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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Complottisti e l'energia pulita
post pubblicato in Notizie, il 11 novembre 2013
Non credete all'idea che sia tutto un complotto e che le grandi innovazioni che possono salvare il pianeta sono già state inventate, ma qualche grande bastardo non le rende disponibili a tutti per puro interesse.
Sono fesserie né belle né buone.

L'auto ibrida ed elettrica c'è già ma la batterie, quando saranno da smaltire saranno l'equivalente della "bomba atomica"(sono ironico), tanti sono i minerali e i composti chimici che ci sono dentro. Stesso discorso vale per i magnifici pannelli fotovoltaici, delle vere e proprie bombe ecologiche. Il bello verrà fra vent'anni quando dovremo smaltirli. Speriamo che per allora avremo la tecnologia per smaltirli, oggi non c'è.

Come dite? L'idrogeno? L'idrogeno si può produrre con l'elettrolisi in laboratorio, ma è lungi dall'essere utilizzato come energia veramente competitiva, primo perché l'acqua si può distruggere chimicamente, ma ops.. non siamo ancora capaci di produrla chimicamente ed è una certa quantità sul pianeta terra, finita la quale, niente più acqua niente più vita. L'idrogeno non è neanche utilizzabile come combustibile, o almeno non ancora, semplicemente perché l'energia che impiego per produrlo è una volta e mezzo l'energia che ottengo dal bruciarlo a fine ciclo.

Migliaia di ricercatori, superfinanziati in tutto il mondo ci stanno ragionando sopra e ancora una soluzione non c'è. Almeno che non crediate che sia tutto semplice come nei video di Youtube e Beppe Grillo. Le informazioni, non sono "formazioni" - prima di informarsi è meglio sapere, e se non si sa è bene studiare. Tutto non si può sapere, direte voi - e c'avete ragione - e allora vi esorto a cercare informazioni da siti internet e pubblicazioni scientifiche comprovate anche divulgative. Non da blog di comici falliti o da siti internet che pubblicano video autoprodotti.

Quindi signori e signori, prima di fare i populisti e gli scienziati da due soldi, è bene studiare, e molto, e non credere alle fesserie di internette.

E poi con tutto quello che verrebbe remunerata, pensate davvero che qualcuno possa tenersi in tasca il brevetto di una nuova tecnologia per la produzione di energia sostenibile e pulita? Con tutti i miliardi che potrebbe farci?

Detto questo, energie meno impattanti ce ne sono in giro - tipo l'eolico o il geotermico, o il metano per le auto - ma l'energia pulita al 100% non esiste, non c'è o non è stata ancora inventata.

O meglio, una energia pulita c'è, è l'energia generata dai nostri muscoli. Fatevi una salutare scampagnata in bicicletta se potete, e dimenticate i videi populisti e le sparate che leggete in giro, è un consiglio gratuito.

Anteprima Fuori Tempi - Enrico Mattei
post pubblicato in diario, il 27 ottobre 2012
Lunedì una nuova puntata del mio podcast di approfondimento settimanale Fuori Tempi che potete ascoltare anche dalla pagina de Il Bolognino, parlerò ovviamente della condanna a Silvio Berlusconi e della portata storica di tutto ciò nonostante il nano non finirà mai in prigione. Parlerò anche delle imminenti elezioni presidenziali Usa e di tanto altro, ma oggi è l'anniversario, i 50 anni dalla morte di   Enrico Mattei, presidente dell'Eni.
Parlerlò anche di Mattei, chi fu e perché probabilmente venne ucciso. Scomodo alla politica della Guerra Fredda e alle multinazionali americane e Gb del petrolio. Mattei cercava la via per assicurare all'Italia l'indipendeza energetica.

Eccovi l'anticipazione, e buon weekend blogger del cannocchiale!

http://soundcloud.com/paolo-perini/anteprima-fuori-tempi-enrico

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permalink | inviato da Pa.P il 27/10/2012 alle 13:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
La lezione indigesta dei referendum
post pubblicato in Notizie, il 16 giugno 2011
A quorum superato, a soli 3 giorni dallo spoglio di uno storico referendum vinto dalla società civile, la notizia non è più up to date. Tuttavia dopo la sbornia di festeggiamenti ci siamo già dimenticati il significato profondo della battaglia che tutti insieme abbiamo vinto con la partecipazione e con il passaparola.

