basta leggere le stralunate visione di Casaleggio senior, che vedeva una democrazia rappresentativa sulla via del tramonto da sostituire con una democrazia diretta, cioè una democrazia via internet. Con magari lui o la sua Casaleggio Associati come webmaster. Una riproposizione perpetua delle elezioni presidenziali di Bush junior in Florida, insomma. Dove il voto digitale finiva inevitabilmente al rampollo della famiglia Bush anche se l'elettore aveva cliccato l'altro pulsante. 

In tutto questo ovviamente, come avevo detto, previsto eccetera, l'unica ancora di salvezza è Matteo Renzi, che da tutti, anche dai suoi è visto invece come una zavorra ormai. Matteone ha salvato quel residuo di sinistra democratica, civica, europeista, che rimane nell'attuale italietta, impedendo che il PD facesse il suo Harakiri finale alleandosi col M5S. E decretando con esso la sua definitiva uscita di scena, giacché ciò avrebbe significato creare un governo con degli inetti che avrebbero facilmente buttato tutto all'aria se gli si impediva di fare disastri, imputando al PD tutta la colpa.

Per i coriferi anti-renzi però voglio rassicurare. Il governo Di Maio - Salvini, che probabilmente sarà diretto da un altro nome, non sarà la distruzione dell'Italia, come temono alcune classi dirigenti (gli stessi che hanno votato No al referendum tra l'altro). Questo sarà un governicchio, deboluccio perché più interessato alla propria sopravvivenza e ai titoli dei tg che non a cambiare radicalmente le cose. Il governo della città di Roma di Virginia Raggi sia da esempio rivelatore. Non ha cambiato in meglio Roma, non ha sostanzialmente fatto niente se non curare la propria immagine. Non ha risolto i problemi atavici della capitale. Stessa cosa farà il governo populista M5S Lega. Interventi di camuflage, estetici. E non dimentichiamo che la prima vera prova sarà evitare la stangata delle clausole di salvaguardia, che se non si trovano i soldi, faranno alzare la pressione fiscale di un paio di punti grazie all'innalzamento dell'IVA al 25%.

Intanto lo Spread oggi è già salito. Ripeto non c'è da avere paura, piuttosto se fossi nel PD userei questo tempo per una vera riorganizzazione interna. Gli Emiliano, i Boccia, gli Orlando, sono fuori tempo massimo e rappresentano più o meno solo loro stessi. Bersani e D'Alema docet. 

L'Europa sopratutto dal punto di vista dei soldi e della finanza pubblica non ci farà affondare. Nessuna paura, e riorganizziamoci seriamente.


Eppur si muove
post pubblicato in diario, il 9 ottobre 2016
In Settembre siamo finalmente riusciti ad andare dai cugini lontani d'Abruzzo. Abbiamo viaggiato bene e comodi sui famigerati treni Trenitalia, pagando una cifra accettabile e sopratutto con l'alta velocità. Abbiamo viaggiato sopratutto sulla tratta che più di altre aveva acceso le polemiche sulla presunta distruzione naturale causata dalla TAV (- che poi altro non è che l'alta velocità che ora congiunge il nord col sud), quella attraversa buona parte della pianura padana e poi buca gli appennini toscano emiliani, per continuare in direzione sud, verso Roma. 
E ho pensato che solo 10 anni fa ci avremo messo il doppio del tempo, rendendo impossibile fare il tutto in due giorni. 6 ore di viaggio dal nord del paese all'abruzzo è oggi una realtà ed è anche un viaggio affrontabile in una giornata. E penso a me stesso di qualche anno fa, molto critico nei confronti dell'Alta velocità, sopratutto per i costi e per la necessità di queste grandi opere.
Da viaggiatore ho cambiato opinione. Se penso quanto tempo e quanto maggiore inquinamento avremmo fatto viaggiando in auto, ritengo la TAV, o anche Alta Velocità, come vi pare, un piccolo grande passo in avanti per il nostro Paese, stretto e lungo e geograficamente complicato.

Essere coerente con me stesso, in fondo lo sono sempre stato: la scelta non può essere mai bianco o nero: TAV si o TAV no, piuttosto ritengo e ritenevo che dove serve ci metto un enorme SI, e dove non serve - per carenza di traffico, per caratteristica della tratta, ecc - dico anche no.

