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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
La vita e il limone
post pubblicato in Ex Libris, il 11 febbraio 2019
La vita è aspra
come un limone
La vita è difficile e fa male ma è solo apparenza, 
come il bruciore del limone sulla pelle 
La vita brucia ma non lascia bruciature
come il limone
La conosciamo solo attraverso i sensi
come il limone
La vita ha un sapore inimitabile
come il limone
La vita cura tute le ferite, come il succo
di limone, ma prima ci farà piangere
La vita brucia ma ci nutre
come il limone
La vita ha un bel colore
come il giallo limone
La vita è una e unica, perfetta a suo modo,
come il limone
La vita è semplice e complessa come la 
forma del limone
La vita è fragile e può essere schiacciata
come il limone
Può essere spremuta
La vita non è un dono
neanche il limone lo è
La vita è un frutto
come il limone
E' un frutto dell'amore 
dei genitori
La vita finisce
come finisce il limone
Non ci resta che assaporarla con la faccia contrita dalla sua asprezza

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permalink | inviato da Pa.P il 11/2/2019 alle 9:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Ciao Pierpà
post pubblicato in diario, il 2 novembre 2015
Grazie di essere esistito. Grazie per la ricchissima opera che ci hai lasciato, e per quello che mi ha insegnato. Mi ha formato e sono certo ancora in futuro mi riserverà spunti di riflessione, perché ancora a trent'anni suonati non ne ho che letta/vista la metà. Grazie per quello che hai significato e per essere stato il primo - più moderno tra i moderni - a capire i vizi e le virtù di questa povera patria, di cui io e per fortuna - persino tu - facevi parte. Mi hai insegnato a non seguire il branco, l'idea più facile, la semplificazione inaccettabile, a prendere parte -politica o culturale che sia e non vederne poi i difetti - come fanno tutti o quasi. 
Leggerti e guardare le tue opere è sempre stato un esercizio di libertà. E come tale, difficile, impegnativo. I festeggiamenti per il quarantesimo anno dal tuo omicidio, caduto a Ostia tra la notte del primo e del 2 novembre del 75, so per certo che non li avresti digeriti. Pazienza PPP, guardiamo il volto positivo ed ermetico delle cose, come ci hai insegnato tu: la ricorrenza aiuterà alcuni che non ti hanno mai letto a incuriosirsi e forse domani anche un solo giovane in più avrà letto un tuo libro, visto un tuo film, letta una tua poesia o un tuo articolo e allora ne rimarrà salubremente turbato. Grazie per aver unito e capito che la cultura è una cosa morta senza la politica e che la politica è morta senza cultura.
Grazie per averci turbato, per non esserti mai schierato sempre e comunque con qualcosa o qualcuno, grazie per averci insegnato ad essere liberi, ma non individualisti. 

Ciao Pierpà

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permalink | inviato da Pa.P il 2/11/2015 alle 10:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
La morte del gerarca
post pubblicato in Notizie, il 12 ottobre 2013
Sulla morte del gerarca Pribke ho già scritto, per chi è interesato, qui: http://www.ilbolognino.info/item/243-priebke-non-mi-pento-di-nulla


A lui e a tutti i mostri del Novecento, che hanno avuto pure la sfacciataggine di vivere 70 anni in più delle loro vittime, dedico la poesia di Calamandrei:

"Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio del torturati
più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA"

Invictus (poesia)
post pubblicato in diario, il 27 luglio 2012
Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come il pozzo senza fondo che va da un polo all'altro,
Ringrazio qualunque dio possa esistere
Per la mia anima indomabile.

Nella stretta morsa delle circostanze
Non mi sono tirato indietro né ho gridato
Sotto i colpi avversi della sorte
Il mio capo sanguina, ma non si china.

Oltre questo luogo di rabbia e lacrime
Incombe solo l'orrore dell'ombra
Eppure, la minaccia degli anni
Mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

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Oggi ne avevo proprio bisogno di questa poesia, Ivictus, di William Ernest Henley
Era la poesia preferita da Nelson Mandela negli anni della sua prigionia. Ci si può sentire a volte prigionieri della propria realtà, ed è proprio come mi sento oggi.

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permalink | inviato da Pa.P il 27/7/2012 alle 19:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
figlio figlio povero figlio
post pubblicato in Ex Libris, il 9 luglio 2012
Cantami di questo tempo l'astio e il malcontento di chi è sottovento, e non vuol sentire l'ODOR di questo MOTOR che ci porta avanti QUASI TUTTI quanti su un tappeto di CONTANTI nel cielo blu

figlio bello e audace bronzo di Versace, sempre pià capace di GIOCARE IN BORSA
di STUPRARE IN CORSA
[...]

Ottocento - Fabrizio De André


cantando De André dopo aver visto "Pasolini un delitto italiano" di Marco Tullio Giordana.


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