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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Robetta il mondo dei blog...
post pubblicato in diario, il 17 gennaio 2010
Sono molto contento di aver trattato l'ultimo argomento (la tassa per la Siae di Bondi) prima che ne abbiano parlato importanti mezzi di informazione più attendibili del sottoscritto come radio24, corriere della sera (è si perché il corriere stavolta è arrivato un po in ritardo sul pezzo) e altri.
Il mondo dei blog è da scoprire, anche perché come sto facendo io in questo e come fanno molti altrei nei loro rispettivi blog spesso analizzando da un punto di vista diverso le notizie della giornata si possono offrire degli spunti interessanti. Prendete ad esempio il mio post su Google e la Cina. Fior Fior di professoroni, espertoni della Cina e delle nuove tecnologie e nessuno che sia riuscito a dare un interpretazione esaustiva o per lo meno fuori dagli schemi tradizionali come l'ho data io.
Questo volevo scriverlo non tanto per dirvi quanto sono bravo io, ma quanto il mondo della condivisione digitale offra spunti notevoli di approfondimento anche per il mondo del giornalismo tradizionale: tutti abbiamo un cervello (va bene alcuni non lo usano e alcuni sono poco dotati) ma in generale discutere di uno stesso argomento con più persone in genere arricchisce di nuovi significati e inaspettati punti di vista al discussione. Stessa cosa vale per il giornalismo tradizionale e quello che non è giornalismo ma blog di informazione come questo: una vicenda come quella di Google vista da un consumatore ha tutt'altro sapore rispetto a ciò che si può raccogliere da quelle briciole di luoghi comuni che sono certe rubriche "ufficiali" di giornali seri.  La partecipazione e la discussione pubblica "fanno bene" al fruitore della notizia. Comunque la mettiate sono arrivato prima, ma sopratutto almeno ho dato una visione alternativa....e che ci volete fare, sono piccoli insulsi piaceri personali.

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permalink | inviato da Pa.P il 17/1/2010 alle 2:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Nuova strategia di Google: niente più censura in Cina
post pubblicato in Notizie, il 13 gennaio 2010
E' di ieri (oggi riportata sul sito della Repubblica) la notizia veramente innovativa che avrà sicure ripercussioni internazionali sia sul mondo dell'informazione che sulla politica.
Google, il colosso USA più usato motore di ricerca del mondo ha dichiarato di aver cessato l'accordo con le autorità cinesi che prevedeva una totale censura degli argomenti ritenuti scomodi al regime dittatoriale sul celebre motore di ricerca.
Così da oggi i cinesi che usano al versione cinese (che è anche l'unica raggiungibile dai loro pc - quella usa non è e non sarà raggiungibile) di google e cercheranno via Google argomenti come "Dallai lama" "Falun Gong", "libertà" "democrazia" "Tibet" "massacro di Piazza Tienammen" non si troveranno più la pagina "il contenuto da lei cercato "non esiste" o "non raggiungibile" o "parola inesistente..." ma vedranno quanto possono vedere tutti gli altri utenti internet del pianeta.
Questo inevitabilmente provocherà una vera e propria rivoluzione: almeno i cinesi più istruiti, delle città e giovani- i medio borghesi insomma- potranno godere di un informazione meno manipolata e approfondire parti della loro storia recente, colpevolmente censurate dal regime dittatoriale.

Sicuramente il regime correrà ai ripari e vieterà l'uso di Google. Ma illegalmente qualcuno lo userà e gli si aprirà davanti agli occhi un mondo nuovo: più libero, ma anche più vero.

Se pensate che il colosso di Mountain View abbia deciso di fare questa mossa per un pura decisione filantropica o per una innovativa riconversione verso la responsabilità d'azienda siete FUORISTRADA.
Google è un azienda e come tale interessa principalmente il PROFITTO.
Allora come si spiega questa decisione che sicuramente la danneggerà economicamente in Cina?

Per me è una strategia molto intelligente. La pubblicità negativa del fatto che Google censurava i propri contenuti in Cina e in altri paesi sicuramente gli avrà fatto perdere consensi all'interno del mondo internet e quindi utenti e quindi profitti.
Inoltre ricordiamoci sempre che i principali mercati internet sono ancora USA e Europa occidentale, i cui utenti sono poco incline e poco accondiscendenti verso le aziende che censurano.
A mio parere però dietro a tutto ciò non ci sono valutazioni di breve periodo, ma quanto piuttosto una valutazione commerciale di lungo periodo. Lo sviluppo sempre crescente delle tecnologie wireless e wi-max anche in paesi come la Cina rende sempre più complicato da parte delle autorità il controllo totale di tutto il web.
Da ciò la valutazione di Google: non facciamoci fregare il più grande mercato internet del mondo (in prospettiva) da altri motori di ricerca (magari cinesi) che in modo illegale potrebbero decidere di essere totalmente liberi da censura e così indurre gli utenti cinesi ad usare il loro motore di ricerca piuttosto che il motore di ricerca americano Google censurato.

Vista da questo punto di vista la vicenda appare sotto tutt'altra luce: una scommessa che Google ha lanciato agli altri principali motori di ricerca, quello del Mac e ovviamente all'acerrimo nemico Windows Explorer, tuttora aventi pesanti censure (almeno in Cina).

Ad ogni modo le dittature non sopravvivono con una informazione libera, e presto o tardi la grande muraglia dittatoriale cinese verrà distrutta e la libertà fluirà anche in Cina. E' solo questione di generazioni.

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permalink | inviato da Pa.P il 13/1/2010 alle 12:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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