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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Danni giudiziari del giustizialismo femminista
post pubblicato in Notizie, il 21 novembre 2019
La sentenza - palpeggiamento equiparato a violenza sessuale - ragazzo ventenne condannato a 1 anno e 2 mesi di reclusione

Inaccettabile rovinare la vita a un ragazzo per una azione disdicevole e maleducata ma non violenta né lesiva di alcunché. A meno che non si voglia punire la lesione alla moralità della donna e allora siamo tornati agli anni 50 del Novecento dove lo Stato era uno Stato etico e dove non c'era parità tra uomo e donna e le donne andavano protette o in quanto madri per la Patria o in quanto figlie. È inoltre una sentenza assolutamente sessista - se a palpeggiare fosse stata una donna sarebbe stato lo stesso violenza sessuale? Allora sono stato stuprato anch'io, due volte!

La proporzione tra reato e pena dov'è? Ma soprattutto, come si fa a equiparare un palpeggiamento a uno stupro? E allora per  l'occhiolino cosa facciamo, caviamo l'occhio? Per il piedino cosa facciamo, lo azzoppiamo? Per un messaggio osé cosa facciamo, un mese ai lavoratori forzati?


Credo si sia superata la soglia della proporzione e della decenza.

Solidarietà al ragazzo, lui sì una vera vittima di questo clima sociale avvelenato e di una magistratura populista. Questa sentenza è un vero esempio di giustizialismo, l'unico risultato sarà un enorme danno alla convivenza civile!


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permalink | inviato da Pa.P il 21/11/2019 alle 16:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
La trappola del femminismo travestita da parità
post pubblicato in Notizie, il 6 marzo 2019
Viviamo in un Italia in cui le giovani - e anche non più giovani, ma sopratutto le più giovani - hanno ingaggiato una vera e propria lotta senza quartiere (e senza limiti) a tutto ciò che collega la loro figura di donna e la figura di madre e moglie, cioè la figura "tradizionale" di donna.
Se da una parte trovo sia positivo ci sia parità tra generi nella carriera lavorativa, nella vita, trovo altresì assurda la crescente visione dicotomica e contrastante tra la visione di una donna libera che persegue i propri desideri, e la donna vista come schiava della tradizione perché ritiene importante la famiglia, creare bambini e nuova vita. Inutile cercare di nascondersi, quante relazioni - anche profonde, anche fondate sull'amore - cedono sotto i colpi di questa vera e propria trappola a cui abboccano sempre più donne? 

Il femminismo attuale è assai diverso da quello del 68, è una versione individualista, che non solo non vede altro che l'individuo, ma che dimentica tutto il resto che compone l'umanità, cioè la comunità. E al comunità è tale perché c'è la famiglia. La famiglia è rinnegata quasi fosse un ostacolo al pieno dispiegarsi del diritto femminile di autodeterminazione.

Sempre più sta passando l'idea che per essere felici le donne debbano rinunciare a una parte sostanziale del loro essere più profondo, cioè essere madri, cioè accettare i compromessi di un rapporto con un uomo al fine di costruire una famiglia. Niente compromessi, io faccio quello che voglio! Certo, fai pure, ma inevitabilmente poi rimani sola. O, assieme a uomini che ti utilizzano solo finché le sarai utile e non vogliono creare nulla di serio con te. 

Un uomo che ha intenzioni serie, condividere con te la sua vita vuole ovviamente invece incidere e decidere anche il tuo destino di donna, in quanto sua compagna. 

Un uomo che ti ama perciò non può accettare questa visione sempre più inculcata nelle giovani donne, tale per cui l'uomo se le ama le deve inseguire qualunque sia le loro decisioni di vita/lavoro. L'amore è un altra cosa. L'amore è decidere insieme come orientare entrambe le vite - anche quella della donna - non solo quella dell'uomo/compagno.
Se il femminismo nostrano attuale impedisce alle ragazze/donne di accettare questo compromesso, le priva anche del più bel dono che può esserci in questa esistenza cioè costruire una famiglia, avere dei figli, avere una piena maturità sentimentale.

Inoltre, altra menzogna terribile è la propaganda secondo la quale ci siano donne che non sentono la necessità di creare una famiglia o di avere figli. Certo, esistono, ma sono quelle che non hanno raggiunto una piena maturità sentimentale. E le culla in un individualismo che dura tutta la vita nella falsa pretesa di bastare a se stesse. Questa stupida idiosincrasia distrugge le vite perché le consuma inducendo l'individuo a vivere tutta la vita solo per sé. Per rendersene conto basterebbe chiedere a qualche donna che non ha avuto figli ed è anziana: non ce n'è una che non abbia un rimpianto per non avere avuto il dono di essere diventata una madre.
Aggiungo: vivere senza una famiglia o senza figli è possibile eccome, e di certo noi uomini siamo in grado di vivere così. Ma è davvero una vita compiuta e non arida? E' veramente una scelta o è una non scelta dovuta a scelte individuali orientate al soddisfacimento di un sé strabordante e che annichilisce qualsiasi sentimento.
E perché le donne dovrebbero seguire questa illusione di forza? La solitudine e l'individualismo sono debolezze, travestite da apparente forza, ma che forza non è. Lasciate queste stupidaggini agli uomini che si devono sentire forti.
Il femminismo attuale perciò non vuole altro che trasformare le donne di oggi e di domani uguali agli uomini di ieri: fieri, fintamente forti, rinchiusi in un sentirsi migliori degli altri e dell'altro sesso.

