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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Sulla tv del dolore dei due raccomandati
post pubblicato in Ex Libris, il 15 maggio 2012
"Le loro trasmissioni sono le sole eredi del maestro Manzi, le sole dove la noia viene scambiata per insegnamento, la demagogia per redenzione, la retorica per vaticinio. E, ovviamente, hanno successo perché la tv del dolore conosce tante forme, anche quella di predicare sui suicidi o sui bambini di Beslan. Il clima è sempre quello del rito, della celebrazione: una sorta di consacrazione laica della parola, una necessaria penitenza perché lo sproloquio si offra a noi come eloquio. Sotto le parole, niente".
- Il grande Aldo Grasso sul programma "Quello che non ho" dei due beceri parolieri del nulla raccomandati Roberto Saviano e Fabio Fazio



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permalink | inviato da Pa.P il 15/5/2012 alle 17:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Imprenditori per mano di Dio
post pubblicato in diario, il 11 dicembre 2011
Dopo tutto il marcio, le tangenti, le malverasazioni, le inspiegabili "opere" di Don Verzé, sono sempre più convinto che l'unica via per una sanità umana sia ancora la sanità pubblica.

Il San Raffaele dimostra quanto marcio ci possa essere dietro alle "opere di bene". Report è come sempre illuminante. In mezzo a tanto finto giornalismo, resiste, stoicamente a fare il proprio ruolo di programma informativo di servizio pubblico. Alleluja che non ce l'hanno ancora tolto.

Su questo blog non parlo mai di tv. Cerco di tenermi lontano anche dalla politica. Sono cose sporche e l'idea del blog era essere concentrato su cose più importanti, solo apparentemente più piccole.

Ma dalla puntata di Report saltano fuori i vari faccendieri invischiati nelle società offshore di riciclaggio del San Raffaele, di cui a tutto c'è Don Verzé. Si vedono chiari i rapporti con Berlusconi. E con tutta la politica cattolica e perciò malata: Formigoni, Cl, che finanzia la sanità privata cattolica in cambio di posti da managere per altri esponenti Cl. Un infinita rete di interessi illegali o illeciti, o per lo meno schifosi. Salta fuori che ilò controllore dei conti del San Raffaele amico di Don Verzé morto suicida un anno fa si divertiva insieme addirittura al prete con festini a base di ragazze e balli nella villa di quest'ultimo in mezzo al Brasile, mi ricorda qualcun'altro e mi fa immensamente schifo. E racconti con il sesso a pagamento con poverelle di 14 anni. Pervertiti sudici. E poi per chi vuole capire si capisce che tutta la politica cristiana ha tendenza a far soldi alle spalle dello Stato. Così quel buono di Vendola voleva chiudere i due ospedali pubblici di Taranto, città martoriata dall'Ilva e dai tumori, per aprire il SanRaffaele del Mediterraneo, ospedale privato che doveva però essere finanziato con soldi nostri, soldi pubblici e gestito da quel fiorellino di Don Verzé. Siete delle merde infami.

Quello col barbone diceva che la religione è l'oppio dei popoli e che il denaro corrompe chiunque. Come dargli torto.

Mai fidato del terzo settore, del privato che fa le veci del pubblico. Il privato fa soldi. Lecitamente o illecitamente e proprio per questo non può e non deve occuparsi di beni superiori come la sanità e l'istruzione. Che devono essere pubblici, nella proprietà delle strutture e nella gestione e nella programmazione. Una volta che si è voluta mettere in mano la sanità pubblica ai partiti, con quella legge famigerata che prevede che i primari siano a scelta politica anche la sanità pubblica ha iniziato a essere un covo di illegalità, favori, mafie, appalti. E malasanità. E inefficienza.
La sanità deve essere pubblica, ma lontana dagli interessi di parte. Perché è interesse di tutti che funzioni bene e per tutti.
La sanità universale e gratuita è un grande traguardo di civiltà raggiunto dalla società italiana. In molti vogliono togliercela, per renderci loro schiavi e ancora di più schiavi dei soldi magari con anche un ave maria e una benedizione dopo che t'hanno spillato gli ultimi risparmi, aprofittando anche dei momenti in cui necessitiamo cura e aiuto.
Non dobbiamo lasciare che questo accada.

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permalink | inviato da Pa.P il 11/12/2011 alle 23:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sulla tv e su internet, sugli italiani
post pubblicato in Ex Libris, il 23 novembre 2011
Le scienze cognitive hanno scoperto che gli elettori non votano i programmi elettorali ma una visione del mondo. Berlusconi propone da vent'anni un progetto e una visione del mondo ben definiti: il padre autoritario. Poi influisce l'inesistenza dell'opposizione. E infine la psicologia degli italiani che, come nel ventennio fascista, preferiscono regredire e demandare le proprie responsabilità di cittadino a un capo, che magari quando le cose si metteranno male diventerà il loro capro espiatorio. Era già successo con Mussolini ma evidentemente la lezione non è servita. È pazzesco che il processo di ripeta. E siccome la gente non è informata dalla televisione, e questo è il vero dramma, ed è distratta, viene distratta apposta, magari con la cronaca nera per esempio, che ha un suo ruolo all'interno di questa tattica, non si interroga più di niente e apparentemente va tutto bene. Il crack di borsa, ad esempio, viene vissuto come un dato naturale, un maremoto, come se fosse un temporale. E invece il crack di borsa è voluto da questo tipo di capitalismo, è deciso dal capitalismo, e lo sfrutta come forma di dominio sulle masse. Una volta le masse insorgevano. E insorgeranno di nuovo perché è una situazione che non può durare.

