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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
La pirlata del giudice
post pubblicato in Notizie, il 6 agosto 2013
Il giudice della Cassazione Esposito che ha pronunciato la sentenza su Berlusconi oggi è al centro del ciclone per le dichiarazioni rilasciate al Il Mattino. Ora metteranno in dubbio la sua buona fede....

Quel che è peggio è che ora i berluschini avranno tutte le ragioni per mettere in dubbio l'imparzialità del giudice Esposito e così danneggiare la stessa sentenza di condanna..!

Ma dico io come fa un luminare del diritto a fare una pirlata simile? Un ingenuità da ragazzino! Primo non doveva parlare con nessun giornalista e secondo è una doppia pirlata perché il Mattino di Napoli è del gruppo Caltagirone.

Caltagirone è uno dei principali amici imprenditori del Berlusca!


Certo che gli italiani non capiscono proprio che significa Conflitto di interessi! Ci devono sempre sbattere contro il muso!
Il partito del padrone colpisce ancora
post pubblicato in Notizie, il 10 luglio 2013
Il Pdl, partito padronale a difesa del suo padre padrone è arrivato a chiedere di sospendere di tre giorni dell'attività del Parlamento come protesta per il solo fatto che la Cassazione ha deciso che si pronuncerà il 30 luglio su uno dei tanti processi (Mediaset) che vedono da imputato il loro capo.
Sarebbe estremamete grave se questo avvenisse: il Parlamento lavora per tutti e non può fermarsi per essere solidale con Berlusconi.

Non è la Magistratura ad avere problemi con la politica, ma un sol uomo ad avere problemi giudiziari.

Ancora una volta il Pdl più che un partito è un associazione a difesa di un imputato già condannato 2 volte, un partito che sottomette i nostri interessi di cittadini agli interessi del suo capo. Inacettabile in qualsiasi democrazia.

Ne abbiamo (ne ho) piene le tasche di Berlusconi e dei suoi problemi giudiziari. La politica deve pensare ai problemi dell'Italia, non a quelli di Berlusconi!
Difendiamo i magistrati o le vendite?
post pubblicato in diario, il 9 agosto 2012
E' francamente un po tardi per l'appello del Fatto quotidiano. Ingroia è già in Guatemala, De Magistris per la disperazione s'è messo a fare il sindaco (bene) e alla Forleo ne hanno combinate di ogni. Certo, tutto fa brodo quando d'estate bisogna vendere qualche copia in più.
Libeccio
post pubblicato in Notizie, il 20 luglio 2012
Questo venticello si chiama Libeccio, ci porta via uno dei migliori magistrati, Ingroia, che stava per scoprire ciò che non si può scoprire. Ci porta il Mes e il fiscal compact. Siamo molto fortunati.

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permalink | inviato da Pa.P il 20/7/2012 alle 20:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Contestazione a Caselli la brutta pagina del movimento NoTav
post pubblicato in Notizie, il 21 febbraio 2012
Gran brutta faccenda questa contestazione NoTav a Caselli a Genova, non è la prima e probabilmente non sarà l'ultima, ma segna un brutto scivolone per il movimento NoTav e non solo per quello.

Caselli avrebbe presentato il suo nuovo libro Assalto alla giustizia, lunedì alle 18, alla libreria Feltrinelli di Piazza Duomo a Milano. Il procuratore di Torino sarebbe stato in compagnia di Armando Spataro e Nando dalla Chiesa. Su internet però si promettavano da giorni azioni di disturbo e di contestazione. I contestatori del magistrato sono NoTav e lo accusano di voler criminalizzare il movimento con i recenti arresti per gli scontri dell'estate scorsa in Val di Susa: «Andiamo a esprimergli il nostro punto di vista a proposito di "assalti" e di "giustizia"». Risultato: presentazione annullata «per evitare problemi di ordine pubblico». Caselli infatti sarebbe colpevole di aver spiccato il mandato d'arresto per due uomini ritenuti colpevoli di lancio di sassi, in estate, durante una manifestazione in val Susa. Non è la prima volta che Caselli è costretto a rimandare causa contestazioni. Era già successo a Torino due settimane fa.

