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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Formulette
post pubblicato in diario, il 1 novembre 2016
A Norcia buona parte della città era stata ristrutturata dopo il terremoto dell'Aquila, ora sono comunque macerie. Basta con sta semplificazione inaccettabile della "messa in sicurezza del territorio". Se le case sono in sasso, o solo mattoni col terremoto di media magnitudo, cadono. Allora cosa dobbiamo fare, radere al suolo tutti i centri storici d'Italia e ricostruirli in cemento armato antisismico? E la bellezza poi, che fine fa?
Adoro le persone che con una formuletta "messa in sicurezza del territorio" credono di avere in tasca la soluzione a tutto. Beati voi che credete alle formulette.
Quella "sottile" differenza tra giornalismo e propaganda
post pubblicato in Notizie, il 19 febbraio 2015
L'hashtag lanciato da Grillo #IoNonLeggoRepubblica è ripugnante. NON SI PUO' PRENDERSELA CON LA STAMPA anche se non ci piace, perché la stampa è libertà d'espressione. Il blog di partito invece è pura propaganda. E non intendo solo quello di Beppe Grillo, ma tutti i blog o siti web di partito o associazione sono propaganda.

C'è anche stampa che invece che fare giornalismo fa propaganda politica di parte, da sempre. Il Giornale e Libero per esempio. Per anni hanno pubblicato anche notizie false, più volte sbugiardati anche pubblicamente si sono sempre difesi dietro a un paraculo uso della questione "è un opinione". (un opinione non può essere una menzogna!)

Tuttavia anche nei 17 anni di Impero Berlusca, quando Libero e Giornale picchiavano chi si ribellava unitamente al governo che cancellava dalla tv pubblica i giornalisti scomodi, comunque non c'è mai stata da parte dell'opposizione di allora, la richiesta sottesa all'hashtag di oggi lanciato da Grillo e M5S di zittire un giornale per loro scomodo.

#JeSuisCharlie non vi ha insegnato niente.

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permalink | inviato da Pa.P il 19/2/2015 alle 13:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Non avete capito un... Silvio
post pubblicato in Notizie, il 10 gennaio 2013
Non avete capito niente degli ultimi 20 anni.

Mi sto riferendo a Travaglio, Santoro e quanti hanno guardato stasera l'ennesimo show elettorale del nano tracotante. Fa show elettorali da quando sono un bambino. Il punto però non è la sua vecchiaia o la vetustà della sua politica. E neanche al sua persona.

Il punto che non abbiamo ancora capito dopo 20 anni, è che se gli dai spazio, se crei un programma costruito su di lui, se lo lasci parlare a ruota libera alla fine ha vinto lui. Anche se ne esce con le ossa rotte. Anche se le sciocchezze che dice vengono "smascherate".

Perché l'importante è che si parli di lui, o contro di lui, o per lui, ma lui deve essere al centro dell'attenzione. Così è importante. E' importante e gli diamo più importanza di quella che ha, di quella che ha mai avuto. Ecco perché è un errore politico, intervistarlo. Gli si da sopratutto autorevolezza politica. Quella che non merita e che non ha.
E' un uomo piccolo e il suo posto nella storia è l'oblio.
Non vedo l'ora di potermi permettere il lusso di dimenticarlo, e di dimenticare quel suo linguaggio che ha colonizzato le menti e la comunicazione anche dei suoi avversari.

Perciò stasera mi sono divertito e ho guardato Zucchero e il suo splendido concerto all'Avana. Zucchero Fornaciari è un Italiano che mi fa felice di essere un suo connazionale, un artista di fama e di talento, uno che nella storia della musica ha lasciato un impronta. Uno che ti rende solo felice di sapere che usa l'italiano in giro per il mondo, e quel suo modo molto emiliano di sudare, che è parte, minima parte - ma pur sempre parte - della nostra cultura.

Io meno lo vedo quelllo, e meglio sto. Non voglio sapere che ha detto, che ha fatto, le bischerate che s'è inventato.

Penso, poi da giornalista, e qui chiudo, che il ruolo del giornalista non sia quello di dare il microfono a "quello famoso, quello importante". NO.

