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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
La strada da scegliere
post pubblicato in Ex Libris, il 16 gennaio 2017
«Basta con una sinistra che punta su "flessibilità, merito, eccellenze" », dice Bersani.

Dovrebbe puntare su rigidità, relazioni, mediocrità quindi?

(Federico Mello)
Problema lavoro fondamentale per le sorti della politica e della democrazia
post pubblicato in Ex Libris, il 20 dicembre 2016
Poletti, Fornero o Sacconi, a quanto pare non possiamo avere dei ministri del lavoro capaci di benché minima empatia nei confronti dei giovani italiani senza lavoro. Ma non è solo carenza di empatia, in questo caso trattasi anche di stupidità politica e non solo un atteggiamento o una frase buttata là con leggerezza: stupidità politica perché questi sono o sono stati ministri del lavoro senza capire che il lavoro, che non c'è, o quando c'è è sfruttato, altalenante fonte comunque di insoddisfazione, è il fronte vero e decisivo su cui si pesano i governi e tutta la loro attività politica al giorno d'oggi. Perché se la politica capisse che il lavoro non è solo un problema dei giovani, ma anche delle loro famiglie e che spesso le persone ti votano contro indipendentemente dai contenuti che proponi perché sentono la politica distante su questo punto, facendoti poi perdere elezioni e referendum, allora forse la musica potrebbe cambiare.
Ma finché il Poletti di turno e il suo Primo Ministro non capiranno che tanti problemi di altri ministeri - esclusione sociale, dipendenze, criminalità, sud e persino terrorismo e persino qualità della democrazia - dipendono direttamente dalla causa che non c'è lavoro o che esso oggi è svilito, non andremo tanto in là e non riusciremo ad amministrare il presente.
Io non rido, piango
post pubblicato in Ex Libris, il 14 ottobre 2016
Rido moltissimo quando sento qualcuno dire "Renzi è come Berlusconi". Ma, dico, ve li siete scordati gli ultimi 20 anni? Uno pieno di soldi e dal potere mediatico sconfinato, che ha piegato le istituzioni ai suoi interessi, che ci ha costretto per anni a parlare dei suoi processi, delle sue aziende, dei suoi avvocati, delle sue protette. Uno che rimediava gaffes a ripetizione, che tentava di spaccare continuamente gli italiani in buoni e comunisti, che attaccava i giudici, la Corte Costituzionale, il Presidente della Repubblica.
Invece di guardare Crozza, leggetevi una rassegna stampa a caso, di un giorno qualunque tra il 1994 e il 2012.

- Fabio Avallone
Patti (di stabilità) politica
post pubblicato in Ex Libris, il 10 luglio 2015
«Le prime a rompere il patto di stabilità nel 2003 furono Francia e Germania. La Francia ha continuato a violare le regole anti-deficit fino a incorrere nelle multe, che le sono state però risparmiate con spregiudicate contorsioni interpretative. In nome del superiore interesse europeo. Perché nessuna grazia alla Grecia, a dispetto dei cattivi e disinibiti maestri? Negli ultimi 5 anni (in Grecia) il debito è schizzato dal 120 al 180 %, complice una recessione paurosa figlia della Troika. I Governi precedenti però hanno rispettato solo il 30% degli impegni presi. Ora invece da quello di Tsipras se ne pretende l'attuazione “blindata” del 100% come pre-condizione alla concessione di nuovi aiuti. Perché? Tsipras non appartiene all'establishment politico europeo, è un leader di estrema sinistra che tra i tanti ha il torto di contestare il pensiero unico dominante in nome di una politica di crescita che renda sostenibili i debiti e restituisca fiducia e futuro alla Grecia come all'Europa».

- Adriana Cerrettelli, Il Sole 24 Ore

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permalink | inviato da Pa.P il 10/7/2015 alle 13:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Senza cultura e senza lingua si diventa schiavi altrui
post pubblicato in Ex Libris, il 12 gennaio 2015
A causa del pensiero comune che se uno è colto allora non è in grado di lavorare, gli italiani sono diventati anche incapaci di scrivere. Andate in libreria: tutti i best sellers e i romanzi sono scritti (bene) da inglesi e americani.
Narrativa decente in lingua italiana non pervenuta.
Ridare spazio all'immaginazione e alla cultura, potrebbe essere un occasione economica, lavorativa, educativa, culturale.

Legato a questo breve ragionamento, ne attacco un altro. Perché se la fuori è pieno di persone che pensano che una persona colta sia un perditempo, il motivo c'è. Il motivo è che siamo provinciali per cultura, assuefatti a pensare che le occasioni le dobbiamo cercare fuori da casa nostra. Da qui nasce l'esigenza si svilire o non curare la propria lingua madre, in favore magari delle lingue straniere, specialmente l'inglese. Che è bene ricordare, l'italiano medio nemmeno conosce.

Non sapere utilizzare la propria lingua (l'italiano!) e pensare che siano solo le lingue straniere a permettere un ascesa sociale ci sta trasformando in un paese dell'Africa. (continente le cui popolazioni e le cui lingue e culture sono ritenute inferiori a quelle europee - francese tedesca, inglese)

Il legame tra produzione culturale e lingua d'altronde è strettissimo. Pensate che io e voi guarderemo Hollywood se invece che essere negli Usa e in lingua inglese, fosse, che so, in pakistan, o nelle Filippine, magari in lingua tagalong?

Economia egemone crea lingua egemone, che crea cultura egemone, cultura egemone crea economia egemone e via così.


(no non faccio l'opinionista su charlie hebdo, mi spiace, ce ne sono già troppi in giro)

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permalink | inviato da Pa.P il 12/1/2015 alle 17:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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