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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Impresentabili, i fatti.
post pubblicato in Notizie, il 30 maggio 2015
Su De Luca pende una condanna in primo grado per un errore amministrativo - su una carta ha sbagliato il ruolo lavorativo di un commissionante -. E' un abuso d'ufficio, ma con quella firma De Luca non ha favorito nessuno, il che è quanto di più lontano ci possa essere da quel che leggete in giro.

De Luca è anche indagato dal 2003 per "concussione continuativa", ma ad oggi quest'ultima non si è mai approdata a dibattimento. Insomma, stando ai fatti non mi pare il mafioso di cui tutti parlano.
Certo, non sarà la personalità più bella che c'è, ma gli italiani hanno votato persone peggiori e assai più impresentabili e in Campania c'è di molto peggio anche nelle prossime elezioni. Ecco perché, De Luca avendo solo una condanna per abuso d'ufficio, ma non riguardante un danno erariale per lo Stato e le istituzioni è per il codice di autoregolamentazione del Pd (e di tutti gli altri partiti) è candidabile. E' impresentabile però per la commissione presieduta da Rosy Bindi. Il M5S non ha codici quindi potrebbe pure paradossalmente candidarlo, per dire.

Ne parliamo da lunedì su Fuori Tempi.

Comunque una cosa ve la anticipo, con questo codice scritto e approvato da tutte le forze politiche nella commissione antimafia, prendendo persino in considerazione il solo rinvio a giudizio (non la condanna) per reati contro la PA e mafiosi e affini, salta fuori che gli impresentabili, su cui s'è fatta tutta la campagna elettorale, sono 16 su 4000 candidati. Pochini, no? Meglio così, ma sarebbe meglio ce ne fossero zero.

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permalink | inviato da Pa.P il 30/5/2015 alle 10:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Stategie della tensione
post pubblicato in Notizie, il 30 agosto 2012
Si mi sono preso una bella vacanza dal mio blog, al quale però voglio ancora bene, visto che mi sono ricordato la password per accedere ehehe

Ah, due o tre cose on passantche mi segno qui a mia futura memoria.

La procura di Palermo ha negato fermamente che il contenuto delle intercettazioni tra Mancino e Napolitano trattasse di ciò di cui ha scritto Panorama. Perciò non comprate ne leggete giornalacci.

Napolitano sta facendo la figura che merita, cioè di politico poco trasparente, quale in fondo è. Difendere il suo amico Mancino, ha probabilmente causato l'ennesima guerra lanciata dalla politica contro la magistratura, ma sopratutto parte della verità sull'accordo tra Stato e Mafia.

Che poi non è stato un accordo tra Stato o Istituzioni e Mafia; è stato ed è (perché secondo me c'è ancora) un accordo tra parti delle Istituzioni, alcuni uomini dello Stato e sopratutto alcuni partiti - ma non tutti - con la Mafia.
Ricordiamoci che l'accordo tra Stato e Mafia è precedente e di molto al 92 -94, e risale almeno alla controversa strage di Portella della Ginestra; e alla ormai comprovatissima alleanza tra Mafia e Alleati (leggi americani e inglesi) per sbarcare in Sicilia, in un ottica anti - fascista.
Gli accordi segreti tra Stato italiano e Nato sono ancora al centro negli anni successivi sopratutto per quello che riguarda quella gigantesca opera anticomunista e pro atlantica che tutti i governi Dc e affini misero in atto, partendo dalla protezione del braccio armato finanziato dalla Cia che era lo Stay Behind, in Italia Gladio, un esercito segreto pronto a combattere in caso di attacco Sovietico in realtà Gladio attaccò gli italiani ed è certamente al centro di molte altre vicende, come le stragi di Stato, volute e orchestrate anche con il contributo della criminalità organizzata nonché della sovversione di destra - fascista dei Nar, di Ordine Nuovo eccetera contro tutti quegli italiani che potessero in qualche modo ricondurre le loro idee politiche al progressismo.
Ma la guerra fredda, che in Italia nacque molto prima che altrove, era qualcosa di più ampio: tacciare, ridicolizzare, sabotare il PCI con ogni mezzo anche con l'omicidio e perché no anche con le stragi di innocenti. Infatti la Strategia della tensione a questo servì, e funzionò benissimo - servì a impaurire gli italiani e a farli voltare e votare a destra. Così fu.
E oggi che siamo profondamente filo americani, tanto da importare da là anche la destra antiaborto, anti welfare state e la dieta a base di patatine fritte e cheese burger e cancellare la nostra dieta (che è la migliore e la più sana); queste cose sembrano un ricordo di un passato lontano. ma non è così. L'abbraccio mortale tra lo Stato, o meglio tra parti dello Stato, quelle anticomuniste, ieri come oggi, con Cia prima e Nato poi, con Mafia e con i fascisti, hanno da sempre impedito un pieno sviluppo democratico del nostro paese.

E poi ci lamentiamo che viviamo in una repubblica delle banane....


Altro appunto al volo:
Carbonsulcis e minatori.
Io ho fama di uno che sta dalla parte dei lavoratori, ma stavolta la vertenza e la loro lotta non mi convince. I minatori hanno si raggiunto l'attenzione nazionale, ma a costo di minacciare atti estremi (farsi saltare in aria) e tagliarsi i polsi in diretta tv.