Le valutazioni non andrebbero MAI fatte a caldo. Invece ho letto inevitabili fiumi di inchiostro, anche digitale, ed era tuttavia inevitabile che questo accadesse. Ma la vera sfida nasce d'ora in poi. Far rispettare il senso dei referendum sarà, paradossalmente, difficile quanto portare le persone alle urne e forse anche peggio.

I quesiti sull'acqua in realtà non riguardavano solo l'acqua ma la gestione di tutti i servizi pubblici municipali, ma pare che ce ne siamo scordati. Consentriamoci anche solo sulla risorsa acqua. L'acqua è gestita a livello locale da una miriade di diversi tipi di società, ma prevalgono le municipalizzate - cioè società a scopo di lucro (s.p.a) a maggioranza pubblica. Sono un vero e proprio mostro bicefalo e un'assurdità resa realtà. Anche se a maggioranza pubblica, le varie spa hanno gestito l'acqua pressoche come delle comuni aziende private: investimenti all'osso, grande pubblicità e marketing, aumenti ingiustificati in bolletta alla faccia dei massimali consentiti dagli Ato e sopratutto nessun tipo di gestione condivisa della risorsa ma accentramento verticistico di stile aziendalistico.

I risultati delle attuali gestioni sono evidenti: nel meridione d'Italia si prelevano 200 litri d'acqua per riuscire a distribuirne all'utente finale solo 100. Un po meglio la sitauzione al centro e al nord, ma gli acquedotti e le condutture sono colabrodi. L'acqua del sindaco costa ancora relativamente poco, ma non dove la gestione è passata in mano alle multinazionali come ad Latina e ad Aprilia, dove la vicenda di Acqualatina ha mostrato il lato peggiore della medaglia del privato.
In compenso si permette alle aziende di acque minerali di prelevare a canoni ridicoli la preziosa risorsa. Le acque minerali ringraziano e fanno profitti multimiliardari anche grazie agli italiani che pensano che l'acqua in bottiglia sia "più buona".

Tutte queste carenze hanno spinto molti al voto. Ma il senso del voto finora è stato eluso.
I referendum hanno stabilito una volta per tutte che l'acqua non è un bene commerciale, ma un bene pubblico e che non può essere gestita da aziende come Hera, per esempio, che sono nate per fare profitti - sono delle spa -.

Il 3° quesito ha posto un freno al ritorno al nucleare in Italia, per la seconda volta, e spero per l'ultima.
Il 4° quesito, quello di cui nessuno osava parlare durante la campagna referendaria, per non rischiare politicizzare troppo i referendum e rischiare in questo modo di allontare da essi le persone di destra mettendo a repentaglio il raggiungimento del quorum, è stato inaspettatamente votato quanto gli altri quesiti. Dimostrando che con un risicato 4,5% dei voti con No, anche buona parte degli elettori di destra recatisi ai referendum hanno detto Si all'abrogazione del Legittimo impedimento per il loro amato Premier e i ministri.
Premesso e ammesso che è giusto non strumentalizzare i referendum per fini politici, come invece da subito hanno fatto Pd e Sel, in una democrazia "normale" sarebbe evidente che ad essere stata bocciata dai referndum è la linea politica del governo su due delle maggiori emergenze mondiali: energia e acqua. In realtà, ad una più attenta analisi, la vittoria è stata della società civile non solo sui partiti di governo ma anche su chi per primo ha inteso in un ottica liberista, privatizzare o "liberalizzare" i servizi pubblici, cioè il Pd. Propio il Pd ora in Emilia è in grave difficoltà: vuole proteggere i profitti di Hera ma si è speso molto proprio per cancellare questi profitti tramite il Si al 2° quesito. Come al solito il più grande partito progressista italiano disvela la sua doppia faccia. I principali partiti italiani, tra cui il Pd, al di là del riferimento idealistico destra/sinistra, sono tutti culturalmente liberisti: Pd al pari di Pdl, Idv come Udc. Anche la Lega è pronta a sedere nei consigli di amministrazione. Gli stessi uomini di partito che poi vanno ad occupare le cariche nelle municipalizzate sono liberisti che però non accettano il rischo d'impresa e investono solo dove il profitto è previsto dalla legge.

In una democarazia degna di questo nome il volere dei cittadini vale di più dei contratti stipultati ex ante e vale molto di più anche del volere dei partiti.

