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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Supercoppa in Arabia e il trade-off tra diritti e affari
post pubblicato in Notizie, il 3 gennaio 2019
E fu così che grazie alla Supercoppa di calcio, le femministe e le donne italiane scoprirono che l'Arabia Saudita è una sorta di teocrazia, e là le donne non possono nemmeno accedere agli stadi. Si leva quindi il grido di andare a giocare altrove - ma gli affari sono affari e la Lega di Serie A ha scelto di accettare l'offerta dell'Arabia Saudita per una questione di vile denaro (si chiama capitalismo, ci fa comodo ma a volte ci indigna).

Mi si permettano un paio di considerazioni: 1) la condizione della donna in A.S non è certo una novità e 2) sarebbe ora di smetterla di indignarsi a temi alterni. Non è che l'A.S. ci piace quando è un partner strategico per il petrolio, mentre per come tratta le donne negli stadi non va più bene. O si accetta di fare affari sempre e comunque con l'Arabia Saudita ignorando il fatto che è un orribile dittatura fondamentalista (come abbiamo sempre fatto), o si sceglie di essere radicalmente democratici (e coerenti) e quindi di boicottare l'A.S. e tutti gli altri Paesi che hanno scarsi diritti umani e civili per ogni tipo di business, ad esempio non comprandone il petrolio. La strada radical-democratica però implica anche isolarsi dal resto della comunità internazionale: l'Arabia Saudita è il principale alleato USA (dopo Israele) in MO, ed è un grande alleato NATO in MO (ed è per questo che gli vendiamo gli armamenti). Se gli vendiamo le armi e compriamo petrolio, perché non dovremmo usare un loro stadio per una partita?
Eppur si muove
post pubblicato in diario, il 9 ottobre 2016
In Settembre siamo finalmente riusciti ad andare dai cugini lontani d'Abruzzo. Abbiamo viaggiato bene e comodi sui famigerati treni Trenitalia, pagando una cifra accettabile e sopratutto con l'alta velocità. Abbiamo viaggiato sopratutto sulla tratta che più di altre aveva acceso le polemiche sulla presunta distruzione naturale causata dalla TAV (- che poi altro non è che l'alta velocità che ora congiunge il nord col sud), quella attraversa buona parte della pianura padana e poi buca gli appennini toscano emiliani, per continuare in direzione sud, verso Roma. 
E ho pensato che solo 10 anni fa ci avremo messo il doppio del tempo, rendendo impossibile fare il tutto in due giorni. 6 ore di viaggio dal nord del paese all'abruzzo è oggi una realtà ed è anche un viaggio affrontabile in una giornata. E penso a me stesso di qualche anno fa, molto critico nei confronti dell'Alta velocità, sopratutto per i costi e per la necessità di queste grandi opere.
Da viaggiatore ho cambiato opinione. Se penso quanto tempo e quanto maggiore inquinamento avremmo fatto viaggiando in auto, ritengo la TAV, o anche Alta Velocità, come vi pare, un piccolo grande passo in avanti per il nostro Paese, stretto e lungo e geograficamente complicato.

Essere coerente con me stesso, in fondo lo sono sempre stato: la scelta non può essere mai bianco o nero: TAV si o TAV no, piuttosto ritengo e ritenevo che dove serve ci metto un enorme SI, e dove non serve - per carenza di traffico, per caratteristica della tratta, ecc - dico anche no.

Poi l'amico di mio padre, un calabrese che vive qui nell'estremo nord est da una vita, e che "scende", torna nella sua terra d'origine tutte le estati, racconta a mio padre, che qualcosa anche in Calabria è cambiato. Ed è cambiato in questi ultimi due anni, anzi se n'è accorto quest'estate. Finalmente la Salerno Reggio Calabria è stata completata! 
Strano, non ne ha parlato nessuno. Con tutta l'informazione di parte, e pro governo, strano, stranissimo, che nessuno abbia rivendicato questo importantissimo traguardo per il meridione. Insomma l'autostrada che per essere completata - o carrabile, diciamo - c'ha messo dieci volte il tempo della costruzione della Piramide di Cheope, oggi è una realtà. La situazione è assai migliorata diceva R. a mio padre. Pochi lavori, e scorrevole, curve meno pericolose.
R. afferma di aver risparmiato circa 1 ora e mezzo di tempo. Non male.