Gian Carlo Caselli, magistrato illustre, ha investigato per una vita intera la ciminalità organizzata, senza timori reverenziali e spesso mettendo il naso negli affari delle potenti lobbies economiche di questo paese, proprio come quelle che soffiano sulla politica perché la Tav Tornino Lione si faccia. Non gli fa certo difetto neanche una marcata antipatia nei suoi confronti di buona parte della classe politica italiana, perciò sembra veramente incredibile che proprio uno come lui possa essere accusato di voler criminalizzare un movimento come NoTav. Per dovere di cronaca va ricordato che Caselli è tanto prossimo al potere e alla volontà dei partiti che gli stessi, anzi per la precisione il governo Berlusconi III presentò un emendamento a firma Luigi Bobbio (AN) per impedire il giusto coronamento della carriera di Caselli impedendogli di essere nominato al ruolo di Procuratore nazionale antimafia, imponendo un paletto dell'età. Siamo nel 2005. Caselli non poté più essere nominato per quel ruolo per superamento del limite di età. La Corte Costituzionale, successivamente alla nomina di Piero Grasso quale nuovo Procuratore nazionale antimafia, dichiarò illegittimo il provvedimento.

Caselli dal canto suo ha respinto le accuse che lo vogliono essere un criminalizzatore dei NoTav, lo stesso ha affermato: «La protesta anche energica è e resta legittima, mentre la violenza organizzata no. I No Tav possono avere tutte le ragioni di questo mondo e pretendere quel che ritengono giusto. Ma sostenere che la nostra inchiesta criminalizza il movimento è come dire che chi persegue uno stupro criminalizza il sesso: la protesta e la violenza sono due cose diverse, esattamente come il sesso e lo stupro. E solo chi viene da un altro pianeta può pensare che io sia al servizio di qualche potere forte o di chi ha interessi nell'Alta velocità».

Le contestazioni a Caselli che rasentano una certa fame barbara di "farsi giustizia da soli" per vendicare il torto subìto, sentita da buona parte del movimento NoTav è una delle pagine più buie del movimento stesso. I NoTav agendo in questo modo altro non vogliono che difendere a spada tratta tutti coloro che hanno fatto parte dei cortei e manifestazioni durante l'estate, indipendentemente da ciò che individualmente ciascuno di loro ha compiuto in quei momenti di grande andrenalina e caos. La responsabilità individuale dovrebbe esserci sempre e comunque. Invece i NoTav, rifiutandosi di tracciare un solco tra chi manifesta e chi tira sassi, vogliono farsi forti del numero, del gruppo. Chiudendo un occhio sulle responsabilità personali e magari anche entrambi gli occhi. Possibile che non capiscano che i violenti danneggiano le meritorie intenzioni dell'intero movimento? Perché così agendo danno implicitamente ragione a quelli che vogliono criminalizzare l'intero movimento NoTav e con quella scusa avere le mani libere per fare i loro sporchi affari, additando tutti loro come violenti e irragionevoli conservatori abbietti al progresso.

Ancora non si vede autocritica all'interno del NoTav, è un peccato. Veramente un peccato che i Notav abbiano deciso di difendere due individui ritenuti colpevoli di atti di violenza non solo da quell'inquisitore spagnolo di Caselli, ma da altri 10 - e si legga bene - 10  magistrati, tra gli uffici di Procura, del giudice delle indagini preliminari e del tribunale dei minori. E adesso altri nove di tre diverse sezioni del tribunale del riesame hanno confermato in pieno l'impianto accusatorio parlando di "devastante e incontenibile violenza collettiva, preventivamente e strategicamente pianificata", e di "configurazione tipicamente sovversiva", insomma non sembra proprio che la Magistratura stavolta abbia "sparato nel mucchio".


La brutta faccenda delle contestazioni a Caselli dimostrano anche un movimento che malgrado la ventennale esperienza non è affatto cresciuto ne maturato una coscienza collettiva minima. Sopratutto si vuole difendere con la forza del gruppo il membro che ha sbagliato. Ma attenzione perché i NoTav così facendo fanno la stessa identica cosa che hanno da sempre fatto i tutori della legge, polizia e carabinieri in primis, quando lo spirito di corpo ha più volte impedito di punire coloro che con una divisa hanno abusato del proprio potere o fatto violenze.
La decisione dei NoTav, ripeto, movimento ormai rodato, con decenni d'esperienza alle spalle, segna una bruttissima pagina dello stesso e mette in cattiva luce anche le buone battaglie.
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