Il risultato dei referendum è inequivocabile: la maggioranza degli italiani (degli elettori italiani - di tutti gli elettori italiani) NON VUOLE LA PRIVATIZZAZIONE dei SERVIZI PUBBLICI essenziali. Non vuole che la legge sia più uguale per qualcuno, e non vuole il ritorno al nucleare.

Gli italiani si sono espressi e i partiti, senza addurre scuse come contratti già in essere da rispettare, devono innanzi tutto rispettare il volere dei cittadini. La logica che togliere la percentuale di dividendi agli azionisti di Hera (e altre società simili) blocca gli investimenti è assurda: se gli azionisti investono solo dove non hanno rischio d'impresa è un sottrarsi alle logiche stesse del Capitalismo.

Troppo facile fare profitto garantito dallo Stato. Scegliete: o liberismo puro o beni comuni! Anzi, hanno già scelto per voi gli italiani: che BENI COMUNI siano!


Salve, sono il Governo
post pubblicato in diario, il 27 aprile 2011

Salve sono il governo.

Si sono il governo, quello tutt'ora in carica e parlo come una sola persona. Avete capito bene.

Sono una personificazione del governo e come tale mi sono impadronito di Paolo. Oggi ho requisito le sue membra, le sue capacità intellettive e questo spazio, in cui parlerò liberamente di quella gran magagna che è per me la questione referendum. Tanto questo spazio non è poi così importante quindi posso sfogarmi qui, senza rischiare di svegliare le coscienze sopite.

Sono il vostro beneamato governo Berlusconi IV e così per fregiarmi un po delle mie enormi capacità manipolatorie vi faccio un sunto delle miei ultime prodezze. Ho fatto le seguenti mosse, tutte incentrate a raggiungere il mio obiettivo primario, la mia salvezza: Primo - reintroduco la possibilità di fare centrali nucleari in barba al Referendum che c'è già stato (PERCHE' GLIE LO HANNO LASCIATO FARE???) con lo scopo di distribuire un po di soldi alle clientele e riprendere il consenso perduto degli imprenditori e degli industriali. Secondo: - Come al solito c'è il doppio gioco: se reintroduco il nucleare ammazzo sul nascere la crescente economia verde, di sinistra, fricchettona e sopratutto poco controllabile dal centro e dai grandi gruppi imprenditoriali che io come Governo in qualche modo posso controllare. Terzo: - c'è anche il triplo gioco: se si parla di nucleare, non si parla delle altre schifezze ambientali e che sto facendo. E sopratutto in pochi sono impegnati a seguire i processi sulle stragi del 93 che potrebbero essermi scomode. Sono anni che attuo questa sagace tattica diversiva: faccio parlare tutti delle leggi ad Silvium che faccio così si distraggono e perdono di vista tutte le altre nefandezze che porta avanti per farla passare liscia alla classe imprenditrice e ai colletti bianchi. E poi quelle coglione delle tute blu finiscono pure per votare per me. La mia amica Classe Politica li ha convinti che nella vita l'importante è Avere, non essere.
Poi però alcune cose sono andate storte. Stavolta gli italiani si sono svegliati dal potente torpore anestetico a cui la mia amica Classe politica (ed economica) li ha abituati con le nostre televisioni con il gossip & calcio e si sono organizzati: hanno raccolto firme si sono mobilitati in comitati, e hanno promosso dei referendum che per me, per il Governo, potrebbe essere il colpo di grazia se questi maledetti referendum raggiungessero il quorum. Anche la mia compagna Classe politica ne risentirebbe assai: i suoi amici del Pd e delle municipalizzate perderebbero un sacco di soldi con la ri - publicizzazione dell'acqua. Magari una ri pubblicizzazione come quella che hanno in mente i comitati referendari, partecipata e di comunità. Niente più appalti miliardari da distribuire agli amici imprenditori. E senza nucleare potremo fare una figuraccia clamorosa, sia io sia la mia amica, con i nostri amici industriali e con i francesi! Con il si al Referendum (brr.. questa parola mi mette i brividi) sul legittimo impedimento poi, Berlusconi, il nostro caro Presidente, il mio protetto, potrebbe essere di nuovo nei guai con quella Magistratura che è ancora l'unico potere che non è totalmente chino al nostro volere.

