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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Butàde cesarista fallita
post pubblicato in Notizie, il 5 agosto 2013
Insomma, non gli è andata dritta neanche l'adunata di piazza, neanche il cesarismo spicciolo. Ora che è in declino lo hanno abbandonato quasi tutti, tranne quelli che non possono riciclarsi, come Bondi e la Santanché. D'altronde il suo potere non è mai stato determinato da una travolgente volontà popolare democratica, come vorrebbero quelli del Pdl, ma dal fatto che ha incarnato un l'immenso accordo di potere tra molte forze (gli anticomunisti cioè parte degli ex-Dc e gli ex-fascisti sdoganati, Leghisti/razzisti del nord, piccoli imprenditori evasori, ex-monarchici e/o aristocratici, Compagnia delle Opere, CL, ecc ), non tutte lecite, non tutte trasparenti (Massoneria), alcune anche eversive (P2, alcuni dicono anche Mafia) e che gli hanno permesso di ottenere un grande potere economico.

Man mano che la sua figura e la sua proposta politica veniva a sapere sempre più di vecchio e sempre meno di nuovo (nel 94 fu votato anche da molti per il solo fatto di essere il nuovo in politica "l'uomo che s'è fatto da solo" contrapposto ai "politici di lungo corso" mentalità questa che ha sancito in parte anche il trionfo della compagine di Beppe Grillo) ha saputo con destrezza e abilità da imprenditore comprarsi o sottomettersi tutto ciò che poteva portargli consenso. Giornali nazionali e locali (sono marcatamente berlusconiani anche se non ufficialmente di sua proprietà la Il Tempo, la Nazione, il Resto del Carlino, parte consistente del Corriere della Sera che con i suoi editorialisti berlusconoidi lo ha sempre aiutato - Panebianco, Pigi Battista, Galli della Loggia, ora anche Polito, (l'ex?) riformista, ha saputo controllare la tv pubblica, e parallelamente condizionare la tv privata concorrente grazie al giogo della pubbicità da B controllata tramite Pubblitalia e affiliate. Ha saputo creare un partito a lui simile e virtualmente d'opposizione come il Pd, in cui forti sono sempre stati i più filo berlusconiani di tutti, cioè i riformisti, i Dalemiani e parte del mondo cattolico afferente alle scuole paritarie e che si sente molto più politicamente vicino ai Lupi che non ai Vendola. Ma non finisce qui. Ha saputo disseminare l'Italia dei suoi uomini, già suoi dipendenti, che si sono comunque costruiti una professionalità riconosciuta (da tutti ma non da chi non c'è cascato), tra i tanti mi vengono in mente i Mentana, i Feltri eccetera.

B. ha distribuito molti posti di lavoro e fatto le fortune di molti tra i più incompetenti, ignoranti e subdoli figuri della Seconda Repubblica, alcuni dei quali gli sono ancora fedeli e pronti a indicare ai loro sottoposti ancora il suo nome alle prossime elezioni.
Il mezzo o il fine
post pubblicato in diario, il 4 agosto 2012
Vendola. Udc. Pd. Ma prima di parlarne bisogna porsi La domanda:

Governare (la poltrona) è il fine o è il mezzo?


Per quelli come me è il mezzo, per altri è il fine.
Napolitano, spirito servile
post pubblicato in Notizie, il 5 luglio 2012
Ne ha fatta tanta di strada Giorgio Napolitano, fino a ricoprire la più alta carica dello Stato. Ma ricordiamo il suo excursus politico dalle origini.


Inizia a fare politica nel Guf, gruppi universitari fascisti. A tal proposito ha affermato "La Resistenza è stata bellissima, anche se io non l'ho fatta perché all'epoca io militavo nei gruppi universitari fascisti". (Dal Pci al socialismo europeo un'autobiografia politica, ed Laterza) E con ciò? direte voi. Le altre forme di partecipazione politica erano vietate e quindi chi voleva avvicinarsi alla politica doveva farlo all'interno degli organi fascisti.

Ok. Poi, Giorgio è entrato nel Pci. Ha sempre espresso idee profondamente filosovietiche ed antieuropee, antidemocratiche, idee che all'interno del Pci, checche ne dicano quei mentecatti di destra, non sono mai state proprie della maggioranza del partito nel Dopoguerra (ma di una minoranza di esaltati si, prima della 2a guerra mondiale invece il filo sovietismo era ovviamente corrente maggioritaria del Pci, che appunto si divise dal Partito socialista dei lavoratori proprio accettando le 10 tesi di Lenin.)

Nel 1956, all'indomani dell'invasione dei carri armati sovietici a Budapest, mentre Antonio Giolitti e altri dirigenti comunisti di primo piano lasciarono il Partito Comunista Italiano, mentre "l'Unità" definiva «teppisti» gli operai e gli studenti insorti, Giorgio Napolitano si profondeva in elogi ai sovietici. L'Unione Sovietica, infatti, secondo lui, sparando con i carri armati sulle folle inermi e facendo fucilare i rivoltosi di Budapest, avrebbe addirittura contribuito a rafforzare la «pace nel mondo»..

Allora a differenza degli albori della sua attività politica, la possibilità di avere idee diverse però ce l'aveva, era libero anche di porsi contro la violenza e la guerra ma non lo fece, anzi. D'altronde l'Urss allora sembrava una potenza invincibile e c'era chi era pornto a saltare sull'eventuale carro del vincitore, quel carro governato da Stalin.

