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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
La strada da scegliere
post pubblicato in Ex Libris, il 16 gennaio 2017
«Basta con una sinistra che punta su "flessibilità, merito, eccellenze" », dice Bersani.

Dovrebbe puntare su rigidità, relazioni, mediocrità quindi?

(Federico Mello)
Corporativismo male antico
post pubblicato in Notizie, il 21 ottobre 2016
Quelli che voteranno No oggi sono in sciopero, sono gli stessi sindacati corporativi ( il corporativismo è bestia fascista non ancora estirpata e anzi fatta propria da quelli che si definiscono antifascisti) che non hanno mai difeso i precari, gli ultimi, i giovani.

Sono i sindacati e le corporazioni forti nel mondo della scuola, dei trasporti. Sono la (piccola ma compatta) massa sindacalizzata del Paese, quella che non difendono solo il loro lavoro con il loro sciopero, ma vogliono imporre la loro idea di politica usando non già le elezioni e i referendum, ma il loro stesso sindacato, i poteri previsti dall'articolo 18 e dallo Statuto dei Lavoratori non già solo per difendere i propri diritti ma per far mancare i diritti (di mobilità, di studio ecc) agli utenti, col solo fine di creare disagio e in questo modo fare politica.

Una realtà distorta, che condisce Corporativismo fascista e ribellismo sessantottino vecchio stampo.

Sono pronti a fare scioperi politici per sostenere questo o quello confondendo ancora il sindacato con la politica: per esempio l'Ataf di Firenze sostiene apertamente il No al referendum in orario di servizio - è una violazione penale - e ha pure taroccato sugli autobus i poster pubblicitari del Si.

Vergognosi. 
Lotterò - e ho sempre lottato - contro questi piccoli poteri costituiti che rallentano e rovinano il nostro Paese. Ben nascosti dietro l'ideale di difendere i diritti di tutti esercitano la prevaricazione e quindi la lesione concreta dei diritti altrui, intendendola invece come propria aspirazione sindacale. 
Vergognosi.
Renzi, il grande dittatore?
post pubblicato in diario, il 3 giugno 2015
"Renzi è un dittatore, un decisionista che decide senza ascoltare gli altri e i portatori di interessi".

So che questa è la visione che va per la maggiore. Dò la mia: l'Italia è un Paese di corti e cortigiani, organizzati e difesi da Ordini, sindacati, associazioni di "professionisti" e quant'altro, che null'altro hanno fatto se non pensare a sé e alla difesa dei propri interessi di casta.
Questo sistema ha un nome e si chiama Corporativismo. (è di origine fascista, ma fin ora nessuno l'han mai sradicato). Io l'ho sempre sofferto molto.

Personalmente ho sempre lottato contro il Corporativismo della nostra società, perché esclude chi come me non si vuole apparentare a un sindacato, o a un centro di potere per avere il culo parato e in generale è un sistema che non premia il merito, ma l'appartenza politica o di casta.

Renzi, a mio parere si sta battendo contro il Corporativismo. Vedasi la lotta dei pensionati ricchi (con asssegni superiori ai 1500 € netti mensili) perché vogliono la rivalutazione delle loro pensioni, cioè altri soldi pubblici, grazie a una sentenza politica anti-Renzi della Consulta. Ben venga uno che decide di lottare contro tutto questo Corporativismo e questa difesa di interessi particolari. Altri esempi: Renzi, è l'unico che è riuscito a ridurre gli stipendi esorbitanti della Magistratura e a ridurli le ferie (prima facevano 3 mesi di ferie, nonostante anche la Magistratura sia responsabilie delle lunghezze perenni dei processi), e infatti la Magistratura gl'el ha fatta pagare con la sentenza della Consulta. Ora ci saranno i ricorsi ingiusti degli avidi pensionati ricchi, e la Consulta darà ragione a quelli, di sicuro, creando un altro buco di bilancio, che ci faranno pagare di nuovo a noi giovani e precari.


Ci sarebbero decine di altri esempi di questo tipo. Certo, Renzi ha anche fatto, pure lui, concessioni agli interessi organizzati più forti, cioè a Confindustria, vedasi Jobs Act.

Tuttavia, a me Renzi sta convincendo sempre di più perché è l'unico che sta tentando di porre un argine a questo che è il sistema clientelare - corporativo italiano, che è il nostro vero problema culturale dal quale discendono tutti gli altri problemi: scarsa occupazione giovanile, ascensione sociale azzerata, trionfo del patrimonio sul lavoro, mafie, eccetera.


Il fatto che la sinistra si batta a favore del sistema Corporativo imperante è stata per me una delusione enorme, perché essa rinnega ciò che dovrebbe essere la sua stessa ragione di esistenza politica, cioè rendere tutti gli uomini uguali tra di loro. E invece fa il contrario, difende gli interessi particolari di piccoli gruppi organizzati e chiassosi, ne prende le parti, prende le parti dei sindacati, che da oltre 30 anni sono Corporativi, e difendono (poco e male) solo i propri iscritti e non i giovani e i precari, che si sa, non pagano le tessere. Prende le parti degli insegnanti, anche se lavorano da sempre part-time e vengono pagati full-time. Prende le parti di tutti, tranne che dei giovani precari, ovviamente, perché non sono organizzati in sindacato o centro di interesse come le categorie sopra dette, e poi essere precario non è una categoria, ma uno status sociale.

Proprio per questo motivo mi sento sempre più lontano da questa sinistra. Ma non sono io ad essere cambiato, sono loro che stanno rinnegando se stessi, secondo me, e non se ne accorgono neppure.
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