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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Nuovo ddl sul fine vita: le volontà di ognuno possono essere ignorate
post pubblicato in Notizie, il 13 luglio 2011

La legge passata per ora solo alla Camera ha già alzato un vespaio di polemiche. Ma cosa afferma la legge sul fine vita votata a maggioranza questa sera?

La legge stabilisce: Consenso informato, divieto all’eutanasia e divieto di “staccare il sondino” cioè imposizione dell’alimentazione forzata e idratazione meccanica obbligatorie anche per coloro che hanno lasciato scritto di non voler subire trattamenti di cura nel fine della loro vita e di voler morire in modo naturale e non attaccati a delle macchine.

Il cuore del provvedimento è l’articolo 3 che definisce i limiti e le modalità delle dichiarazioni anticipate di trattamento. Il ddl prevede che il paziente possa dichiarare esplicitamente quali trattamenti ricevere, ma non possa escludere quelli a cui non desidera essere sottoposto.

Il ddl obbliga chiunque ad essere sottoposto ad alimentazine e idratazione forzate fino alla fine della propria vita clinicamente stabilita, cioè fino a che ci sia la bencheminima attività elettrica nella corteccia celebrale.

La legge, o meglio il ddl, annulla le Dichiarazioni Anticipate di Tratamento cioè le Dat. Le Dat sono un documento con il quale una persona, dotata di piena capacità, esprime la sua volontà circa i trattamenti ai quali desidererebbe o non desidererebbe essere sottoposta nel caso in cui, nel decorso di una malattia o a causa di traumi improvvisi, non fosse più in grado di esprimere il proprio consenso o il proprio dissenso informato.

Il ddl “de facto” non riconosce legittima e valevole la volontà individuale sulla propria vita. Il quarto articolo stabilisce che le DAT hanno valore per 5 anni e sono rinnovabili.

Assistenza agli stati vegetativi. Il quinto articolo prevede che entro 2 mesi dal varo dela legge vengano istituite dal ministero della Salute “linee guida cui le regioni si conformano” per “assicurare l’assistenza ospedaliera, residenziale e domiciliare per i soggetti in stato vegetativo”.

Il settimo articolo sancisce che il biotestamento non sarà vincolante per il medico: “Gli orientamenti espressi dal soggetto nella sua dichiarazione anticipata di trattamento – si legge infatti nel testo – sono presi in considerazione dal medico curante che, sentito il fiduciario, annota nella cartella clinica le motivazioni per le quali ritiene di seguirle o meno”. Prevista anche l’istituzione di un archivio informatico nazionale.

A quanto pare dovremo morire come piace al Vaticano e alla parte più oltranzista del mondo cattolico. Dovremo anche in punto di morte sottostare alla volontà di Dio Silvio e dei suoi indefessi costruttori di atrocità: Cl e Pdl in primis.

Beppino Englaro è stato lapidario: legge incostituzionale. Io aggiungerei anche autoritaria.

Nessuno dovrebbe arrogarsi il diritto di scegliere come devo morire. Questa è una questione di libertà. Ieri la Camera a maggioranza belusconiana ha deciso che può arrogarsi il potere di decidere anche per te. Nuovi casi Englaro e Welby in arrivo: il parlamento ha deciso che in punto di morte dovrete obbligatoriamente soffrire per anni attaccati a macchine e sondini piuttosto che essere voi ad avere il controllo sul vostro corpo e sulla vostra vita. Qui non si parla più di politica ma del rispetto della dignità e della volontà delle persone.

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