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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Coerenza post elettorale
post pubblicato in Notizie, il 14 febbraio 2018

"Qualcuno crede che io sia un testardo, stupido federalista e che io sia a favore di un'Europa federale. Sono contro un'Europa federale. Non ha senso, non siamo gli Stati Uniti". - Jean Claude Juncker durante una conferenza stampa.


E poi c'è gente nel PD che si stupisce del fatto che ho fatto orgogliosamente parte della lista Tsipras: ben gli sta al PSE a fare la grande coalizione col PPE e promuovere gente come Junker! A futura memoria! Ho fatto parte della lista Tsipras proprio contro la grande coalizione PPE PSE. Ben inteso, così come mi impegno per il PD, sarò opposizione di qualsiasi governo di grande coalizione post elettorale. Il socialismo democratico europeo ha senso solo se non getta all'ammasso i propri principi pur di governare. Meglio opposizione piuttosto che stampelle della destra.

Opinione sul referendum
post pubblicato in diario, il 2 dicembre 2016
Fu così che una riforma minimale della Costituzione, tutta incentrata sui meccanismi di funzionalità delle Istituzioni, di buon senso e che non modifica nemmeno la forma di governo ne quella di Stato, divenne un campo di battaglia per galletti. Tra tifoserie. Rendendo ancora più palese uno dei problemi di fondo della nostra politica, la litigiosità col solo scopo del potere.
Questa che si è conclusa oggi - tra poco, a mezzanotte del 2 dicembre - è stata la peggior campagna referendaria che ricordi, per merito, sia chiaro e stampato, del No. Un No che ha trasformato quello che poteva essere un dibattito costruttivo sulle regole del gioco in una lunga campagna elettorale contro Renzi e il suo governo. Poco importa che Renzi abbia detto che si sarebbe dimesso con una vittoria del No, è ciò che farà con ogni probabilità. Ma la responsabilità di un politico in Italia è vista ancora come personalizzazione
 
Un No, che è sbagliato definire al singolare, sarebbe meglio definire al plurale, i No. I più accaniti sono stati i grillini, seguiti a breve giro dalla sinistra radicale. Ma le loro motivazioni, sono diametralmente opposte. I grilini hanno percepito che Renzi può rubare loro lo scettro dell'antipolitica o almeno dell'anti - casta e la loro campagna referendaria è stata tutta incentrata contro di lui e contro il suo governo.
La sinistra radicale invece ne ha fatto una lotta per non scomparire. Non ha parlato mai di costituzione, se non per inventarsi balle (rischio autoritario - le garanzie invece con la riforma aumentano) e per lanciare mantra di successo, come il combinato disposto. Ma oltre a questo, le loro argomentazioni sono state tutte piuttosto capziose, e comunque smontabili, non tanto da uno che parteggia per il Si, ma anche da un qualsiasi studente al primo anno di giurisprudenza. Poco importa che poi il grosso dei voti per il No non arriveranno dalla sinistra radicale, il male da essi fatto è molto superiore al loro bacino elettorale.
 
Il giocare forte sull'ignoranza della gente è la cosa che mi ha fatto più male in assoluto. Non sono disposto a mentire pur di vincere, io non sono come loro. Tuttavia va detto che la battaglia della sinistra radicale non era solo sul governo, ma sopratutto per salvare se stessa dall'estinzione. Estinzione provocata da un assetto istituzionale che rafforza la stabilità degli esecutivi con una sola camera che ottiene la fiducia e magari da una legge elettorale maggioritaria, che renderebbe i partitini della sinistra radicale non più utili a chiunque voglia creare un nuovo governo nel futuro. Loro lo sanno e lo hanno capito, ed ecco il perché della violenza e accanimento della loro campagna per il No.
 
Tuttavia, oltre agli insulti gratuiti che ho ricevuto sui social, la cosa che in prospettiva mi fa veramente dubitare dei miei trascorsi a fianco della sinistra radicale è stato vedere come la sinistra radicale sia ormai un appendice del M5S, i bufalari professionisti della Casaleggio Associati, buffoni, racconta balle e di una violenza verbale inaudita, direttamente proporzionale alla vacuità delle loro idee politiche. 
 
Il M5S è il vero partito della nazione: di estrema destra per molte posizioni politiche, riesce a raccogliere consensi in tutti gli elettorati e riesce a farlo senza nessun programma politico, e pure dimostrandosi inaffidabile e incapace ovunque sia stato chiamato alla prova di governo. Roma è un caso emblematico, e la tanto decantata Torino dell'Appendino è una città che sta perdendo la centralità europea e culturale che Chiamparino e Fassino gli avevano dato,  e lo affermo nonostante Chiamparino e Fassino non mi siano mai piaciuti politicamente.
 
Mi sono guardato bene fino ad ora, di utilizzare le mie piccole audience, questo blog, il mio sito ecc, per fare propaganda per il Si nel quale sono convinto. Ho ammonito me stesso di non farlo. Se voglio essere libero di criticare i Travaglio, non posso essere un Travaglio anch'io. Tuttavia lasciatemi descrivere ciò che ho vissuto in questi tre mesi di campagna referendaria intensa, faticosa e bellissima. Ho conosciuto persone davvero fantastiche, al di là dell'utilità o dell'opinione politica. E certo ricorderò sempre l'esempio di A., 70 anni compiuti, sempre il primo al gazebo, pure con il gelo, e l'ultimo ad andare via, sempre presente, sempre attivo, un vero esempio di come dovrebbe essere la politica fatta per passione ideale - non ideologica - per convinzione, non per interesse personale.