Poi l'amico di mio padre, un calabrese che vive qui nell'estremo nord est da una vita, e che "scende", torna nella sua terra d'origine tutte le estati, racconta a mio padre, che qualcosa anche in Calabria è cambiato. Ed è cambiato in questi ultimi due anni, anzi se n'è accorto quest'estate. Finalmente la Salerno Reggio Calabria è stata completata! 
Strano, non ne ha parlato nessuno. Con tutta l'informazione di parte, e pro governo, strano, stranissimo, che nessuno abbia rivendicato questo importantissimo traguardo per il meridione. Insomma l'autostrada che per essere completata - o carrabile, diciamo - c'ha messo dieci volte il tempo della costruzione della Piramide di Cheope, oggi è una realtà. La situazione è assai migliorata diceva R. a mio padre. Pochi lavori, e scorrevole, curve meno pericolose.
R. afferma di aver risparmiato circa 1 ora e mezzo di tempo. Non male.

Poco prima dell'estate ho visto che il governo ha detto che faceva i diritti civili per i gay, ma anche per gli etero, che vogliono un unione civile che permetta tutta una serie di diritti, ma senza il vincolo, anche religioso del matrimonio. Vabbé un altra promessa, su questa poi, Prodi fallì due volte. Renzi l'ha portata avanti e oggi due persone, indipendentemente dal sesso possono unirsi davanti alla legge e hanno molti diritti in più di ieri. Insomma ha promesso e poi mantenuto. (!!)

Il Bisagno a Genova è stato regimentato, e i lavori sono partiti, e dicono - tra poco anche finiti, giusto in tempo per le consuete piogge intense di questo periodo dell'anno. E dico, strano. Di solito ci ricordiamo della Liguria e di Genova, una volta l'anno, solo quando viene travolta dall'acqua. E poi tutti,compreso il governo in carica ce ne dimentichiamo. Quest'anno invece non è successo questo. Il governo ha fatto partire i lavori in tempo (grazie allo sblocca italia), e con ogni probabilità le persone non subiranno un altra inondazione.

Le tasse di cui tutti si lamentano, vengono abbassate - i famosi 80 €, (trovata molto populistica sopratutto per la scelta comunicativa utilizzata) sono in realtà 1000 € circa di tasse in meno su ogni lavoratore della classe media. Seguo la politica da quando ho 12 anni, ora che ne ho 32 non ricordo nessun altro governo promettere di ridurre le tasse e poi farlo. Questo lo sta facendo (poco) ma lo sta facendo. A proposito, pare che il governo voglia togliere ancora tasse Irpef nel 2017, e quest'anno 2016- '17 tasse sull'agricoltura. Non male, penso. Berlusconi fu eletto per tre volte con maggioranze bulgare per ridurre le tasse e non lo ha mai fatto.

Sotto casa hanno iniziato a scavare, di nuovo. Che rottura. Però stanno portando l'alta velocità - stavolta internet. Ma come? Lo hanno annunciato qualche mese fa e lo fanno di già? All'inizio della scorsa settimana ero sinceramente sbalordito. Perché se è vero che qualche lavoro di questo tipo lo avevano fatto anche nel passato, ad oggi sembra che ci vogliano davvero puntare. Poi me la farò la fibra oppure no? Beh probabilmente no, non per ora. Però un domani, chissà. 

I terremotati intanto sono già nelle tende dopo nemmeno un paio di settimane dal sisma, e ora che sono passati quasi due mesi sono già stati consegnati i primi moduli abitativi prefabricati.
Un governo che è riuscito a gestire l'emergenza in modo divino a mio parere. Mi ricordo quanto tempo ci mise il governo Berlusconi con il terremoto dell'Aquila, almeno il triplo di tempo.


Non sono mai stato un fan o una persona priva di critica sociale al governo di turno, anzi. Ho sempre criticato aspramente qualsiasi governo. Ad oggi però vedo un governo, che dice e poi fa ciò che dice. Oggi le unioni civili sono una realtà, oggi le infrastrutture iniziano a essere fatte. Le infrastrutture vengono fatte, e funzionano. I diritti sono aumentati, le opportunità, per ora non ancora ma c'è chi ci prova. Internet più veloce di fa, i prefabbricati ai terremotati si fanno subito, i problemi si affrontano invece che girarci attorno.

Il futuro è una riforma costituzionale che vuole ridurre e semplificare la macchina burocratica e istituzionale del Paese. la riforma che voteremo il 4 dicembre vede riassunte nel testo tutte le riforme che gli altri governi di centrosinistra, a partire da quello Prodi, ma anche molto prima, avevano tentato, ma non erano riusciti a fare. Questo governo, per marcio che sia, c'è riuscito e ogni volta che ne approfondisco i contenuti, mi sembra una buona riforma. Certo non cambierà la nostra vita, ma la migliorerà un poco. Come internet veloce, come il treno veloce, come i prefabbricati per chi è rimasto senza casa, come leggi più spedite e meno contradittorie. 

