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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Imprenditori, la mentalità
post pubblicato in diario, il 18 luglio 2013
Oggi ho appreso che per un azienda una delle principali minacce esterne sono le tasse. L'imprenditrice ha detto proprio così e poi l'ha ribadito. Ho dovuto morsicarmi la lingua, anzi triturarmela. Con una mentalità imprenditoriale del genere, dove cazzo volete che vada questo Paese?

Il bello comunque è che me l'ha detto a un corso che sto seguendo, e il corso è finanziato interamente da soldi pubblici, che pagano anche lei. Tutto molto bello, tutto molto italiano.

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permalink | inviato da Pa.P il 18/7/2013 alle 21:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Draghi, Tremonti e i banchieri europei
post pubblicato in Notizie, il 25 giugno 2011
Draghi a capo della Bce. Tremonti che inizia a tagliare gli sprechi invece che tagliare il welfare - ma che sta succedendo? Ci stiamo avvicinando alla fine del mondo come dicevano i Maya?

Se nonostante un governo poco credibile, siamo riusciti a mettere a capo della più importante Istituzione europea - la Bce - Mario Draghi, l'ex governatore della Banca d'Italia, allora, forse, l'Italia potrebbe salvarsi dal vortice distruttivo della speculazione mondiale, che ha tirato dentro a se la Grecia e che avvicina alle sue spire venefiche il Portogallo e lambisce la Spagna indignata.
Almeno lo spero. Sarebbe brutto trovarsi i conti correnti azzerati, gli uffici pubblici che chiudono, i dipendenti pubblici senza stipendio e circa una decina di milioni di disoccupati con uno Stato al collasso. Sarebbe una situazione scomoda per molte famiglie. D'altronde le Istituzioni italiane non se la possono permettere una situzione come quella greca, perché allora si, toccando le pensioni e i redditi di chi finora non è stato sfiorato dalla crisi, i governanti avrebbero buone probabilità di trovarsi travolti dalla sommossa popolare.
Finché sono gli studenti e noi poveri precari a lamentarci e a indignarci contiamo poco o nulla. Ma provate a levare le pensioni da 5000 euro al mese agli ex militari e vi troverete un bel colpo di stato domani mattina.
Ecco perché anche l'alfiere dello spreco, il ministro che pur tagliando i servizi e la scuola riesce a creare debito, sir Tremonti, l'uomo della sventura, ha deciso di darsi una regolata!
Siamo sull'orlo del precipizio, quello che precede di poco il vortice della speculazione mondiale e perciò è venuto il tempo di ridimensionare lo spreco pubblico e partitico. Notevole che sia proprio Tremonti, l'uomo della finanza creativa (ve l'eravate dimenticato vero?) che ha portato l'Italia in un mare di debiti, dal 107% al 125-6% attuale, a iniziare a tagliare dove va tagliato: autoblu, stipendi dei parlamentari, finanziamenti ai partiti, spese di rappresentanza e altri rivoli di spreco.
Per ora sono bazzecole. Ma fra due anni arriverà la stangata micidiale di 40 miliardi di euro. Che sono su per giù 80 mila miliardi di lire. Una cifra che è difficile anche solo immaginare. Perché la finanza pubblica è al collasso già adesso, ma per via della precaria condizione del governo non si può tagliare niente, per ora. Meglio far riprendere aria all'economia e alle famiglie e poi dargli un altra stangata.

Stangata che ovviamente si poteva evitare. Manovra da 40 miliardi che si poteva non fare. Debito pubblico al 126% che ovviamente si poteva calmierare prima che arrivasse a quelle cifre lì. Si poteva fare tagliando da subito gli sprechi vergognosi e ingiustificati della casta, anzi delle caste. Si poteva fare se si fosse continuato con il piano di risanamento di Prodi -Padoa Schioppa (pace all'anima sua). Tra due anni tutti ci saremo scordati della situazione di partenza: Prodi lascio una bilancia pubblica positiva: zero deficit, debito decrescente (!!), plitica dei redditi responsabile e sopratutto vera lotta all'evasione fiscale.
Qualcuno ricorda quale fu una delle prime azioni di questo governo? Hanno tolto i controlli fiscali di Visco e Padoa Schioppa. Tutti se ne sono già dimenticati, io no.
Se si continuava a tenere buoni gli spreconi e a punire chi evadeva, a quest'ora malgrado la crisi sono sicuro, certo che non saremo in una situzione di cacca come quella nella quale ci troviamo oggi.

Però a tutti piace Tremonti. Il professore competente lo chiamano. Quello che ci ha coperto di debiti tagliato i soldi alle scuole pubbliche e li ha dati per le missioni militari all'estero e alle scuole private (leggi ai preti). Siamo nelle mani di Tremonti, nelle sue mani bucate. La responsabilità che pende sulla sua testa è enorme. Se Silvio non la pianta col bunga bunga che è costosissimo, Tremonti sarà costretto a tagliare anche quello. Ma riusciranno i nostri a non farsi mangiare vivi dalla speculazione internazionale? Riuscirà l'Ue a sopravvivere alle previste mazzate all'orizzonte cioè salvare la Grecia e il Portogallo e non farsi comprare dalla Cina? L'eversione globalizzata della finanza internazionale funziona così: gli stessi che sono stati causa della recente crisi mondilae grazie ai loro intrallazzi con i titoli tossici, sono anche gli stessi che controllano le "agenzie di rating" - queste neo-Istituzioni private transnazionali governate da banchieri e quindi da poteri occulti che tramite i loro "voti" decidono della vita o della morte degli Stari del mondo, come faceva Cesare con i gladiatori nell'arena. La moneta Ue e qundi la metà delle politiche economiche disponibili per gli stati membri (cioè le politiche monetarie) sono ormai esclusiva di un altra struttura - Istituzione non democratica perché non eletta: la Bce.
Così Moodys (agenzia di rating) ci ha "declassato" - cioè ha guardato l'Italia e ha deciso che può essere data in pasto alla speculazione mondiale. Tuttavia per tutta risposta i poteri forti italiani sono risciti a piazzare a capo della più importante istituzione europea (che non è democratica ma plutocratica) la Bce, il loro uomo.
Riuscirà Draghi a tenere lontano i draghi della speculazione e a salvarci il sedere? E quanto ci costerà in termini di sacrifici personali la politica economica dissennata di Tremonti e di questo governo?
Lo sapremo solo vivendo. O meglio, lo scopriremo nei prossimi anni.
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