Poco prima dell'estate ho visto che il governo ha detto che faceva i diritti civili per i gay, ma anche per gli etero, che vogliono un unione civile che permetta tutta una serie di diritti, ma senza il vincolo, anche religioso del matrimonio. Vabbé un altra promessa, su questa poi, Prodi fallì due volte. Renzi l'ha portata avanti e oggi due persone, indipendentemente dal sesso possono unirsi davanti alla legge e hanno molti diritti in più di ieri. Insomma ha promesso e poi mantenuto. (!!)

Il Bisagno a Genova è stato regimentato, e i lavori sono partiti, e dicono - tra poco anche finiti, giusto in tempo per le consuete piogge intense di questo periodo dell'anno. E dico, strano. Di solito ci ricordiamo della Liguria e di Genova, una volta l'anno, solo quando viene travolta dall'acqua. E poi tutti,compreso il governo in carica ce ne dimentichiamo. Quest'anno invece non è successo questo. Il governo ha fatto partire i lavori in tempo (grazie allo sblocca italia), e con ogni probabilità le persone non subiranno un altra inondazione.

Le tasse di cui tutti si lamentano, vengono abbassate - i famosi 80 €, (trovata molto populistica sopratutto per la scelta comunicativa utilizzata) sono in realtà 1000 € circa di tasse in meno su ogni lavoratore della classe media. Seguo la politica da quando ho 12 anni, ora che ne ho 32 non ricordo nessun altro governo promettere di ridurre le tasse e poi farlo. Questo lo sta facendo (poco) ma lo sta facendo. A proposito, pare che il governo voglia togliere ancora tasse Irpef nel 2017, e quest'anno 2016- '17 tasse sull'agricoltura. Non male, penso. Berlusconi fu eletto per tre volte con maggioranze bulgare per ridurre le tasse e non lo ha mai fatto.

Sotto casa hanno iniziato a scavare, di nuovo. Che rottura. Però stanno portando l'alta velocità - stavolta internet. Ma come? Lo hanno annunciato qualche mese fa e lo fanno di già? All'inizio della scorsa settimana ero sinceramente sbalordito. Perché se è vero che qualche lavoro di questo tipo lo avevano fatto anche nel passato, ad oggi sembra che ci vogliano davvero puntare. Poi me la farò la fibra oppure no? Beh probabilmente no, non per ora. Però un domani, chissà. 

I terremotati intanto sono già nelle tende dopo nemmeno un paio di settimane dal sisma, e ora che sono passati quasi due mesi sono già stati consegnati i primi moduli abitativi prefabricati.
Un governo che è riuscito a gestire l'emergenza in modo divino a mio parere. Mi ricordo quanto tempo ci mise il governo Berlusconi con il terremoto dell'Aquila, almeno il triplo di tempo.


Non sono mai stato un fan o una persona priva di critica sociale al governo di turno, anzi. Ho sempre criticato aspramente qualsiasi governo. Ad oggi però vedo un governo, che dice e poi fa ciò che dice. Oggi le unioni civili sono una realtà, oggi le infrastrutture iniziano a essere fatte. Le infrastrutture vengono fatte, e funzionano. I diritti sono aumentati, le opportunità, per ora non ancora ma c'è chi ci prova. Internet più veloce di fa, i prefabbricati ai terremotati si fanno subito, i problemi si affrontano invece che girarci attorno.

Il futuro è una riforma costituzionale che vuole ridurre e semplificare la macchina burocratica e istituzionale del Paese. la riforma che voteremo il 4 dicembre vede riassunte nel testo tutte le riforme che gli altri governi di centrosinistra, a partire da quello Prodi, ma anche molto prima, avevano tentato, ma non erano riusciti a fare. Questo governo, per marcio che sia, c'è riuscito e ogni volta che ne approfondisco i contenuti, mi sembra una buona riforma. Certo non cambierà la nostra vita, ma la migliorerà un poco. Come internet veloce, come il treno veloce, come i prefabbricati per chi è rimasto senza casa, come leggi più spedite e meno contradittorie. 