Il ruolo del giornalista prevede anche la fondammentale parte di scelta "politica" a monte:
a chi dò voce? A chi se la merita
- dovrebbe essere la risposta - a chi ha qualcosa da dire - questo dovremmo fare e questo dovrebbe essere il nostro ruolo.
I giornalisti non possono fare il megafono o l'asta del microfono.
Non siamo nati per fare gli amplificatori del Potere. E stasera Santoro e Travaglio - pur non volendo - hanno fatto involontariamente i megafoni del Potere.
Io ho preferito la buona musica. Anzi, io preferisco la musica.
Equo compenso
post pubblicato in Notizie, il 3 gennaio 2013
L'equo compenso è finalmente legge! Il difficile sarà applicarla e impedire alla gente di vendersi per 10 € pur di avere la firma sul giornale. Mi aspetto che il sindacato e il dis-ordine dei giornalisti la rivendichi sopratutto in difesa dei precari e dei giovani, e non dei soliti noti.


Dopotutto se i politici che fanno schifo prendono tanti voti e rovinano il paese è grazie a giornali e tv padronali, che hanno forte potere ricattatorio sui loro giornalisti, i quali, incolpati della scarsa qualità del giornalismo, in realtà sono spesso obbligati a fare cattiva informazione, o meglio sarebbe dire, sono obbligati a fare propaganda per gli uni o gli altri. Poi, si certo, ci sono sempre quelli a cui piace fare propaganda e la scambiano per giornalismo, ma questo è un altro discorso...

 
Figli della televisione che intervistano figli di ..
post pubblicato in diario, il 13 giugno 2012
Ok, quasi tutte le menti pensanti in oggi stanno parlando della marchetta di Travaglio a Grillo (l'ennesima!!) tanto smaccate che questo suo nuovo innamoramento per un populista lo ha fatto litigare con Telese, che se n'è andato dal Fatto per fondare un altro quotidiano, come se non ce ne fossero già troppi.

Le non domande di Travaglio a Grillo sono queste:

1. Come te lo immagini, il prossimo Parlamento?
2. I partiti preparano le liste civiche-civetta per sfruttare l’onda
3. Il rischio è che fra qualche mese scavalchiate pure il Pd
4. Il premier può benissimo non essere un parlamentare
5. Vedi mai i dibattiti politici in tv?
6. Napolitano mai incontrato?
7. Non temi qualche polpetta avvelenata? Nei cambi di regime, chi rompe lo status quo rischia
8. I politici hanno cominciato a parlare bene di te
9. Berlusconi ti sta studiando
10. Quando ancora pensavi di costringerli ad autoriformarsi, alcuni politici li hai incontrati
11. Nessun politico ha mai pensato di avvicinarti, cooptarti o anche solo di contattarti?

La tre e la 8 sono talmente leccate di culo da farmi venire il mal di stomaco. 
La tre la quattro, la nove e la dieci non sono domande... sono..boh?

Fabio Chiusi,http://ilnichilista.wordpress.com/2012/06/13/le-11-non-domande-di-travaglio-a-grillo-e-quelle-che-gli-avrei-fatto-io/ ha scritto alcune domande vere che avrebbe fatto lui a Grillo. E che non solo ritengo corrette e condivisibili, ma che avrei fatto anch'io, ne avessi avuto la possibilità. Le copio incollo di seguito: 