Il femminismo perciò oggi, invece che essere una ideologica che aumenta i diritti e porta alla parità tra i sessi o generi, è una ideologia che porta a rendere le persone più sole, convinte che bastino a se stesse, che basti la propria individualità per essere completi e felici. Purtroppo non è così. Siamo fatti per creare la vita e per vivere insieme. Ciò non significa che non possiamo avere gli stessi diritti. Anzi, ma le decisione vanno prese insieme, perché insieme si crea la coppia, nucleo della futura famiglia, pietra fondamentale della società.

Alle giovani donne, e ai giovani uomini vorrei dire che forse dell'orgoglio possiamo farne a meno, di aver vicino qualcuno che ci ama no, non possiamo farne a meno.
Zinga Zinga si torna indietro
post pubblicato in Notizie, il 4 marzo 2019
Il #5marzo 2018 abbiamo perso, il #4marzo 2019 pure, ma tra scroscianti applausi. #ZingarettiSegretario ce ne pentiremo presto.

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permalink | inviato da Pa.P il 4/3/2019 alle 9:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Usati e scaricati
post pubblicato in Notizie, il 27 febbraio 2019
Mi dispiace davvero per Giulia Sarti del M5S, che si è scoperto aver denunciato per un finto furto il suo ex, con lo scopo - a quanto pare - di coprire Casalino. E ora scaricata. Usata anche lei, come tanti altri. Mi dispiace perché era una conoscente. Correva il 2010 e da pochissimo avevo iniziato a fare l'inviato per una radio locale, e lei era una ragazza a cui non piacevano le ingiustizie e che seguiva i politici per fare loro delle domande scomode per conto del meetup bolognese. La ricordo così, non come è diventata poi. 

Tuttavia capisco benissimo il suo percorso, in un Italia berlusconiana con un centrosinistra troppo molle nei confronti di quei governi terribili e agli occhi di noi giovani (idealisti, come tutti i giovani) quasi complice. Proprio per quel motivo, una sinistra e una destra troppo simili e molto poco etici, in quel periodo molti iniziarono proprio per questo a non credere più alla politica istituzionale. Io poi mi impegnai col movimento viola. Lei nel meetup, poi divenuto M5S. 

Ora molti parlano di dinamiche che nel M5S ricordano quelle di una setta, ma lo era fin dal principio. Seguivo anch'io Grillo sul suo blog, ma ho iniziato a dubitare fortemente di lui e dei suoi magnifici ragazzi vedendo come trattarono noi giovani giornalisti precari, quando poco tempo dopo lo andai a intervistare. Da allora non lo seguiì più, probabilmente ho fatto bene.

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permalink | inviato da Pa.P il 27/2/2019 alle 18:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Supercoppa in Arabia e il trade-off tra diritti e affari
post pubblicato in Notizie, il 3 gennaio 2019
E fu così che grazie alla Supercoppa di calcio, le femministe e le donne italiane scoprirono che l'Arabia Saudita è una sorta di teocrazia, e là le donne non possono nemmeno accedere agli stadi. Si leva quindi il grido di andare a giocare altrove - ma gli affari sono affari e la Lega di Serie A ha scelto di accettare l'offerta dell'Arabia Saudita per una questione di vile denaro (si chiama capitalismo, ci fa comodo ma a volte ci indigna).

Mi si permettano un paio di considerazioni: 1) la condizione della donna in A.S non è certo una novità e 2) sarebbe ora di smetterla di indignarsi a temi alterni. Non è che l'A.S. ci piace quando è un partner strategico per il petrolio, mentre per come tratta le donne negli stadi non va più bene. O si accetta di fare affari sempre e comunque con l'Arabia Saudita ignorando il fatto che è un orribile dittatura fondamentalista (come abbiamo sempre fatto), o si sceglie di essere radicalmente democratici (e coerenti) e quindi di boicottare l'A.S. e tutti gli altri Paesi che hanno scarsi diritti umani e civili per ogni tipo di business, ad esempio non comprandone il petrolio. La strada radical-democratica però implica anche isolarsi dal resto della comunità internazionale: l'Arabia Saudita è il principale alleato USA (dopo Israele) in MO, ed è un grande alleato NATO in MO (ed è per questo che gli vendiamo gli armamenti). Se gli vendiamo le armi e compriamo petrolio, perché non dovremmo usare un loro stadio per una partita?
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