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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Dario Fò e Benigni. Si o No
post pubblicato in diario, il 13 ottobre 2016
Facciamo che il rispetto e l'onore con cui molti amici del PD ricordano il grande drammaturgo Dario Fo sia controbilanciato la prossima volta da un minimo di rispetto da parte della ciurma del no nei confronti di Benigni, o un altro grande uomo di cultura, anche quando questi affermi che voterà SI?

Ce la faremo come italiani a portare rispetto ai vivi almeno quanto portiamo rispetto ai morti?

Il rispetto lo dovrebbero avere tutti, ma sappiamo che così non è.

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permalink | inviato da Pa.P il 13/10/2016 alle 9:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Non ho mai votato "contro".
post pubblicato in diario, il 9 giugno 2016
Fino a un anno fa vivevo in una cittadina del nord est, ho votato diversi sindaci, e avendo 33 anni, ho votato molte volte per svariate elezioni, nazionali - politiche (3 volte), locali - amministrative (almeno 4 volte a mia memoria), europee, referendum, eccetera.
Non ho mai votato "contro" qualcuno. Ho fatto parte del Popolo Viola, poi Rete Viola, il movimento contro Berlusconi, o meglio contro il Berlusconismo, quell'affarismo di bassa lega, quel fregare il prossimo e non avere nessun rispetto per la cosa pubblica, per la dignità delle persone, quella mentalità che ancora oggi ritrovo in molti. Neanche allora facevo parte di quelli che votavano "contro". Contro il cavaliere e poi contro altri. Io ho sempre ritenuto stupido pensare e agire in questo modo. Non ci si schiera in politica " contro" a prescindere, ma, eventualmente " a favore", di qualcosa, di un idea, di "un insieme ordinato e non contraddittorio di idee" (ideologia), a favore di un politico che ritenevo competente, intelligente, capace.

Devo dire che oggi, sono in netta difficoltà. Oggi vivo a Bologna e tra pochi giorni ci sarà il ballottaggio tra Merola (Pd e csx) e Borgonzoni (Lega). Al di là di ciò che penso dei rispettivi partiti di appartenenza, non riesco a votare queste due persone. Troppo scarse le capacità intellettive dei due candidati pronti ai ballottaggi. A ben vedere questa volta non me la sono sentita di andare a votare nemmeno al primo turno. Nessun candidato appetibile per me, a Bologna. La sinistra si è presentata con un imbarazzante programma - non programma - pieno di posizioni ideologiche e sostenuta dai gruppetti pesudo sovversivi dei centri sociali che occupano le case. Decisamente non la sinistra a cui mi sento di appartenere. Gli altri, vabbé, forse dal punto di vista della personalità dei candidati il meno peggio era l'ex leghista Manes Bernardini, il che è tutto dire. Non ho votato nessuno, e non voterò nessuno neanche sta volta.

Bologna è come Roma, nella stessa posizione politica. I romani hanno votato Raggi perché non volevano votare gli altri - un voto contro - e non perché la ritengano capace di fare il sindaco, stesso discorso per i bolognesi. Merola non piace. Lo votano per non dare la città in mano alle destre, e in particolare alla Borgonzoni, parte della lega salviniana. 
E' un accontentarsi del "meno peggio". Ma la qualità dei due candidati è troppo bassa per me. Entrambi se parlassero con me, di quasi tutti, sarebbero in difficoltà: culturale, politica e anche etica. 

I partiti non riescono più a offrire una classe dirigente o amministrativa all'altezza, almeno nelle realtà che conosco da vicino. E dire che certamente c'è qualcuno con più cervello di Merola nel Pd bolognese (ne conosco molti) e certamente, c'è qualcuno di meno macchiettistico della Borgonzoni, nella lega bolognese. Eppure uno tra loro sarà il futuro sindaco. Sindaci mediocri fanno - e hanno fatto anche in passato - scelte mediocri e peggiorative della situazione cittadina. 
Non me la sento per dare il mio appoggio a questi qua. Non vedo un futuro roseo per la politica: se non si ricomincia veramente a parlare di argomenti e di politica, e non solo di strategia per vincere all'interno dei partiti (per partiti intendo anche il M5S), i partiti perdono di senso.  
Eco di ignoranza
post pubblicato in diario, il 23 febbraio 2016
Domenica è morto Umberto Eco. Era andato di traverso a moltissimi "italiani" quando ha affermato che i social hanno dato la voce a legioni di imbecilli. 