Intendiamoci, io e la mia amica Classe politica siamo potentissimi. Controlliamo tutti i poteri di quella cosa fantomatica che continuano a chiamare Stato. Controlliamo il Parlamento, anzi, io, Governo, sono sua diretta emanazione. Controllo anzi, sono amico, anche di buona parte dell'opposizione, con la quale mi ritrovo sempre più spesso a discorrere nei salotti buoni dell'Aspen Institute e co. Ma non ditelo a popolino che crede ancora che il Parlamento sia sovrano e che in esso ci siano ancora “destra” e “sinistra”. Comunque controllo efficacemente anche gli altri di controllo: Napolitano è convinto che tutto si aggiusterà e crede di potermi imbrigliare con la Costituzione ma non ha capito che io faccio di tutto per renderla carta straccia. Per non parlare poi della stampa. Che libera non è mai stata perché almeno quella che conta ha come editori le stesse facce che poi incontro nei salotti di cui sopra. L'unico potere che ancora sfugge al mio controllo e al controllo della mia amica Classe politica sono questi magistrati. Ad ogni modo ho convinto popolino che siano di “sinistra” e anzi addirittura brigatisti.
Comunque, dicevamo, c'ho questa grana degli incombenti Referendum. La democrazia diretta!! Il mio spauracchio più grande! Come fai a controllare la gente se poi quella si fa la politica da sola.... allora che fare? Semplice! Tento di cancellare i referendum.

Ho o non ho un folto stormo di avvocati giuristi tra i miei? Si. Metà parlamento è fatto da avvocati che difendono Silvio più che i cittadini. E infatti ho tolto di mezzo il dl che parlava del ritorno al nucleare. Lo posticipo di un anno così quei rompiballe che hanno raccolto le firme rimarranno a bocca asciutta. E l'anno prossimo dovranno ri prendere le firme. Sai che sbattimento? In questo modo ho buone possibilità che così le centrali le faccio davvero - o per lo meno, che è più importante - riesco a stanziare i soldi che non ci sono per distribuirli agli amici. Poi a quel pirla del Presidente che parla sempre a mio nome è scappato detto che l'abbiamo fatto apposta... si sa, è anziano.. .ogni tanto tra le tante menzogne gli scappa anche la verità... Ora spero che la palla non torni a quei bacchettoni rompi anima dei giudici Costituzionali. Solo tre di loro sono miei fidati alleati, sono anche andati a cena dal mio protetto. Gli altri sono ancora troppo autonomi. Potrebbero addirittura darmi torto e far celebrare lo stesso questi referendum. E potrei addirittura perderli questi referendum se la gente andrà a votare il 12 e 13 giugno!!!

Non sia mai! Io governo non lo voglio nemmeno pensarci a questa possibilità!
E neanche la mia socia Classe Politica vuole pensarlo! Sai che smacco! I cittadini che tornano ad essere cittadini e rivendicano i loro diritti! E si mettono loro a decidere del loro futuro.. e poi chi li ferma più? Per la mia amica Classe Politica non sarebbe impossibile poi tornare a fare il Suo teatrino alla Ballarò e promettere a quelli là mari e monti e riuscire a farsi rieleggere anche se dentro ha degli inquisiti, degli incapaci o dei corrotti.

L'importante è che nessuno si accorga che per me i Referendum sono più letali delle amministrative. Perché un voto slegato dalle logiche partitiche è un giudizio molto più netto che semplici elezioni locali. L'importante è che io e la mia amica Classe Politica possiamo continuare a fare il nostro comodo. Spero che i bravi italianelli se ne vadano al mare il 12 e il 13 giugno e che continuino a farsi infinocchiare da noi due. E spero che i giudici costituzionali non facciano il loro dovere e che le miei pressioni su di loro non facciano dare il via libera ai Referendum. Referendum...brrrr solo la parola mi fa venire i brividi!!


Respiro
post pubblicato in Ex Libris, il 7 dicembre 2010


Respiro tossico nelle strade

respiro nuvole quando sogno

respiro libertà quando corro

respiro poco per vivere molto

respiro compromesso immorale e questo mi fa male

respiro grigio e mediocrità

vorrei respirare verità

respiro poco in città

vorrei respirare solidarietà

felicità!


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permalink | inviato da Pa.P il 7/12/2010 alle 22:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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