Io vedo un Italia che finalmente si muove. Che finalmente piano piano cerca di uscire dal pantano, dall'inutilità di una bega politica quotidiana che in 20 anni ha lasciato il Paese arretrato come lo era 20 anni prima, e mi riferisco ai 20 anni di bipolarismo, che ho vissuto in prima persona.

Sono appena passati due anni dall'inizio del governo Renzi. Quindi mi sorge il dubbio che quelli che fino a ieri consideravo miei compagni in realtà lo abbiano attaccato fin dall'inizio non tanto per i contenuti politici, ma perché intimamente poco propensi alle novità, per nulla progressisti. Vedo un Italia che progredisce, vedo politici che promettono ma poi, cosa incredibile per l'Italia, mantengono.
E niente, un Italia così a me piace.
Certo è migliorabile.
Certo è criticabile.
Certo non tutti i ministri sono buoni.
Certo ci sono anche delle cose sbagliate, o migliorabili.

Però intanto in due anni sono state fatte più cose che negli altri 20. Chi dice che non è vero, è in malafede. Io un Italia che riparte la sostengo, e la smetto di dire sempre di no su tutto per paura. Oggi voglio dire SI. E lo dirò anche il 4 dicembre. E lo dirò tutte le volte che godrò delle piccole innovazioni che ho elencato qui.
E' ora di andare avanti. E' ora di pensare al futuro.
Unioni civili e vittoria del piccolo partito Ncd
post pubblicato in Notizie, il 25 febbraio 2016
Chi si lamenta per il fatto che sulle unioni civili ha vinto Alfano, è lo stesso che non vuole il Presidenzialismo, e anzi probabilmente vede come fumo negli occhi anche la riforma costituzionale. 

Eppure il fatto che un qualsiasi governo debba sottostare ai diktat dei partitini dell'1% che compongono la propria maggioranza fa parte del nostro sistema istituzionale, del parlamentarismo insomma.

Quando la Dc che aveva il 40% dei consensi doveva modificare la legge fiscale per accontentare il Pli (partitino in tutto e per tutto simile come dimensione all'odierno Ncd di Alfano) nessuno si stracciava le vesti come oggi.

A dire il vero il Senato - su iniziativa della senatrice Pd Cirinnà - ha provato a riappropriarsi del proprio ruolo istituzionale di legislatore, ma grazie alla cecità di alcune opposizione (leggi M5S) non è stato possibile. Ecco quindi la forzatura del governo (che lo stesso Renzi avrebbe volentieri risparmiato come ci ha svelato qualche gg fa Repubblica), e la necessità di far passare la legge delle unioni civili ritornando alla maggioranza politica attuale, quindi includendo anche i catto - dem e i destri di Alfano, che infatti hanno stralciato la stepchild adoption. 

Tuttavia non ritengo che la legge sia monca per la mancanza della stepchild adoption, che infatti mi vede contrario sopratutto se si tratta di riconoscere come bimbo della coppia gay un bambino nato in provetta o con tecniche come l'utero in affitto (vedasi il post poco più sotto). Quindi a ben vedere sono contento che gli eterosessuali e gli omosessuali che vogliono avere diritti imprescindibili come poter accedere alle cartelle cliniche del compagno/a ed altri diritti, oggi possano finalmente farlo. 

Ricordo anche che un introduzione come la stepchild adoption nella legge non sarebbe stata possibile solo con legge ordinaria, ma sarebbe comunque stata necessaria anche una revisione della Costituzione (che afferma che la coppia è composta da marito e moglie/ uomo e donna). 

A ben vedere è sempre meglio una legge che regolamenta ciò che non si poteva più lasciare non regolamentato e lasciare al futuro una tematica come il matrimonio omosessuale (unione civile gay con possibilità di fabbricare figli sarebbe praticamente un matrimonio omosessuale). 