1. Come mai nel Non-Statuto del Movimento c’è scritto che si possono iscrivere solamente cittadini italiani, una limitazione che non hanno nemmeno Lega Nord e La Destra?
2. E’ vero che Pizzarotti ha telefonato a Casaleggio per chiedere approvazione per la nomina di Tavolazzi, come ha scoperto il Fatto Quotidiano?
3. Che cosa ci dice quella telefonata – mai smentita – del reale peso di Casaleggio nelle decisioni del Movimento?
4. Come mai parli di Internet come strumento di dialogo diretto con i cittadini, come rottura rispetto alla comunicazione unidirezionale della televisione, e non rispondi mai a nessuno, né su Twitter, né su Facebook, né sul blog?
5. Perché la tua propaganda online dovrebbe essere meno unidirezionale di quella che Berlusconi fece attraverso la televisione?
6. Tu vuoi abolire i partiti. Ma con cosa vorresti sostituirli? Davvero pensi basti riempire il Parlamento di liste civiche e «movimenti di gente perbene» (dai No Tav ai referendari) per governare il Paese?
7. Hai mai pensato che il tuo ideale di democrazia diretta attraverso la rete possa essere irrealistico, per non dire pericoloso? Come si prendono decisioni impopolari, nel futuro che immagini? E chi decide quali sono i principi non negoziabili?
8. Sapresti farmi un esempio di un Paese delle dimensioni dell’Italia governato dall’«iperdemocrazia», o «vera democrazia» di cui parli tu?
9. Se «ognuno vale uno», chi o cosa ti conferisce il diritto di revocare l’utilizzo del simbolo del M5S a chi non rispetti le regole del Non-Statuto, a loro volta indiscutibili pena allontanamento? E come si impedisce, anche solo dal punto di vista teorico, che tu possa gestire questo potere decisionale in modo ricattatorio?
10. Come ti è venuto in mente di dare un ‘Passaparola’ a uno come Willer Bordon?
11. Perché non hai detto una parola sulle esternazioni dell’attivista del M5S Francesco Perra contro i matrimoni gay? Se non le hai sentite, te le ricordo: «A quel punto potremo anche sposarci in tre o col proprio animale».

Domande vere. Infatti Fabio Chiusi, è un bravo giornalista, ma non è in vista come Travaglio ma neanche quanto Telese. 

Ma il fatto vero è il seguente. Travaglio e Telese sono dei veri e propri figli della televisione, del giornalismo "importante" tra virgolette, che non è affatto più importante di quel giornalismo di provincia vero, di chi scopre le notizie, che poi gli stessi sopra citati usano per le loro "inchieste", e nel caso di Travaglio per i suoi arguti monologhi, prima cartacei, poi televisivi, che lo hanno reso così famoso al grande pubblico.
Tuttavia dicevo, loro, ma molti altri, più in generale tutti i giornalisti conosciuti dal grande pubblico, sono tali perché sono stati in tv. Hanno condotto dei programmi tv, ne hanno ideati, o sono intervenuti in tv. Altrimenti al grande pubblico - popolo bue, che non sa usare internet e che si informa solo tramite i tg (diomio!!) non arrivi. Non esisti. 

Quanti conoscono che so Gianni Flamini, Mario Alberighi, Paolo Panerai eil fu Maurizio De Luca ecc.. (solo per citare quelli che mi sono venuti in mente così) : pochi. Eppure sono giornalisti famosissimi (e bravi /competenti) ma non televisivi. Ecco, m'è venuta in mente un solito mio cattivo presagio: non è che tutto questo giornalismo di grido, in realtà è in qualche modo incanalato, quasi "permesso" da chi ha diretto potere di farti diventare famoso o lasciarti nell'oblio, cioè i grandi editori?
Per carità, non sto dicendo che chi è famoso è mediocre e chi non lo è bravo, non è così semplice e non sono mosso da invidia. Però un dubbio m'è venuto. Forse non c'entra niente tutto questo e semplicemente diventano famosi e televisivi (anzi prima televisivi e poi famosi) quelli che riescono a spiccare o a mettersi in luce e perciò il tutto si risolve in un semplice meccanismo di concorrenza, in cui vince chi più piace. Bene. Ma non è che chi più piace, possa essere proprio per questo, molto simile alla massa e perciò veramente poco incisivo nei confronti dei veri poteri? 
Così, era per lanciare un mio dubbio, che è anche una piccola provocazione. Perché è facile, o meglio è più facile cavalcare sempre la stretta attualità, ieri pontificare su Cassano che definisce froci i gay e oggi parlare della non intervista di Travaglio a Grillo e domani chissà, piuttosto che trattare argomenti come la riforma del mercato del lavoro che ci fregherà tutti, o ad esempio quel tentativo orribile di mettere ancora in discussione la 194. Insomma, parliamoci chiaro - almeno qui, su un blog che non conta un cazzo - le vere notizie spesso sono noiose e la gente comune preferisce le beghe, commentare gli scivoloni linguistici, fare come le comari di paese e spettegolare su questo e su quel personaggio, piuttosto che parlare di idee.
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