Io vedo un Italia che finalmente si muove. Che finalmente piano piano cerca di uscire dal pantano, dall'inutilità di una bega politica quotidiana che in 20 anni ha lasciato il Paese arretrato come lo era 20 anni prima, e mi riferisco ai 20 anni di bipolarismo, che ho vissuto in prima persona.

Sono appena passati due anni dall'inizio del governo Renzi. Quindi mi sorge il dubbio che quelli che fino a ieri consideravo miei compagni in realtà lo abbiano attaccato fin dall'inizio non tanto per i contenuti politici, ma perché intimamente poco propensi alle novità, per nulla progressisti. Vedo un Italia che progredisce, vedo politici che promettono ma poi, cosa incredibile per l'Italia, mantengono.
E niente, un Italia così a me piace.
Certo è migliorabile.
Certo è criticabile.
Certo non tutti i ministri sono buoni.
Certo ci sono anche delle cose sbagliate, o migliorabili.

Però intanto in due anni sono state fatte più cose che negli altri 20. Chi dice che non è vero, è in malafede. Io un Italia che riparte la sostengo, e la smetto di dire sempre di no su tutto per paura. Oggi voglio dire SI. E lo dirò anche il 4 dicembre. E lo dirò tutte le volte che godrò delle piccole innovazioni che ho elencato qui.
E' ora di andare avanti. E' ora di pensare al futuro.
Il salvataggio dal fallimento delle 4 banche italiane
post pubblicato in Notizie, il 5 dicembre 2015
Di fronte al fallimento di una banca (In questo caso Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Chieti, Cassa di Risparmio di Ferrara) le strade sono tre:

1) far pagare a tutti noi cittadini i debiti (cosa se si ha fatto la BCE con le grandi banche europee durante la crisi e lo Stato italiano nel caso di Monte dei Paschi)
2) lasciar fallire la banca e quindi i risparmiatori (mai successo in Italia, sarebbe un disastro con possibile "contaminazione" con altre banche e mettendo di nuovo in crisi il sistema creditizio)
3) far pagare agli azionisti (e hai risparmiatori che hanno investito nelle obbligazioni della banca) il salvataggio della banca.

Stavolta si è scelta la terza strada, che a me sembra la più giusta, secondo il cosiddetto "salva banche". Giusta anche se gli azionisti si rovinano, perché sarebbe più ingiusto che pagassi anch'io e anche voi come nel caso 1. Ed ecco Forza Italia e M5S gridare che il governo fa fallire i cittadini per salvare la banca.

Non ci sono parole per descrivere la loro abilità nel distorcere la realtà.

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permalink | inviato da Pa.P il 5/12/2015 alle 19:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Italicum e italioti
post pubblicato in Notizie, il 30 aprile 2015
Sull'Italicum mi esprimerò compiutamente su Fuori Tempi, ma non penso sia il passo che ci porterà a una nuova dittatura, come agitato dalle opposizioni interne ed esterne al Pd.

Non essendo riuscite a fermare l'Italicum, ora Lega e M5S hanno cambiato obiettivo: l'Italicum non è più il male assoluto, ma non è la priorità del Paese. Mi ricorda la favola della Volpe e l'Uva. La volpe voleva prendere l'uva. Vedendo che non poteva raggiungerla disse che non le interessava più e che era acerba.

(comunque si dice Incostituzionale, e non Anticostituzionale)

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permalink | inviato da Pa.P il 30/4/2015 alle 10:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Senato: una riforma garantista e utile
post pubblicato in Notizie, il 3 aprile 2014

Un Senato meno partitico e sopratutto più garantista. Altroché il fastidio e le urla scomposte dei tanti che vedono nella riforma epocale della Camera alta del Parlamento qualcosa di incostituzionale o vagamente pericoloso.


