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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Riflessioni
post pubblicato in diario, il 24 gennaio 2014
E' una di quelle sere piene di buone notizie, ma inspiegabilmente sono nella stanzetta e guardando il vuoto penso alla domanda esistenziale che non mi ponevo da anni. Perché vivo? Perché sono su questa terra, qual'è il senso della mia esistenza, mia come individuo?

Probabilmente questa domanda sorge perché ho scoperto che vivo ultimamente, non più per raggiungere i miei desideri o la mia aspirazione ma vivo per vivere, solo per trovare un modo per vivere.

L'aspirazione e il sogno tale rimarrà, probabilmente, e c'avevo pensato anche tempo, forse è pure meglio così in un certo senso.

Ognuno, penso, trova poi un motivo, o si inventa un motivo valido per vivere. C'è anche chi non si chiede mai il motivo per cui è qui, e questo ragionamento arriva a farlo solo da vecchio, e così diventa un vecchio depresso.

Comunque finalmente capisco quelli che dicevano che quando pensano a sé sono tristi. Per me è un evento mai successa prima d'ora, infatti sono qui che lo scrivo. Prima d'ora quando ho pensato a me, al senso della mia esistenza riuscivo sempre a dare una buona motivazione. Ora invece, devo ricostruirmene un'altra a quanto pare.

Sarà dura.

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permalink | inviato da Pa.P il 24/1/2014 alle 21:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Sui Rivoluzionari del menga
post pubblicato in Ex Libris, il 1 marzo 2012
La gente della mia città, del mio Paese è molto più confusa di quel che credessi, talmente confusa da reificare come santo uno che s'appende al traliccio per protesta e poi cade. Bah. Fosse servito a quacosa mettere così a repentaglio la propria vita... Comunque volevo dire che se si vuole combattere il sistema arrampicarsi su un palo, bloccare le autostrade o tirare i sassi alla polizia non è che serva più di tanto. Ecco qui di seguito, illuminante una lettera trovata per caso su internet. In grassetto (mio) la parte rilevante:

Carabinieri.it TANGO DOWN" tuittano gli hacker tutti tronfi. E centinaia di persone rituittano. E quindi? Solo i cazzo di videogiochi sapete fare?
Quello si arrampica sul palo e poi casca e va in coma. No, non se lo merita come dice Libero, ma cazzo: si può dire che se l'è cercata? E no, non sei un cazzo di eroe come Ghandi. State da cinque, da dieci, da venti anni a fare gli Agnolotto e Casareccio di professione, e non ottenete nulla se non o di farvi ammazzare di botte, o di devastare a sfregio la qualunque (giustificando peraltro nell'opinione pubblica -non solo in Belpietro!- l'odio verso di voi e le botte che prendete).
Stalin li avrebbe tutti mandati a lavorare questi perdigiorno del cazzo che non sanno cosa sia la Rivoluzione. E' sovvertire il sistema. Se quello si sovvertiva in piazza spaccando, in quanto basava il suo potere sulla forza (erano altri -e bei, aggiungerei) tempi, questo si sovverte NON COMPRANDO IL CAZZO DI IPAD (metaforicamente parlando).
"Siamo incazzati. Vogliamo cambiare tutto!" Bene. Vai a zappare. Mangia grano. Ridigli in faccia a quelli che ti vendono un rasoio usa e getta (wat?) IN UNA CONFEZIONE CHE PESA PIÙ' DEL RASOIO STESSO!!!
Scusa, e' che sono incazzato che debbo aspettare ancora 10 giorni per avere la mia nuova Audi A1.

Rosario.


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Grazie Rosario chiunque tu sia. Hai espesso perfettamente quello che pensavo io.

Oggi purtroppo è morto quel pirla di genio di Lucio Dalla, lui che con questi rivoluzionari del menga non c'avrebbe mai avuto niente a che fare. Ti dedico questa qua, tanto quelli come te, non si scordano.