Saranno probabilmente poi l'Unione Europea e la Magistratura italiana a forzare la nostra democrazia e a obbligarci a introdurre il matrimonio gay anche da noi. Con grande esultanza dei tanti ben pensanti e con mia futura grande disperazione: vorrebbe dire una volta di più che il nostro voto non conta niente e che le decisioni politiche ormai le decide più il parlamento italiano.
Sono contrario alla stepchild adoption
post pubblicato in diario, il 25 gennaio 2016
Nei giorni scorsi ho visto un servizio in tv, non mi ricordo che programma fosse, nel quale si intervistava una coppia di donne di mezza età, lesbiche, ognuna delle quali con un figlio. Entrambe di origine francese, e si lamentavano del fatto che in Italia, a differenza della Francia, loro avessero pieni diritti - leggi la patria potestà - solo sul loro figlio biologico, e non sul figlio della "compagna". Si trattava di un servizio che spiegava quella che è la spetchild adoption - orribile termine aglofono per dire l'adozione di bambini da parte di coppie omosessuali, che è anche il tema caldo di queste settimane, e uno dei motivi per cui sabato si sono riempite molte piazze in Italia. 

E fin qui tutto bene, hanno espresso un loro desiderio, un loro disagio, una loro opinione.
Poi, seguendo l'intervista sento dire che entrambe hanno avuto quei bambini grazie alla fecondazione assistita.

Al che, mi assalgono mille domande e un forte senso di disagio. 

Primo, io da persona di sinistra - quindi sostanzialmente ingenua - pensavo che una tecnica medica e invasiva come la fecondazione eterologa medicalmente assistita fosse utilizzata solo da quelle coppie che avendo problemi nel procreare si rivolgevano alla scienza per poter avere la gioia di un figlio. Qui, tutt'altro. Le due donne non avevano problemi a procreare in modo biologico diciamo - con del sesso - ma avevano quindi scelto la fecondazione assistita in quanto lesbiche, che volevano si avere un figlio, ma non fare l'amore con un uomo.

La qual cosa mi è sembrata profondamente egoista e sbagliata. E ora, che grazie all'ingegneria genetica hanno potuto avere due figli da dei donatori, vorrebbero poter adottare il figlio dell'altra compagna e creare così una famiglia. Una famiglia composta quindi da 2 mamme e 2 papà - o sarebbe meglio dire da sperma di due papà - che però non sono inclusi nella famiglia e da 2 bambini.

Il mio disagio, e prendetemi pure per un bacchettone - quale non sono - e un reazionario - è aver capito che queste dell'amore tanto invocato in piazza se ne fregano altamente. Ciò che le spinge nel volere i matrimoni gay e quindi anche la possibilità di adozione dei figli della coppia "non biologici", è puro individualismo e egoismo. 

Le signore volevano un figlio come si vuole un automobile evidentemente, senza considerare che i figli nascono esclusivamente dall'unione sessuale dei gameti femminili e maschili, e non già dall'unione di un maschio con un altro maschio o di una femmina con un altra femmina. Questa è biologia spiccia, questa è la natura, questo è buon senso. 

In altre parole il mio disagio è che dietro la parvenza di rivoluzione etica e egualitarista delle unioni omosessuali - non ci sia il giusto sentimento di sentirsi uguali agli altri - ma l'egoistica e anti-biologica volontà di diventare padri senza madri e madri senza padri, il che mi fa rabbrividire.

Sono da sempre favorevole alle unioni civili, sia etero che omo, per quanto riguarda i diritti basilari, come poter accedere alle cartelle mediche, agli ospedali nel caso in cui uno dei due sia ricoverato, a poter vivere sotto lo stesso tetto non più come conquilini ma come coppia, ricevere una pensione di reversibilità eccetera eccetera. 

Ma sono fermamente contrario a che persone dello stesso sesso possano fabbricarsi i figli che vogliono e poi farli riconoscere alla società come figli di una copia omo, seppur tutti sappiamo che saranno loro solo a metà, visto che l'altra metà biologica è di uno sconosciuto donatore.

La vita non è un opinione, e l'uomo (inteso sia come maschio che come femmina) non può arrogarsi il diritto di superare la natura e creare delle costruzioni sociali (matrimonio gay) grazie anche all'ingegneria genetica. E inoltre, penso che la fecondazione assistita debba essere concessa solo a coppie eterosessuali che hanno problemi di salute, e non già a chi per cieca volontà egoistica vuole un figlio anche se non vuole essere penetrata, come natura vuole.