Poi, il buon (si fa per dire) Napolitano si inserì nella corrente di destra del Pci, i miglioristi, fino a diventarne uno dei massimi esponenti e tra coloro che vedevano di buon occhio un accordo governativo con il Psi di Bottino Craxi, tangentaro. Da migliorista Napolitano era anche il più accanito oppositore interno al Pci che Enrico Berlinguer dovette fronteggiare. Berlinguer fu infatti il primo a capire che la politica italiana era profondamente corrotta e che il giro di soldi al proprio interno avrebbe finito per distruggerla, come poi è effettivamente successo. Berlinguer sollevò la questione morale. Anche dall'interno del Pci ci fu chi lo combatté e si schierò praticamente con la corruzione e con lo strapotere a-morale della partitocrazia.

Giorgio Napolitano, ora diventato un maggiorente del Pci poi Pds, divenne seguace di D'Alema e del suo goffo tentativo di accordarsi con Berlusconi sulle "riforme" distruttive della Repubblica che lo stesso D'Alema aveva proposto al cavaliere, stiamo parlando della Bicamerale.

Eletto Presidente della Repubblica il 15 maggio 2006, non ha perso occasione per votare convintamente tutte le leggi porcata di Berlusocni e Bossi, per questo l'abbiamo rinominato "la penna più veloce del West".

Infine, ultima grande opera politica del suo settennato è stata quella di essere uno dei maggiori esponenti e propositori della vera e propria sospensione della democrazia. Ha sostituito il governo Berlusconi, governo di fuorilegge certo, ma lecito, con un governo illecito non votato da nessuno: il governo dei banchieri cattolicissimi del Vaticano e seguaci della finanza internazionale, veri e propri liquidatori dell'azienda Italia.

Come spiegare tutti questi cambiamenti di casacca e cambiamenti di idea? Semplice, Napolitano è sempre stato dalla parte del più forte.
1) prima con gli studenti universitari fascisti, c'era il Fascismo, e il più forte era appunto la dittatura, non la Resistenza e lui puntualmente faceva parte dei Guf. 2) poi nel partito comunista in appoggio alle invasioni dell'Unione Sovietica: L'Urss sembrava il più forte, quindi perché cercare di creare una politica europea? Meglio accodarsi ai voleri dell'oppressore russo. 3) dunque "migliorista" con Bottino Craxi e contro Berlinguer per la "questione morale". Erano gli anni precedenti al Pentapartito, in cui la Dc, che deteneva il potere, guardava con interesse a questo innovatore della politica di sinistra, Bottino Craxi. Napolitano voleva partecipare anche lui alla spartizione del potere magari con un alleanza al Psi in un governo che andasse dalla Dc al Pci, passando per il Psi, un governo "dentro tutti" perché una poltrona a tutti non la si nega.
4) segue al guinzaglio di D'Alema a firmare tutte le porcate di Berlusconi e Bossi. Coerente con il suo spirito politico, il più potente negli anni 2000 in Italia è stato quell'eversore di Silvio Berlusconi e i suoi sgherri. Puntualmente Napolitano s'è messo a servire il più potente.
5) infine la "sospensione della democrazia" per appoggiare i "tecnici" banchieri vaticani. finalemente con la vecchiaia, il buon vecchio Napo ha capito che il potere non è più nelle mani della politica ne di destra ne di sinistra, ma è nelle mani della finanza internazionale.

Come fare a soddisfare anche questa volta il suo spirito servile? Ha cacciato un governo democraticamente eletto e ha promosso Monti premier. E voilette! Una carriera da servo encomiabile.



Resurrezione
post pubblicato in diario, il 7 aprile 2012
La Pasqua è la resurrezione di Cristo.
Se Cristo dovesse veramente resuscitare impazzirebbe di dolore nel vedere come buona parte del mondo dice di credere nei suoi insegnamenti e fa tutt'altro.

Prenderebbe a calci nel sedere i preti e a sberle i vescovi, schifato dalle loro false parole e dal loro impudico sfoggio di potere e di soldi.

Tornerebbe al suo posto, che non è nei cieli, ma tra i poveri, a dare loro consolazione e scoprirebbe di essere stato tradito non già solo dal suo popolo e dai suoi discepoli ma ora anche da tutti gli altri, e in primis dalla Chiesa di Pietro, la prima Istituzione che ha sempre combattuto perché si imponesse il sistema capitalistico, che si è sempre schierata con i potenti invece che stare dalla parte dei deboli e degli oppressi. 

Buona Pasqua per chi ci crede e per tutti gli altri nulla, perché è un fine settimana come altri.

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permalink | inviato da Pa.P il 7/4/2012 alle 21:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Senza dignità
post pubblicato in diario, il 11 maggio 2010

Ricchi potenti apparentemente gaudenti

dalle loro posizioni di favore

calpestano le regole, favoriscono i plaudenti;

Così è stato già si dirà

al tempo del papato e romano imperatore

che il popolino fosse mortificato e bastonato il fattore;

ma oggi la carica garantisce impunità

sta gente che comanda qua ha perso dignità

ruba e ammette, parla e irride senza vergogna

non c'è più l'autorità dell'antichità

ove i soprusi esistevano si, ma

almeno la carica dava parvenza di regalità

di autorità.

Ora tutto è convenienza e profitto

e nel Parlamento sfitto

nessuna vestigia della passata onorabilità

nessun rispetto dell'opportunità

del ruolo,

il potere non ha bisogno non ha necessità,

di mascherare questa antistorica alterità

dei potenti sui deboli

dei ricchi sui precari

dei prelati sui credenti;

sono senza vergogna.

Sono più poveri dei poveri

perché l'onore non si può comprare

e il solo dono che gli si può fare

è una risata di scherno,

un lazzo all'impostura,

un sorriso al loro ringhio.

Uomini senza vergogna,

sono uomini fogna.


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permalink | inviato da Pa.P il 11/5/2010 alle 16:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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