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permalink | inviato da Pa.P il 1/3/2012 alle 17:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Tanti riflettori poca luce
post pubblicato in diario, il 6 febbraio 2012
L'incompetenza a livello governativo e dirigenziale in quel tempo era tale che si arrivò al punto da trovarsi impreparati da una banalità come la nevicata in inverno, per quanto abbondante potesse essere, o da una nave che affonda, perché passata troppo vicina alla riva. Al cittadino non restava che lamentarsi, perché ai suoi occhi i partiti erano tutti uguali, i personaggi dii potere pure. O almeno, questa era la sensazione diffusa dell'uomo della strada, era una sensazione personale, quasi intima possiamo dire, comunque non esplicità ne esplicitata. Ma era comune a molti. Ad aggravare le cose, spesso, in quel paese disordinato e caotico, chi più si lamentava era complice o maggiormente colpevole della situazione di decadimento e caos, che lo circondava. Il coro dei lamenti era incessante e assomigliava sempre più alle giaculatorie dei rosari dei tempi passati.
Le parole non avevano più peso in quello strano paese. D'altronde tutti le usavano a sproposito e con una frequenza tale da annullarne il significante. In quel tempo per converso, c'erano forti riflettori, che illuminavano a giorno una questione, ma che velocemente cambiavano obiettivo e la questione illuminata il giorno prima il giorno dopo tornava ad essere celata nell'ombra. Quel tempo infatti era caratterizzato da tanti riflettori, ma poca luce. D'altronde i più furbi lo sanno già, dove la luce è più brillante l'ombra è più nera.

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permalink | inviato da Pa.P il 6/2/2012 alle 12:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
1° gennaio
post pubblicato in diario, il 1 gennaio 2010
Le situazioni, la vita stessa cambia, ma lentamente, senza fretta, giorno dopo giorno.
Le cose che contano e che più a tutti maggiormente interessano, cioè quelle che fanno parte della sfera personale (ad es. gli affetti, le relazioni interpersonali, il lavoro cioè tutte quelle cose che occupano la maggior parte della nostra vita) evolvono col fluire del tempo. Si modificano accrescono e nascono o muoiono non col passare delle ore ma col passare dei giorni dei mesi, degli anni. Ed il tempo si sa, una volta passato sembra essere passato velocemente, ma intanto che lo si vive ci si accorge che esso non ha premura.
Spero che le mie azioni giorno dopo giorno possano regalarmi tempi più sereni, anche se ormai conscio del mondo in cui vivospesso si rinuncia prima di intraprendere un iniziativa perché si sa che non verrà compresa.
Così, se per il calendario da un giorno all'altro si passa dall' anno vecchio a quello successivo, non è che accada lo stesso con quelle "cose" riguardanti la sfera personale, sopra citate. Queste richiedono tempo (fin troppo tempo a volte) per essere modificate, inoltre non è affatto scontato riuscire a raggiungere gli obiettivi prefissati. Soprattutto perché nessuno sa cosa ci aspetta in quel tratto di vita che dobbiamo ancora percorrere.. sappiamo in definitiva solo quello che  abbiamo ora e quello che desideriamo ora, ma spesso non siamo pienamente coscenti di quello che abbiamo e quasi nessuno sa esattamente cosa vorrebbe di preciso dal futuro. (spesso crede di saperlo ma si sbaglia)
Questo era il tema anche del post precedente, le cose acquisite, il passato sembra sempre più banale e più triste di quanto non lo sia effettivamente e nel futuro si caricano tutti i desideri e le aspirazioni di miglioramento della propria condizione.
Tuttavia nessuno sa cosa può accaderci in futuro e spesso non sono cose piacevoli. Inutile e stupido dal mio punto di vista sperare che tutto vada bene... la vita diventerebbe una sequela interminabile di banalità, dopotutto le avversità sono fatte apposta per renderci più forti e più saggi. Quindi alle persone poco sagge che conosco non auguro che la saggezza li caschi giù dal cielo o gli sia data in regalo con l'età. Spero altresì che possano cimentarsi con difficoltà e con cose che li facciano soffrire e che in generale possano mettere in discussione i loro punti fermi: perché solo così si diventa più maturi, persone più saggie, persone migliori.
La serenità invece è un altro capitolo.
La auguro a tutti, a me per primo.
La auguro anche a coloro che sono poco saggi e che spero possano soffrire in modo da diventare più adulti.. ma solo dopo essere diventati più consapevoli e dopo aver sofferto. La serenità sarebbe per loro un bel premio.
Dopotutto, concludendo queste poche riflessioni, l'imprevedibilità del futuro è ciò che ci affascina della vita: essa è imprevedibile anche quando sembra totalmente prevedibile e prevista e se ci pensiamo bene è una grande fortuna che sia così!


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permalink | inviato da Pa.P il 1/1/2010 alle 17:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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