Noi del comitato Basta un SI Trento sud, non abbiamo avuto il tempo di "fare politica" o fare propaganda, impegnati come siamo stati, nel prima di tutto far capire come funzionano oggi - prima della riforma - le nostre Istituzioni e poi far comprendere la riforma. Un lavoro doppio e sfiancante, appesantito dalle tante bufale del No e anche da qualche opinione, qua e là, legittima, del No che però impastata nel magma delle mezze verità, non ha mai permesso un confronto serio e sensato sui contenuti della riforma. 
Il No non voleva che le persone conoscessero e capissero la riforma. C'è chi voleva portarVI a un voto ideologico - sinistra radicale, chi scommette sul tanto peggio tanto meglio (per lui) - Grillo e il suo "votate con la pancia", chi si è svegliato dopo aver votato in parlamento tutta la riforma e oggi la chiama riforma di Renzi - Forza Italia.
Agli italiani, a chi mi legge e a chi è per il No e sta pensando di smettere di seguirmi, dico solo che lui, o lei, si merita persone e politici migliori di Grillo, Di Maio, Di Battista, Salvini, Brunetta, Berlusconi, D'Alema, Meloni.
Davvero, ci meritiamo di meglio.

Allora, con questa consapevolezza, dopo domani, per piacere, non facciamoli vincere. Facciamo vincere una riforma utile. Facciamo vincere il futuro. Quelli del No non hanno una strategia per il dopo. Non hanno un programma, non si vogliono occupare dei nostri problemi, non saprebbero da dove cominciare. Vogliono far cadere il governo e basta.
Ci meritiamo di meglio. Votiamo SI.
Formulette
post pubblicato in diario, il 1 novembre 2016
A Norcia buona parte della città era stata ristrutturata dopo il terremoto dell'Aquila, ora sono comunque macerie. Basta con sta semplificazione inaccettabile della "messa in sicurezza del territorio". Se le case sono in sasso, o solo mattoni col terremoto di media magnitudo, cadono. Allora cosa dobbiamo fare, radere al suolo tutti i centri storici d'Italia e ricostruirli in cemento armato antisismico? E la bellezza poi, che fine fa?
Adoro le persone che con una formuletta "messa in sicurezza del territorio" credono di avere in tasca la soluzione a tutto. Beati voi che credete alle formulette.
Morirete democristiani col No
post pubblicato in Notizie, il 29 ottobre 2016
Dal confronto tra Renzi - De Mita ne esco con lo sbigottimento per l'idea di politica di De Mita tutta rivolta a sé stessa - qualità del testo, estetica e filosofia, i suoi argomenti - e per nulla interessata ai bisogni dei cittadini. De Mita è il dominus dell'invenzione di continue gabole, per imbrigliare l'avversario in trappole dialettiche prive di qualsivoglia sostanza.

Mi aspettavo il confronto tra il vecchio maestro (De Mita) e il giovane rampante democristiano Renzi, invece tutt'altro.
 
Fa veramente ancora più strano veder elevare De Mita a paladino di quelli che si definiscono innovatori o rivoluzionari, M5S e sinistra su tutti. Il No è sempre più una difesa dello status quo senza argomenti concreti e che usa la dialettica dei giochi di parole. 

In fin dei conti la logica della politica secondo De Mita è questa: impedire a chiunque di fare qualsiasi cosa, di provare di sbagliare, di cambiare, di vivere: il cittadino dev'essere suo suddito, come per il Papa, se ti prostri al loro potere allora avrai benedizioni, prebende, lavoro. Altrimenti niente. Diritti spacciati per favori. Ecco il male profondo dell'Italia! Lo abbiamo scoperto! E' un male cattolico e democristiano!


La politica per Renzi, badate bene, non è stata capita. Sarà pur stato un democristiano da piccolo, ora è tutt'altro. E' un liberale che ragiona in modo diametralmente opposto a De Mita. 
Se De Mita è il democristiano doc, Renzi è il politico meno democristiano d'Italia. Lo dimostra la sua idea di politica, che Renzi vede come servizio a tempo determinato orientato al soddisfacimento dei bisogni dei cittadini non come poltronificio eterno.

Sempre più e in modo anche sfacciato, quelli del No lasciano le tante maschere e si mostrano per quel che sono: conservatori avversi a qualsiasi cambiamento.
Io non rido, piango
post pubblicato in Ex Libris, il 14 ottobre 2016
Rido moltissimo quando sento qualcuno dire "Renzi è come Berlusconi". Ma, dico, ve li siete scordati gli ultimi 20 anni? Uno pieno di soldi e dal potere mediatico sconfinato, che ha piegato le istituzioni ai suoi interessi, che ci ha costretto per anni a parlare dei suoi processi, delle sue aziende, dei suoi avvocati, delle sue protette. Uno che rimediava gaffes a ripetizione, che tentava di spaccare continuamente gli italiani in buoni e comunisti, che attaccava i giudici, la Corte Costituzionale, il Presidente della Repubblica.
Invece di guardare Crozza, leggetevi una rassegna stampa a caso, di un giorno qualunque tra il 1994 e il 2012.

- Fabio Avallone
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