Poi oggi vedo un meme pubblicato da un amico su facebook.

Il meme (immagine con un testo associato che lancia un messaggio) gioca sull'equivalenza tra Afghani che si "difendevano" dall'invasione sovietica nell'85 -ed erano chiamati Freedom Fighters - combattenti della libertà e ora, che si "difendono" dall'invasione americana e vengono chiamati terroristi. (non lo linko qui perché non voglio che quella robaccia tocchi il mio blog, accontentatevi della descrizione o cercatevelo in "rete").
Bene, io gli ho commentato: Solo che non sono "Afghan" generici ma Talebani, erano estremisti fanatici anche nell'85.

Questo ragazzo che ha la mia età e che ha pubblicato il meme, è una persona intelligente. Non ha avuto problemi a trovarsi un lavoro, è una persona autonoma e conoscendolo da molto tempo so che sa ragionare. Mi fa male vedere che ogni tanto pubblica cose veramente imbecilli come quel meme. 

L'immagine gioca sulla differenza di come noi europei abbiamo appellato i talebani al tempo dell'Urss e ora. Il fatto è che queste immagini qualunquiste che girano su presunte pagine di informazione sui social mietono milioni di visite e di condivisioni, creano in sostanza il sentire comune, e in qualche caso fanno anche "scuola". Ora, io non dico che quando era l'Urss ad attaccarli noi li definivamo buoni e ora che siamo noi (noi inteso come occidente) a occuparli li definiamo cattivi (terroristi). Il punto è che l'immagine confonde gli afghani con i talebani e questo è il problema. Peché i talebani sono quella setta religiosa integralista che rende l'Afghanistan uno dei luoghi più arretrati del mondo intero. Che usa i bambini come scudi umani, che uccide a sassate le donne adultere, che uccide i gay, che perseguita chiunque non si tiene una bamba lunga come  -secondo la loro interpretazione coranica - debbano vestire gli uomini. I talebani sono solo i più antichi tra gli estremisti islamici che oggi conosciamo, e il loro agire nella violenza e nel soppruso non può essere ribaltato da un meme che ribalta il concetto di terrorista, facendolo passare per una visione di parte e facendo passare come cattivi prima gli Urss e poi gli occidentali. Perché se è vero che la guerra in Afghanistan degli americani è stata solo il modo di occupare un luogo strategico dal punto di vista geopolitico con la scusa del terrorismo, è anche vero che i Talibani SONO TERRORISTI e FANATICI, e lo erano anche quando "noi" (cioè l'occidente, cioè Usa + Nato) li finanziavamo con soldi e armi per fare la guerra all'esercito russo. 
(Russia, che tra l'altro aveva occupato l'Afghanistan con scopo molto più etico che gli Usa e l'occidente, lo scopo russo era liberare dalla barbarie fondamentalista gli Afghani e i popoli vicini.)

Quindi un meme che ci fa simpatizzare per dei fanatici, non è altrettanto pericoloso che un informazione malata e corrotta come quella degli anti-vaccinisti o come le migliaia di panzane che girano sui social? Io credo di si. Ecco perché Eco sarà pur sembrato un professorone pieno di sé ma sui social c'aveva proprio ragione. I social hanno dato voce a legioni di imbecilli.