No, io così non ci sto. La vita è più importante del nostro lavoro e IL NOSTRO LAVORO NON E' LA NOSTRA VITA. Vita che vale di più di uno stupido lavoro con il cui ridicolo stipendio ci sfamiamo e sfamiamo la famiglia. Bisogna tornare indietro prima che sia troppo tardi, prima che la prossima volta qualcun altro decida veramente di togliersi la vita per attirare l'attenzione sul fatto che sta perdendo il lavoro.

E se ci pensate bene, le delocalizzazioni che ci rubano il lavoro e quindi il sostentamento, cosa sono se non la nuova Strategia della Tensione?
"I governi hanno distrutto il lavoro di Borsellino e Falcone. La speranza è nei giovani".
post pubblicato in Notizie, il 6 giugno 2012

La mafia voi non la vedete, perché non siete nati come me nel quartiere della Calza a Palermo, ma la mafia c'è anche in una regione ricca come l'Emilia Romagna. Voi i morti ammazzati per mafia non li vedete, non vedete il loro sangue che scorre da sotto a lenzuoli bianchi stesi per terra, ma ci sono! Sono gli operai morti nei capannoni costruiti male, sono le persone che perdono il lavoro perché la loro azienda è stata comprata con capitali illeciti e la produzione delocalizzata, qui i danni dell'economia mafiosa li vedrete quando sarà il momento di ricostruire dopo il terremoto. Allora forte sarà il tentativo delle cosche di impadronirsi degli appalti, forte sarà la tentazione degli imprenditori di permettere la penetrazione di capitali mafiosi”.

Salvatore Borsellino parla così del terremoto che sta scuotendo l'Emilia. L'ho ascoltarlo a Modena, ieri sera. Mi aspettavo i soliti discorsi, invece ho appreso molto di più di ciò che immaginassi. Quanto mai significativo anche il luogo: il Baluardo di Modena infatti è stato la prigione di un grande eroe italiano, Ciro Menotti, che dalla sua cella fu portato al patibolo il 26 maggio 1831. Ora è una discoteca. Da luogo storico a tempio del consumo e divertimento: vera e propria metafora di cosa sia diventato questo Paese. Menotti al pari di Paolo Borsellino è diventato solo un icona, un nome nei libri di scuola. Spesso si vuole ricoprire di retorica la figura di Borsellino e di tanti altri, con l'intento di far dimenticare il loro insegnamento, sopratutto la loro dedizione e il dono di se stessi per il bene del Paese e dello Stato.

Salvatore Borsellino è un vero fiume in piena di concetti, parole evocative, collegamenti, fatti e nomi; ma a dispetto dei suoi 70 anni non è mai tedioso, mai noioso. Inizia subito spiazzandoti: "Avevo perso la speranza. Non ero in grado di distinguere le Istituzioni dagli uomini delle Istituzioni, un grave errore che Paolo non ha mai commesso, perché lui aveva un forte senso dello Stato. Nei primi 5 anni dalla sua morte, infatti, ho molto parlato del suo lavoro della sua figura, della sua scomparsa, perché questa era una volontà di Paolo. La nostra famiglia si è messa a diffondere il suo messaggio. Parlavo con la speranza che i misteri legati alla strage di via D'Amelio e alla strage di Capaci e tutte le stragi del biennio '92 -93 potessero trovare una spiegazione, che si potessero trovare i mandanti morali e politici di quel sangue. Poi persi la speranza. Avevo perso la speranza vedendo che questo nostro Paese veniva governato da forze politiche che ritengo colpevoli della morte di Paolo. Poi ho ricominciato a parlare, ma per rabbia, - una rabbia fredda e lucida si direbbe ascoltandolo -. Ora la rabbia ha lasciato il posto di nuovo alla speranza. Sono stati i ragazzi che... 

Leggi il seguito su http://www.ilbolognino.info

Nel solco della tradizione (sbagliata tradizione)
post pubblicato in diario, il 12 gennaio 2012
Pessima giornata oggi per la libertà e per i cittadini. Prima un Parlamento di non eletti impedisce il sacrosanto arresto di Cosentino, poi la Consulta da il colpo di spugna ai referendum per cambiare la legge elettorale. Direi che le 2 si tengono: se avessimo una legge elettorale seria, avremmo anche un Parlamento rappresentativo, che non salva mafiosi.

In realtà entrambe le decisioni non mi stupiscono affatto.

La Corte Costituzionale o detta impropriamente consulta, ha continuato sulla sua falsa riga che è quella che ha sempre utilzzato: non si possono cambiare le regole del gioco politico con una decisione di natura referendaria, cioè con la democrazia diretta. Anche in passato era già accaduto qualcosa di simile. L'unica volta che la CC si è pronunciata in modo innovativo è stato nei referendum di Segni del 1993. Ma si sa, quella era la fine politica di un epoca, che andava dalla nascita della repubblica alla caduta dei partiti di massa, avvenuta grazie a Tangentopoli e alla Caduta del muro di Berlino, proprio in quegli anni.

Cosentino è stato salvato. Sai che novità! La mafia d'altronde, non esisterebbe, se lo Stato, in tutte le sue espressioni di potere e di politica avesse veramente voluto cancellarla. La mafia, sopratutto nel mezzogiorno si nutre del rapporto simbiotico con grandi parti del sistema rappresentativo politico e con l'amministrazione. Una decisione simile perciò è, coome quella precedente, nel solco della tradizione - purtroppo.




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permalink | inviato da Pa.P il 12/1/2012 alle 16:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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