Se la televisione è un sonnifero, internet è un ipnotico potentissimo. È la prova di un dominio ulteriore, a cui la gente si è sottomessa autonomamente perché ha perso la capacità critica di interrogarsi sui meccanismi di dominio. Ho dei fortissimi dubbi sulla fantomatica libertà di internet... Internet venne ideato come tecnologia a scopi militari e a mio parere conserva qualche vizio dell'origine. Ad esempio è un panopticon ancor più micidiale di quello ipotizzato da Bentham e ricordato da Foucault: più micidiale perché con internet i sorvegliati sono contemporaneamente i sorveglianti. Non c'è più oblio su internet e questo è completamente disumano. Internet può essere utile in talune occasioni ma va usato con coscienza critica perché crea dipendenza: la gente viene privata da qualcosa di sé.

Daniele Luttazzi, in "Leggo" a cura di Daniele Passarotto, 13 marzo 2009.
Crossing tv, la tv web cresce e trova una sede stabile
post pubblicato in Notizie, il 17 febbraio 2010

Questo lo pubblico perché così capite cosa faccio io. E' un articolo di un paio di giorni fa, leggermente modificato per non avere problemi con i diritti. (perché anche questo è stato pubblicato da un sito). Spero vi piaccia, come il precedente.

Crossing tv è la prima webtv italiana fatta da giovani per giovani, realizzata da una redazione interculturale, è visibile su internet all’indirizzo http://www.crossingtv.it/ e il prossimo 24 febbraio festeggerà il suo secondo compleanno.“Ora abbiamo un gruppo di sette ragazzi che fanno parte stabilmente del progetto e con loro abbiamo creato la nuova associazione culturale Crosslab perché l’associazione Crossing dalla quale nacque Crossing tv si esaurirà in alcuni mesi. Ci sono poi una decina di altri ragazzi che collaborano con noi” ci dice Silvia Storelli, direttrice artistica, nonché fondatrice di Crossing tv, e prosegue: “avevamo il pressante problema di trovare una nuova sede, problema che abbiamo risolto grazie all’imminente convenzione che stiamo firmando in questi giorni con la Cineteca di Bologna che ci fornirà degli spazi per la nostra attività in cambio della realizzazione di alcuni servizi di Crossing tv sulle attività da essa promosse.” Silvia Storelli prosegue mettendo in risalto il grande risultato della convenzione:“Questa convenzione è per noi un importantissimo riconoscimento del nostro lavoro da parte di una delle più importati istituzioni culturali cittadine e che ci smarca dall’essere solo legati all’ambito sociale e apre la possibilità di un riconoscimento culturale della nostra attività.”

Silvia Storelli mi parla di un altra importante novità: “Recentemente abbiamo inoltre deciso di rivolgerci a un target di pubblico più adulto, perché il rapporto dei giovanissimi con internet è ancora un rapporto troppo acerbo. Sul nostro sito curiamo un blog aggiornato quotidianamente dove ognuno dei ragazzi ha un proprio spazio personale e segue propri argomenti, anche io ho il mio”.

Nel recente passato si è parlato molto di Crossing tv su quotidiani locali e anche nazionali e la RAI ha dedicato loro numerosi servizi su RAINEWS e anche sulla rubrica settimanale del tg1 tv7. Due giorni fa Crossing tv è stata citata all’interno di un servizio del tg3 nazionale sulle web tv italiane. “A seguito del recente servizio tg3 l’utenza giornaliera che al sito è raddoppiata. Nel recente passato siamo arrivati a punte di diecimila contatti al mese. Un grande obbiettivo per una piccola realtà come la nostra in gran parte autofinanziata e che vive grazie alla vena volontaristica dei partecipanti al progetto.”

Nato come esperimento al Centro interculturale Zonarelli del Comune di Bologna, il progetto nel tempo ha avuto rilevante spazio su molti media locali ma anche nazionali.

Crossing tv è nata a Bologna il 24 Febbraio 2008 ed è una televisione on-line fatta da ragazzi italiani e stranieri tra i 16 e i 24 anni, nati in Italia da genitori italiani o stranieri o trasferitisi qui in età prescolare. L’obiettivo di Crossing tv è raccontare il mondo dei giovani e permettere loro di raccontarsi e così smontare i pregiudizi. Lasciando che siano proprio loro, i giovani, a parlare di loro stessi e del loro mondo, delle loro passioni, delle cose che gli piacciono. Ora è presente anche sui social network Facebook e Twitter.

I video dei giovani redattori/giornalisti sono divisi in quindici rubriche tematiche “alcune delle rubriche come Crosslife si stanno esaurendo ma in questi due anni di attività il progetto che ne è alla radice si è arricchito ed è cresciuto molto” ci dice Silvia Storelli. Tutte le rubriche trattano aspetti di particolare pertinenza al mondo giovanile, tematiche che sono interessanti per i ragazzi: “Generazioni in azione” è dedicata a inchieste sui iniziative rivolte ai giovani a Bologna, S.o. sex parla di contraccezione e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili ed è realizzata insieme allo spazio giovani dell’Ausl di Bologna. La rubrica “Cartoline” raccoglie video in cui i ragazzi parlano dei luoghi più magici di Bologna, mentre “Mille mode” da spazio ai giovani stilisti stranieri attivi in città ed è realizzato con il contributo del comune di Bologna e del sito www.crossmode.it. La mission di Crossing tv, raccontare i molteplici e variegati universi giovanili che non vengono mai rappresentati dai mass media, cercando di scardinare i pregiudizi e contrastare gli stereotipi sui giovani attraverso la  creatività e la contaminazione artistica e culturale, è pienamente realizzata e il futuro di questa web tv è ricco di opportunità e di nuovi progetti editoriali.




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permalink | inviato da Pa.P il 17/2/2010 alle 20:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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