A proposito di Eco, vorrei ricordare con un meme (guarda caso) una delle sue frasi, che con gli eventi terroristici di Isis, Boko Haram e talebani sembra ormai profetica, in tutto il suo acume: 

 

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permalink | inviato da Pa.P il 23/2/2016 alle 12:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Antagonisti sbagliati, un Occidente in lotta con se stesso
post pubblicato in diario, il 29 novembre 2015

Il colmo della libertà ma sopratutto dell'individualismo a cui siamo arrivati nelle nazioni occidentali è aver cullato e cresciuto generazioni di ignoranti anti-occidentali. Occidentali anti-occidentali, e già questo, se non facesse già abbastanza ridere sarebbe quanto meno un paradosso.

Stavolta non mi riferisco agli stranieri o ai figli di stranieri - che di fatto non sono occidentali - ma ad occidentali che odiano talmente cosa è oggi l'occidente da non capire più quando si tratta di propaganda del potere, e quando, invece si tratta di popolare e umano dolore per le persone scomparse. Mi sto riferendo al fatto increscioso di oggi, accaduto a Parigi, dove I soliti noti dei centri sociali - chiamati "black block" (ma che stavolta coi black block hanno nulla a che vedere) -alla riunione sul clima, hanno "simpaticamente" distrutto il memoriale per le vittime degli attentati terroristici islamici.

Probabilmente, il loro odio nei confronti di quello che vedono come occidente, nasce dalla loro gretta ignoranza che vede ai loro occhi identificare i nostri valori fondanti - libertà personale e di espressione, eccetera - con il potere che dovrebbe rappresentarli (Hollande, Renzi ecc..) e con il sistema capitalistico.

Peccato che il sistema capitalistico - quello che fa vendere le armi per fare soldi, per intenderci - è sono una parte della sterminata e ricchissima cultura occidentale, e tra l'altro ci ha arricchito tutti, loro compresi. Di certo questi ragazzi e ragazze avranno pensato di fare chissà quale atto di ribellione simil-sessantottina nel distruggere il memoriale delle vittime delle stragi, pensando di lanciare così il messaggio che loro sono contrari all'ipocrisia che ha fatto innalzare quel quel memoriale. Peccato che l'ipocrisia dell'occidente non sia superiore all'ipocrisia dell'oriente, specie del mondo arabo del golfo e del medio oriente che si nutre dei soldi derivanti dalle ricche rojalties del petrolio. Stessa ipocrisia la ritroviamo, ma all'ennesima potenza nello stesso Isis, o Daesh che dir si voglia, che vive solo grazie a tecnologie, soldi e a una sistema economico inventato proprio dal'Occidente che esso stesso dice di voler combattere e distruggere. 


Gli antagonisti europei stavolta se la sono presa con il simbolo sbagliato. Non già con un simbolo che "giustifica la guerra
- ammesso che ci siano simboli che giustificano la guerra - ma con un simbolo di riconciliazione e di umano e giustissimo lutto per le vittime innocenti di una lucida follia islamica. Nella loro foga di marcare la loro diversità e la loro diversità dalle politiche messe in campo dai principali paesi occidentali ed europei per contrastare Isis e terrorismi, si sono "scordati" di fare parte di una delle due parti in "guerra", cioè di essere anche loro occidentali, e di essere visti e percepiti come occidentali da chi occidentale non è.

Tuttavia, in alcuni discorsi giustificazionisti (la colpa degli attentati sarebbe "nostra" perché gli vendiamo le armi e acqusitiamo il petrolio) che ho sentito e letto anche qui sul mio profilo facebook, qui o altrove, ovunque ho in quei giorni successivi alla strage spiegato il mio punto di vista, già mi aspettavo la logica conseguenza di quelle parole idiote e avventate che puntualmente è arrivata. Distruggere le foto e ricordi messi dai famigliari per ricordare delle vittime innocenti, di certo non farà un dispetto a Hollande. Non scongiurerà nemmeno la prossima guerra. Però avrà fatto sentire gli artefici di tale asinata dei duri e puri. Per me dovrebbero vergognarsi, in quanto ignoranti e in quanto irrispettosi del dolore degli altri.