Di questo passo daremo il consenso ad allevare cloni genetici di noi stessi per poi ucciderli e toglierne i tessuti ed organi da espiantare, come succede nel film di fantascienza the island. Siamo molto vicina a questa follia. E ora, odiatemi pure.

Ma sappiate che preferisco perdere qualche amico benpensante piuttosto che permettere all'uomo di disconoscere le leggi naturali dell'universo e tra queste, quella che rende possibile la vita sulla Terra, cioè la procreazione sessuale.

Avere un figlio significa prima di tutto mettere al mondo un altro essere umano, farlo entrare nella comunità degli esseri viventi e di noi umani, non volere soddisfare un nostro puro egoismo personale. L'egoismo non sarà mai un diritto civile. 


Diaz e Bolzaneto 2001: per l'Europa fu tortura
post pubblicato in Notizie, il 7 aprile 2015

La notizia arriva e gela gli animi di tutti, riportando alla memoria quella parte oscura della nostra storia recente, messa lì in un angolo delle nostre coscienze a maturare. La Corte europea dei diritti dell'uomo, con sede a Strasburgo ha decretato che quella "sospensione della democrazia", che furono gli episodi legati all'irruzione della polizia nel dormitorio allestito all'interno della scuola Diaz durante il G8 di Genova e poi, il "particolare trattamento" riservato ai manifestanti rastrellati e ammassati nella caserma Bolzaneto, furono episodi di tortura.

Chi legge questo sito web, o chi aveva seguito la vicenda allora ed è in buona fede, già lo sapeva: durante il G8 di Genova, nel lontano 2001, la polizia italiana si è resa responsabile di fatti di sangue e di violazione dei diritti umani, configurabili come tortura. La tortura è vietata nell'Unione Europea e quindi punita dalla Corte dei diritti umani di Strasburgo. Ma la Corte ha stabilito ancora un altra cosa, forse ancora più terribile della certificazione giuridica dell'avvenuto episodio di tortura: condanna lo Stato italiano al risarcimento delle vittime e a una multa, perché nell'ordinamento italiano ancora non c'è il reato di tortura.

Si badi bene, non che in Italia non esista la tortura: Bolzaneto e Diaz, ma ancora più recentemente i tanti morti innocenti nelle mani delle forze dell'ordine (Aldrovandi, Uva, eccetera...) sono "casi" che continuano a ricordarci che c'è un rapporto malato tra come viene inteso il concetto di ordine pubblico  dalle Istituzioni e come invece viene inteso dall'opinione pubblica, o da buona parte dell'opinione pubblica.

Quello che sconcerta, ma non è certo una novità, è che i responsabili di tutte queste violenze non vengono mai puniti dalla politica o dalle Istituzioni. I responsabili sono sempre appartenenti ai vari corpi armati, che sembrano fregiarsi di una speciale immunità alle leggi a cui tutti noi siamo sottoposti. Qualunque atto d'accusa a loro spese viene rigettato, qualunque processo finisce in un nulla di fatto, come nel caso della morte in carcere di Stefano Cucchi, dove le Istituzioni, in primisi proprio la Magistratura, si sono coperte di ridicolo: non potendo punire gli autori materiali del delitto - i carcerieri di Stefano - se la sono presa coi suoi medici, accusandoli, nel pieno dell'assurdità di non averlo curato adeguatamente, invece di punire chi lo aveva massacrato di legnate, tumefandolo in tutto il corpo e addirittura rompendogli la spina dorsale, come la perizia di parte ha poi dimostrato. Cucchi, Aldrovandi, e i giovani del G8 sono solo i casi più alla luce di un fenomeno che non accenna a diminuire e che a differenza di quanto succede negli USA, dove ogni morte di giovane afroamericano da parte della polizia scatena la collera della comunità nera, da noi non ha mai prodotto un vero e proprio dibattito nazionale. Il tema non è la violenza, ma l'abuso di potere delle forze dell'ordine, che è ormai procedura standardizzata, silenziosamente accettata dalle Istituzioni: l'abuso dell'uso della forza a volte sfocia in tortura.