Sarà un Senato non eletto direttamente da noi cittadini, e forse, visti i risultati recenti, anche questa è una buona notizia. Sarà composto dai 21 governatori delle Regioni e delle Province autonome più 21 sindaci delle città capoluogo di regione e provincia autonoma - dando finalmente il giusto e corretto peso alle città rispetto ai paesi; sarà inoltre composto da 40 consiglieri regionali 2 per regione e 1 per la Valle D'Aosta, dando a tutte le regioni equa e giustamente paritaria rappresentanza, da 40 sindaci eletti dai sindaci delle città delle regioni (due sindaci eletti per ciascuna regione) 21 cittadini nominati dal Presidente della Repubblica, per la durata di sette anni, che abbiano onorato l’Italia per meriti in campo sociale, artistico, letterario o scientificom più i 5  senatori a vita. Ricapitolando: 21 governatori + 21 sindaci + 21 scelti dal Presidente Repubblica + 40 consiglieri regionali + 40 sindaci eletti da sindaci + 5 senatori a vita = 148 membri.

Il nuovo Senato quindi sarà lo strumento per il superamento del bicameralismo perfetto, creato dai Costituenti, per indebolire l'azione e il potere del governo, ma che la nostra esperienza c'ha insegnato non aver avuto questo ruolo durante i recenti 20 anni di potere berlusconiano. Per il semplice motivo che il Senato veniva eletto assieme alla Camera ed aveva medesima maggioranza politica. Questo comportava semplicemente un allungamento dei tempi nell'approvazione delle leggi con la consueta doppia lettura tra Camera e Senato, ma senza che questo sistema potesse frenare le tante leggi vergognose approvate dai vari governi. Ve ne ricordo solo alcune: lodo Mondadori, legge 30 che ha introdotto la precarietà, lodo Pecorella, lodo Alfano, legge Bossi - Fini, legge Giovanardi, legge sul reato di clandestinità e tante altre porcherie, che puntualmente sono state poi abbattute dai giudizi della Corte Costituzionale o dai governi successivi.

Invece, il nuovo Senato renziano sembra presupporre l'esistenza di un Parlamento in cui i due rami hanno due maggioranze diverse. Poco male in effetti, perché le leggi "normali", vedranno al lavoro la sola Camera dei Deputati. La cosa più importante della riforma sembra essere il fatto che il Senato costituirà un vero contrappeso alla potenza di maggioranze governative "bulgare" nel caso della discussione di future modifiche alla Costituzione. Infatti le leggi di revisione costituzionale dovranno ottenere la maggioranza anche nel Senato. Un Senato però, che avremo votato nelle elezioni comunali e locali, e che quindi non avrà necessariamente la stessa maggioranza della Camera, favorendo una volta per tutte l'intangibilità della Carta Costituzionale dagli appetiti dei Berlusconi e D'Alema di turno.

C'è poi il tema molto populista, - caro a Renzi - che i nuovi senatori non riceveranno nessuno stipendio o vitalizio per il fatto di avere questa carica. - E ci mancherebbe altro - aggiungerei io, visto che i "nuovi" senatori saranno già rappresentanti del popolo - locali - che quindi percepiscono già stipendio, come sindaco o come Governatore di regione.

La riforma del Senato inoltre, va a legarsi alla necessaria Riforma del Titolo V, la legge più sbagliata fatta dal centrosinistra a guida D'Alema; infatti, nella composizione del nuovo Senato non si accenna alle Province, che verranno eliminate (solo sospese, per volontà del Senato, quello di oggi, purtroppo) e le cui competenze diveranno carico delle regioni.

La funzione legislativa quindi sarà propria solo della camera eletta, cioè la Camera dei Deputati, ma il potere del Senato non sarà svuotato: potrà pronunciarsi su ciascun disegno di legge e proporre delle modifiche. Inoltre, il Senato diventa il legislatore ultimo per la struttura istituzionale degli Enti locali: per alcuni ambiti di interesse delle autonomie territoriali le proposte di modifica espresse dal Senato si potranno superare soltanto con un voto a maggioranza assoluta della Camera dei Deputati.

Per quanto riguarda le funzioni non legislative del Senato delle Autonomie, esso, come avviene oggi, continuerà a partecipare all’elezione e il giuramento del Presidente della Repubblica e alla sua eventuale messa in stato di accusa, e prenderà parte all’elezione di un terzo dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, ma ancora una volta, questa elezione nonsarà più il risultato del volere politico della maggioranza governativa, ma di una nuova maggioranza, quella del Senato, appunto, dando così maggiore indipendenza politica anche ai membri del Csm eletti dalla politica.

In fin dei conti, a me pare che la riforma proposta del Senato, porterà ad avere un Sistema istituzionale più garantista, e non meno garantista, e anche più celere nelle decisioni, senza l'inutile e arzigogolata doppia lettura tra Camera e Senato.

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