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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Legge elettorale delle mie brame
post pubblicato in Notizie, il 9 maggio 2015
La legge elettorale è quella legge, alcuni dicono speciale - ma che nel nostro ordinamento è "ordinaria", cioè cambiabile a maggioranza, che detta le regole per l'elezione dei rappresentanti e per l'elezione (Scelta) del governo. In fin dei conti, in democrazia dovrebbe essere la legge più importante. E' spesso vista come una legge che riguarda l'apparato, e non noi popolo minuto.

Bene, ora scendo dal piedistallo e smetto di spiegare le cose come se fossi un professore. Tuttavia voglio dire la mia sull'Italicum. L'Italicum, cioè l'ultima legge elettorale (sarebbe la quarta) di cui si è dotato l'ordinamento italiano è da molti stata descritta come una legge illiberale e prodromo possibile di un nuovo fascismo.
Dai più lucidi è stata definita "cattiva legge" ma non eversiva. Io, tanto per cambiare, non la penso come loro - pur non essendo un renziano, ne della prima, ne della seconda ora -. L'Italicum è la classica legge elettorale all'italiana in cui si cerca di ottenere risultati tra essi inconciliabili: governabilità e rappresentanza.

Dovete sapere che nel mondo delle leggi elettorali, governabilità (avere una maggioranza certa il giorno dopo le elezioni) e rappresentanza - per come la rappresentanza è pensata in Italia (possibilità per tutti di avere una voce in parlamento) sono due obiettivi di solito mutualmente escludenti, nel mondo fatato delle leggi elettorali.

Le leggi elettorali si dividono in due: maggioritarie ( che puntano alla governabilità) e proporzionali ( che puntano alla rappresentanza di tutte le istanze politiche della Nazione). Poi, si potrebbe dire, ci sono le leggi italiane, che come al solito non sono ne l'una ne l'altra. Le leggi italiane, escludendo la prima legge elettorale, quella proporzionale pura con la quale si elessero i parlamenti dal 46 al 94, sono tutte leggi un po' proporzionali e un po' maggioritarie, ottenendo tutte - Mattarellum, Porcellum e probabilmente Italicum la graziosa doppia sfiga di non permettere piena governabilità, cioè di non fornire una chiara e definita maggioranza, ma non essere neppure pienamente "rappresentative", cioè qualcuno viene sempre escluso e qualcun'altro sovrarappresentato.

Non è questo il caso della legge elettorale inglese, chiamata "Majority", che è un tipo di uninominale secco (un seggio elegge un solo rappresentante) ed è quindi un maggioritario, fortemente anti- rappresentativo. Ma agli inglesi va bene così: il giorno dopo sanno per certo che c'è uno che ha vinto - i conservatori di Cameron in questo caso (di nuovo, e Cameron ha governato male, ma l'economia che tira e il suo anti- europeismo lo hanno aiutato parecchio), mentre pensate un po, il terzo partito (il TERZO!) che ha ragranellato ben il 12% dei consensi ha ottenuto un solo rappresentante. Bene. Ora pensate se una legge così l'avesse fatta Renzi: ci sarebbero state le bombe nelle strade.

L'Italicum ha due brutte cose, incostituzionali (non Anticostituzionali - si dice INcostituzionali!) o almeno, così la consulta le aveva bocciate nel Porcellum, cioè le liste bloccate e i capilista che si possono presentare in più di un collegio. Detto questo, che è il male della legge, viene l'arzigogolato meccanismo. L' Italicum divide l'Italia in un centinaio di collegi - molti- quindi piuttosto piccoli (demograficamente "piccoli), e prevede il voto di lista, non di coalizione. A ogni lista è collegato un capolista e un listino "bloccato", cioè non sceglibile dall'elettore e che l'elettore vota automaticamente nel momento in cui mette una X sul simbolo della lista da lui scelta. Poi poco sotto, sulla scheda elettorale ci sono pure le preferenze. Due. Ora, questo è un altro casino all'Italiana. O si mettono le preferenze, o si mette il listino bloccato, entrambe le cose è come volere la moglie ubriaca e la botte piena. Il sistema produrrà un vincitore sicuro grazie al premio di maggioranza per il partito che dovesse superare il 40% dei voti. Soglia molto alta, se si considera che probabilmente ad oggi nessun partito ce l'ha, ma molto bassa se si considera che c'è chi dice che l'Italicum possa trasformare una minoranza in maggioranza. Effettivamente il 40% non è il 50% + 1, quindi il 40% dei voti si tramutano nel 54% dei seggi. "Ecco, violenza, raggiro, fascismo!!! " - gridano i tanti che sanno per certo non vinceranno mai con questa legge elettorale.

Tuttavia vorrei far notare che qualsiasi legge elettorale trasforma una minoranza in maggioranza. Pensate le elezioni inglesi: il 60% degli aventi diritto è andato a votare. Aventi diritto in Uk sono 35 milioni di persone su 65 milioni di abitanti (sono esclusi, come da noi, alcuni stranieri e gli under 18). Di questo 60%, 10 milioni, corrispondente al 36% dei voti ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi. Questo è per dimostrarvi che non è l'Italicum che trasforma una minoranza in maggioranza, qualunque legge elettorale trasforma una minoranza in maggioranza, altrimenti non si avrebbe MAI una maggioranza!

Bene, e se qualcuno (come è MOLTO probabile) non ottenesse il 40% al primo turno? Niente paura, qui sta la genialità e l'innovazione vera nella legge: c'è il Secondo turno, cioè una nuova tornata elettorale in cui l'elettore sceglie chi tra le due liste più votate debba prendersi l'incarico di esprimere una maggioranza e quindi un governo. LISTE attenzione, non coalizioni. E io, stufo marcio di coalizioni elettorali in cui i soggetti politici si "uniscono" solo per passare a nuttata e raggiungere i seggi in parlamento ne ho piene le tasche. Ben venga la rivoluzione che in Italia è la scelta tra due liste con maggiori voti. Chi ottiene più voti al secondo turno esprime maggioranza e governo.

E' vero che chi avrà la maggioranza potrà scegliersi da solo Capo dello Stato e 3 su 5 giudici della corte costituzionale? NO, è falso. Non nell'Italicum, ma in altre leggi di riforma ad esso collegato si è modificata l'elezione del Presidente della Repubblica e dei giudici Costituzionali. Per entambe queste importanti figure di garanzia sarà necessaria una maggiornanza del 60%. Ben oltre la maggioranza "elettorale" del 54% ottenuta col premio di maggioranza. Ecco che l'Italicum non è più una  legge eversiva. Forse non è una legge perfetta, ma non lo erano neanche il Mattarellum e meno che mai quella schifezza di Porcellum.
  

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permalink | inviato da Pa.P il 9/5/2015 alle 16:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Italicum e italioti
post pubblicato in Notizie, il 30 aprile 2015
Sull'Italicum mi esprimerò compiutamente su Fuori Tempi, ma non penso sia il passo che ci porterà a una nuova dittatura, come agitato dalle opposizioni interne ed esterne al Pd.

Non essendo riuscite a fermare l'Italicum, ora Lega e M5S hanno cambiato obiettivo: l'Italicum non è più il male assoluto, ma non è la priorità del Paese. Mi ricorda la favola della Volpe e l'Uva. La volpe voleva prendere l'uva. Vedendo che non poteva raggiungerla disse che non le interessava più e che era acerba.

(comunque si dice Incostituzionale, e non Anticostituzionale)

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permalink | inviato da Pa.P il 30/4/2015 alle 10:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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