 
Inoltre, il discorso giustificazionista è smontabile in quattro e quattrotto. Se davvero siamo "noi" e con noi intendo le potenze del mondo occidentale a vendere armi e ad acquistare petrolio i cui proventi vengono poi utilizzati dai terroristi per farci gli attentati, provate a rispondere seriamente a queste domande: chi vende armi e a chi? Le si vende in nero o alla luce del sole? Se alcune aziende occidentali vendono armi ai paesi del golfo e questi poi li rivendono in nero a Isis, dov'è la nostra colpa? Se qualche intermediario vende ad aziende occidentali il petrolio di Isis, io cittadino occidentale perché mi dovrei sentire in colpa? Se esistono delle fabbriche che producono armi, perché dovrei sentirmi in colpa? Per il fatto che le abbiamo prodotte? Le armi sono un mercato e una merce, non più squallida di tante altre, ma di certo più tecnologica e remunerativa. Se non le vendessero gli occidentali pensate davvero che non ci sarebbe nessun altro che le produrrebbe e le venderebbe? 

Le armi ci sono sempre state, la stupidità c'è sempre stata e purtroppo c'è sempre stata anche la guerra anche prima della vendita delle armi ci si faceva la guerra, con le spade e con le pietre. Ciò che invece è nuovo è la cecità di certa parte dell'occidente che non si sente più tale, e pensa di essere "figlio del mondo", di avere ormai una cultura "unica e mondiale", di non sentirsi più figlio dei nostri luoghi. Peccato che io, così come voi, e anche i black block e di cui sopra, e persino Salvini, beh tutti noi siamo occidentali. E indipendentemente da come percepiamo noi stessi, ragioniamo come occidentali, agiamo da occidentali, parliamo lingue occidentali, consumiamo quasi sempre cibi occidentali, e sopratutto abbiamo un idea di individuo, di diritto, di potere, di libertà e di antagonismo che è propria di noi occidentali. E che non è e non sarà mai quella che può avere una persona che non è occidentale come noi.



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permalink | inviato da Pa.P il 29/11/2015 alle 16:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Non toccate gli stranieri e gli islamici, per carità!
post pubblicato in Notizie, il 16 novembre 2015
Libertari italiani in strenua difesa dell'Islam. Non si può certo dire che c'è una parte (consistente) di Islam malato e filo-terrorista, altrimenti passi per islamofobo. E poi ci sono i benpensanti che dicono che la religione non c'entra nulla (seee come no) ma quando vai a spiegare loro che l'Islam non ha un capo supremo in grado di dare una lettura univoca delle scritture e quindi ogni estremismo è valido dal punto di vista teologico - rimangono basiti, perché loro queste cose non le sanno perché non le hanno studiate.

Questi libertari con la pancia piena e il culo parato, abituati a vivere come me, come tutti gli occidentali in Paesi in cui è garantita la libertà di pensiero - parola - e qualsiasi comportamento non si rendono conto che se vivessero in un paese islamico se la sognerebbero la loro libertà, e sarebbero messi a morte per le loro idee di uguaglianza, rispetto della donna eccetera eccetera.

Sarebbero messi a morte anche dall'Islam più moderato. (che poi questo islam moderato lo devo ancora vedere. Che ieri sera ho visto un pezzo in cui c'era il capo degli imam della Lombardia e non mi pareva affatto moderato)
Non cogliere questa contraddizione è letale. Puoi essere libero di esprimerti perché non vivi in un paese islamico, perché la nostra libertà ce la siamo guadagnata col sangue e col sudore in migliaia di anni di lotta contro la nostra religione e contro i nostri dittatori, i nostri Re.E ora che la nostra libertà è minacciata dagli invasati islamici, non pretendiamo neanche che sia fatta chiarezza per dividere i "moderati" dai fanatici. Un comportamento assolutamente stupido e masochista. Siamo pieni di fanatici islamici anche qui da noi. Pieni. E io domani non voglio morire per mano loro. Io proteggo la mia libertà con ogni mezzo che mi rimane, la parola, lo scritto, e lo farò sempre. Alla faccia dei libertari pro islam sempre e comunque.Rendiamocene conto.

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permalink | inviato da Pa.P il 16/11/2015 alle 17:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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