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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
La vita e il limone
post pubblicato in Ex Libris, il 11 febbraio 2019
La vita è aspra
come un limone
La vita è difficile e fa male ma è solo apparenza, 
come il bruciore del limone sulla pelle 
La vita brucia ma non lascia bruciature
come il limone
La conosciamo solo attraverso i sensi
come il limone
La vita ha un sapore inimitabile
come il limone
La vita cura tute le ferite, come il succo
di limone, ma prima ci farà piangere
La vita brucia ma ci nutre
come il limone
La vita ha un bel colore
come il giallo limone
La vita è una e unica, perfetta a suo modo,
come il limone
La vita è semplice e complessa come la 
forma del limone
La vita è fragile e può essere schiacciata
come il limone
Può essere spremuta
La vita non è un dono
neanche il limone lo è
La vita è un frutto
come il limone
E' un frutto dell'amore 
dei genitori
La vita finisce
come finisce il limone
Non ci resta che assaporarla con la faccia contrita dalla sua asprezza

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permalink | inviato da Pa.P il 11/2/2019 alle 9:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
La strada da scegliere
post pubblicato in Ex Libris, il 16 gennaio 2017
«Basta con una sinistra che punta su "flessibilità, merito, eccellenze" », dice Bersani.

Dovrebbe puntare su rigidità, relazioni, mediocrità quindi?

(Federico Mello)
Problema lavoro fondamentale per le sorti della politica e della democrazia
post pubblicato in Ex Libris, il 20 dicembre 2016
Poletti, Fornero o Sacconi, a quanto pare non possiamo avere dei ministri del lavoro capaci di benché minima empatia nei confronti dei giovani italiani senza lavoro. Ma non è solo carenza di empatia, in questo caso trattasi anche di stupidità politica e non solo un atteggiamento o una frase buttata là con leggerezza: stupidità politica perché questi sono o sono stati ministri del lavoro senza capire che il lavoro, che non c'è, o quando c'è è sfruttato, altalenante fonte comunque di insoddisfazione, è il fronte vero e decisivo su cui si pesano i governi e tutta la loro attività politica al giorno d'oggi. Perché se la politica capisse che il lavoro non è solo un problema dei giovani, ma anche delle loro famiglie e che spesso le persone ti votano contro indipendentemente dai contenuti che proponi perché sentono la politica distante su questo punto, facendoti poi perdere elezioni e referendum, allora forse la musica potrebbe cambiare.
Ma finché il Poletti di turno e il suo Primo Ministro non capiranno che tanti problemi di altri ministeri - esclusione sociale, dipendenze, criminalità, sud e persino terrorismo e persino qualità della democrazia - dipendono direttamente dalla causa che non c'è lavoro o che esso oggi è svilito, non andremo tanto in là e non riusciremo ad amministrare il presente.
Io non rido, piango
post pubblicato in Ex Libris, il 14 ottobre 2016
Rido moltissimo quando sento qualcuno dire "Renzi è come Berlusconi". Ma, dico, ve li siete scordati gli ultimi 20 anni? Uno pieno di soldi e dal potere mediatico sconfinato, che ha piegato le istituzioni ai suoi interessi, che ci ha costretto per anni a parlare dei suoi processi, delle sue aziende, dei suoi avvocati, delle sue protette. Uno che rimediava gaffes a ripetizione, che tentava di spaccare continuamente gli italiani in buoni e comunisti, che attaccava i giudici, la Corte Costituzionale, il Presidente della Repubblica.
Invece di guardare Crozza, leggetevi una rassegna stampa a caso, di un giorno qualunque tra il 1994 e il 2012.

- Fabio Avallone
Patti (di stabilità) politica
post pubblicato in Ex Libris, il 10 luglio 2015
«Le prime a rompere il patto di stabilità nel 2003 furono Francia e Germania. La Francia ha continuato a violare le regole anti-deficit fino a incorrere nelle multe, che le sono state però risparmiate con spregiudicate contorsioni interpretative. In nome del superiore interesse europeo. Perché nessuna grazia alla Grecia, a dispetto dei cattivi e disinibiti maestri? Negli ultimi 5 anni (in Grecia) il debito è schizzato dal 120 al 180 %, complice una recessione paurosa figlia della Troika. I Governi precedenti però hanno rispettato solo il 30% degli impegni presi. Ora invece da quello di Tsipras se ne pretende l'attuazione “blindata” del 100% come pre-condizione alla concessione di nuovi aiuti. Perché? Tsipras non appartiene all'establishment politico europeo, è un leader di estrema sinistra che tra i tanti ha il torto di contestare il pensiero unico dominante in nome di una politica di crescita che renda sostenibili i debiti e restituisca fiducia e futuro alla Grecia come all'Europa».

- Adriana Cerrettelli, Il Sole 24 Ore

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permalink | inviato da Pa.P il 10/7/2015 alle 13:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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