La mancanza di una chiara presa di coscienza collettiva che tutto questo non può essere sempre visto come una  sequela di casi isolati, ma fa parte, con ogni evidenza, di un modo sbagliato di imporre l'ordine da parte delle forze dell'ordine, impedisce un vero dibattito pubblico. Dal punto di vista storico se ne trovano svariati esempi fin dagli albori della nascita della Patria: per 150 anni non c'è stato nessun miglioramento, neanche nei momenti storici in cui più si discuteva di critica al potere e di diritti civili come nel 68. Anzi, proprio in quel periodo si ha il ricordo del caso Pinelli, torturato in caserma, per estorcergli una verità che non poteva affermare, dato che non era stato lui o altri anarchici come lui, a mettere la bomba a Piazza Fontana

Si trovano eventi di abuso della forza anche nei libri di scuola, ben prima della formazione dell'Italia stessa. Come dimenticare le cannonate rifilate alla folla dai militari durante le Cinque giornate di Milano? Con l'avvento della monarchia prima e della democrazia poi dai cannoni si passò prima alla baionetta e poi al manganello. Evidentemente non molto è cambiato dal 1848 ad oggi, per quanto riguarda la prepotenza delle forze dell'ordine.

Giovanni De Gennaro, capo della polizia durante il g8 di Genova non fu mai punito, ne retrocesso per ciò che i suoi sottoposti avevano fatto. Non venne mai punito né da governi di centrodestra, né da governi di centrosinistra. Dal G8 in poi De Gennaro fece molta carriera: già capo di gabinetto del Ministero dell'Interno e Commissario Straordinario per l'Emergenza rifiuti in Campania, nel maggio 2008 è stato nominato direttore del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, l'11 maggio 2012 cessa dall'incarico e viene nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri del Governo Monti,[1]incarico che ricopre fino al 28 aprile 2013. In egual modo nessun tenente o comandante fu mai punito per non aver saputo tenere a freno la violenza dei propri uomini nell'irruzione alla Diaz o poi a Bolzaneto. Le forze dell'ordine non sono punibili neanche quando si adoperano per fare bullismo ai danni di una vittima: si ricordi il sindacato di polizia che sventolò l'immagine di Aldrovandi morto, sotto l'ufficio della madre. Ogni grande manifestazione studentesca o sindacale finisce sempre con qualche contuso, e comunque non si può mai sapere chi, tra le forze dell'ordine, abbia ecceduto, visto che la legge sui numeri identificativi sugli indumenti delle forze dell'Ordine, giace in Parlamento da tempo immemore.

Inutile dire che anarchici e contestatori sono sempre stati tra i principali obiettivi delle botte, dello scherno e delle incarcerazioni della polizia italiana. Mai in 150 anni di storia, le forze dell'ordine se la sono presa con manifestazioni di chiara matrice fascista o destrorsa, il che fa sospettare un certo conivolgimento ideologico delle forze dell'ordine, che sarebbe di per se esecrabile.

Molte persone consapevoli di questo stato di cose, non si fidano più delle Istituzioni e meno che mai delle forze dell'ordine, causando per riflesso, un bel danno dalle Istituzioni stesse, delegittimate da questi eventi di violenza perpretrata sempre nei confronti di determinati gruppi sociali, spesso i più deboli.

La Corte di Strasburgo è un organo giurisdizionale internazionale, istituito nel 1959[1] dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) del 1950, per assicurarne l'applicazione ed il rispetto. Vi aderiscono quindi tutti i 47 membri del Consiglio d'Europa. Proprio nella CEDU si dice che la tortura deve essere un reato e non può essere utilizzata quale metodo punitivo o investigativo dalle forze dell'ordine dei Paesi membri del Consiglio d'Europa, di cui, sulla carta, fa parte anche l'Italia. La Corte può punire i Paesi membri che non rispettano la CEDU con multe salate. Speriamo che dove ha fallito la ragione e la pietàs possa trionfare il portafoglio, obbligando lo Stato a dotarsi di un freno nell'uso della forza, con leggi che vietino la tortura, oggi non più rinviabile.

tratto da ilbolognino.info

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