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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Voglio una tregua
post pubblicato in diario, il 10 gennaio 2018
E' proprio vero che le cose che ci fanno più male le riceviamo da chi vogliamo bene, anche senza volerlo. Oggi mi sono sentito dire che per fare qualche soldo potrei accettare anche di fare l'operaio o qualsiasi altro lavoro. Soltanto che io ho investito gli anni più belli della mia giovinezza per cercare di ottenere qualcosa di più del lavoro di mio padre, che rispetto, ma che non fa per me.
Non è questione di essere altezzosi, ho alle spalle più di 10 anni di gavetta e di precarietà quella vera, non quella del Jobs Act con tutti i diritti e con un contratto in tasca. Quindi forse capirete che sono un po sensibile su alcuni argomenti. A quanto pare è proprio chi mi dice di volermi bene che non ha la benché minima sensibilità. 
Terminata la telefonata mi è tornato il nervoso di pochi giorni fa. Per fortuna che la persona che mi ha detto quelle frasi con leggerezza non ce l'avevo davanti, ma a chilometri di distanza. Ero così incazzato da tremare. A sera sono esausto come se avessi lavorato in cava. Ma che ho fatto di così male da trovarmi sempre con persone che non mi capiscono e non riescono nemmeno a tirarmi su il morale quando già ce l'ho a terra?

Forse dovrei fare come mi è stato suggerito, iniziare a lavorare, qualsiasi lavoro sia. Peccato che anche in passato ho provato a propormi per qualsiasi lavoro - commesso, impiegato, venditore eccetera - ma mi hanno rifiutato. La mia vita è una lunga collezione di rifiuti, di piccole sconfitte.
Tutte insieme a volte pesano.
Posso avere una tregua?

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permalink | inviato da Pa.P il 10/1/2018 alle 23:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Problema lavoro fondamentale per le sorti della politica e della democrazia
post pubblicato in Ex Libris, il 20 dicembre 2016
Poletti, Fornero o Sacconi, a quanto pare non possiamo avere dei ministri del lavoro capaci di benché minima empatia nei confronti dei giovani italiani senza lavoro. Ma non è solo carenza di empatia, in questo caso trattasi anche di stupidità politica e non solo un atteggiamento o una frase buttata là con leggerezza: stupidità politica perché questi sono o sono stati ministri del lavoro senza capire che il lavoro, che non c'è, o quando c'è è sfruttato, altalenante fonte comunque di insoddisfazione, è il fronte vero e decisivo su cui si pesano i governi e tutta la loro attività politica al giorno d'oggi. Perché se la politica capisse che il lavoro non è solo un problema dei giovani, ma anche delle loro famiglie e che spesso le persone ti votano contro indipendentemente dai contenuti che proponi perché sentono la politica distante su questo punto, facendoti poi perdere elezioni e referendum, allora forse la musica potrebbe cambiare.
Ma finché il Poletti di turno e il suo Primo Ministro non capiranno che tanti problemi di altri ministeri - esclusione sociale, dipendenze, criminalità, sud e persino terrorismo e persino qualità della democrazia - dipendono direttamente dalla causa che non c'è lavoro o che esso oggi è svilito, non andremo tanto in là e non riusciremo ad amministrare il presente.
Voucher di sinistra. Quando si dice la coerenza
post pubblicato in Notizie, il 11 dicembre 2016
Una delle domande da porsi è, perché un comune come Napoli, governato dalla sinistra - sinistra acerrima nemica dei voucher, a giunta guidata dal neo-Savonarola Luigi De Magistris, usa proprio i voucher per pagare alcuni dipendenti, come spiega oggi sul Corriere del Mezzogiorno, Conti, pres. dell'Anpal?
(Per i distratti: i voucher pre-esistevano al Jobs act)

L'Italia non riparte, per mancanza di prospettiva
post pubblicato in Notizie, il 21 agosto 2015
Dice Manfellotto su L'Espresso che mai come ora l'Italia ha la possibilità di riprendersi dalla (quasi) decennale crisi: c'è liquidità per le aziende, e pure per i cittadini. E' vero.

Infatti il problema della mancanza di ripresa economica è dovuta a una mancanza di investimenti. E gli investimenti sono scarsi non per mancanza di liquidità, ma per mancanza di prospettiva: nessuno vuole spendere/investire sul futuro perché buona parte dei giovani è senza lavoro e sostentamento. Perché anche gli imprenditori, oltre che le famiglie, vedono un tessuto sociale debole, e futura povertà. Ecco perché scelgono di investire all'estero piuttosto che in Italia. Finché non si cancella la precarietà, che blocca il futuro, l'Italia non ripartirà mai.
Si potrebbe riassumere tutto ancora in modo più semplice: " senza prospettiva di lavoro stabile le giovani coppie non fanno figli, non possono comprare casa, stanno attenti a fare ferie - quindi riducono investimenti (casa, figli) e consumi (ferie, spesucce), stessa cosa fanno i loro genitori - che spesso hanno casa e pensioni - per risparmiare per i figli. Gli imprenditori non investono perché vedono che l'economia non si riprende e quindi non ci pensano neanche a fare assunzioni: niente assunzioni significa niente nuovi posti di lavoro, niente stabilità. E il gioco ricomincia.Andatelo a dire, là, ai professoroni di economia.

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permalink | inviato da Pa.P il 21/8/2015 alle 11:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Applications
post pubblicato in diario, il 11 marzo 2015
Spero di trovare presto lavoro stabile per non aver più a che fare con Cv, cover letter - lettere di presentazione, descrizioni di te stesso, interminabili torture di procedure online chiamate "applications".

Non ne posso più.

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permalink | inviato da Pa.P il 11/3/2015 alle 14:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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