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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Grazie Rigoni Stern - sul conformismo
post pubblicato in diario, il 11 giugno 2018

PREMESSA: Non mi sono mai piaciute le citazioni in cui c'è l'autore che ti dice cosa fare della tua vita. E questa qui sopra è una di esse, ma in qualche modo mi ha colpito.

Oggi ho letto queste righe di Rigoni Stern e ho iniziato a pensare che stesse parlando di me. Giuro di essere sempre stato ribelle per giusta causa e scarsamente conformista. Oggi però viviamo in un mondo che induce inevitabilmente ad essere conformisti. O almeno, ad avere tutta una serie di esperienze di vita comuni a tutti. E non mi sto riferendo alla scuola, alla prima ragazza/o, al mare eccetera. Sto dicendo che oggi viviamo in un mondo iper connesso, dentro a un sistema massicciamente capitalista, in cui è inevitabile essere almeno in minima parte conformisti, prima di tutto nei consumi, negli oggetti posseduti. Alzi la mano chi si può permettere oggi, nel 2018, di non avere un telefono personale portatile. O un account social. Certo, il discorso cambia se non si vuole avere una vita sociale ne un lavoro. Allora sì, si può essere pienamente dissociati e non avere ne un telefono ne un profilo social, ne, che so, la televisione. Certo però chi non possiede la tv, guarda youtube, e allora siamo di nuovo daccapo. Ripeto, oggi è impossibile non essere almeno un pochino conformisti. E si sa che le cose che possediamo alla fine ci posseggono. Quindi, benché uno possa essere una persona illuminata di singolare capacità intellettiva, si finisce tutti per fare gli stessi pensieri o per provare le stesse sensazioni. Il conformismo è accelerato poi se si parla di svaghi. A chi non piace viaggiare? Chi non guarda mai film o serie tv? Tutte queste attività culturali però creano un retroterra culturale comune. Non necessariamente un pensiero comune, però, però. Di certo essere autentici ai tempi di Rigoni Stern era più semplice di oggi. 

Io nel mio piccolo sono sempre stato abbastanza bastian contrario, di nascita, di matrice. Tuttavia negli ultimi anni ho dovuto gioco forza adeguarmi, con i social, con le uscite, con le serate, con lo smartphone, altrimenti sarei rimasto totalmente da solo. Senza conoscenti, senza amici, senza ragazza. E da soli non si può stare in giovane età, e probabilmente nemmeno in età avanzata. L'uomo è un animale sociale, e malgrado ci siano persone come me, che amano la propria indipendenza e solitudine, si impara a prenderla con piccole dosi. Insomma abbiamo bisogno degli altri, fa parte della nostra natura più profonda di esseri animali (umani). Certo ci sono differenze anche sostanziali, caratteri diversi eccetera. Però in fondo in fondo, tutti siamo alla ricerca di qualcun'altro e insieme di noi stessi. 

Sull'essere forti e liberi, non accodarsi al carro del vincitore avrei molto da dire. Mi sono accodato a un solo carro, finora nella mia vita, ma solo per convinta adesione intellettuale e politica. Carro ora perdente. Pazienza. Certo, penso sempre di essere stato fin'ora molto sfortunato su questi aspetti. Forti e liberi, non conformisti. Ribelli per giusta causa. Non è di certo facile essere così nel mondo d'oggi. Si finisce isolati, e si torna al ragionamento fatto sopra. Nessuno vuole essere veramente completamente isolato.

Perciò di forti e liberi, non conformisti e ribelli per giusta causa ne conosco e ne ho conosciuti pochi, mi annovero tra questi, assieme ai miei genitori. E ad alcuni conoscenti, che spero un giorno possano diventare amici e che ho conosciuto di recente. 
Forse chissà, l'età della maturità incipiente, porta consiglio. A me e ad altri.


Di certo ciò che raccomanda il buon Rigoni Stern è quasi impossibile al giorno d'oggi, vuoi per quieto vivere, vuoi per opportunità (anche lavorativa), vuoi per altre dinamiche che incidono profondamente nella vita di un uomo e di una donna. Direi che è un precetto verso il quale "tendere". 

Una stella cometa da inseguire, sapendo che non si raggiungerà mai. L'importante è non diventare un bambolotto nelle mani di qualcun'altro, o un totale decerebrato. Accettare qualche compromesso è inevitabile, non tutti possono fare l'eremita. 

Ecco, pensare con la propria testa! Difficile. Non certo per tutti.

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permalink | inviato da Pa.P il 11/6/2018 alle 17:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
No alla Memoria selettiva
post pubblicato in diario, il 26 gennaio 2018
Domani è la #giornatadellamemoria, ma conto di non passarla qui, quindi lascio qui il mio pensiero: non scordiamoci la persecuzione degli "altri", comunisti, omosessuali, zingari, anche loro sterminati nella soluzione finale.
Nazismo e Fascismo non hanno colpito solo ebrei. Rifiutiamo questa mistificazione semplificatoria. Dal 22 al 38 il Fascismo aveva tolto la libertà a tutti e nelle sue fila c'erano anche ebrei, c'erano italiani di tutte le origini e provenienze, non dimentichiamolo.


Il Fascismo, col suo imperialismo d'accatto, ha ucciso anche abissini, somali, eritei, etiopi, con le armi, con le bombe e con il gas, ma di loro non sappiamo nemmeno il numero perché evidentemente nella percezione collettiva valgono meno di altri.
La memoria o vale per tutti o non è.
Evitiamo la memoria selettiva.

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permalink | inviato da Pa.P il 26/1/2018 alle 14:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Casapound apre, nella via dedicata alla staffetta partigiana
post pubblicato in Notizie, il 9 novembre 2013
Oggi, Casapound - i fascisti del terzo millenio - come si autodefiniscono, hanno aperto in via Marighetto.

"Veglia" Marighetto fu una staffetta partigiana, una ragazza trentina che morì a 18 anni, uccisa dai fascisti. Vorrei avere una macchina del tempo e tornare nel '68 e raccontare a quelli della "fantasia al potere" che cosa è diventata oggi Trento e l'Italia. Vorrei anche mandargli la foto che ho fatto, nella quale, loro, oggi sessantenni, a difendere l'antifascismo e i valori della Costituzione non c'erano.
Uomini, donne, omosessuali
post pubblicato in diario, il 13 agosto 2013
Non si può pensare di risolvere i problemi con le nuove leggi, pensate a quante non ne rispettate ogni giorno.
Non si può pensare di pulirsi la coscienza continuando a urlare no al femminicidio, no all'omofobia: il rispetto e il corretto rapporto tra i sessi non si imparano con gli slogan.
Il conformismo sbandierato vince ancora
post pubblicato in diario, il 17 maggio 2013
Come non scagliarsi contro l'omofobia e contro il razzismo urlato e sguaiato negli stadi.
Ma ora lo si fa non perché sono ingiustizie palesi che trattano da "diversi" gli uguali, ma perché bisogna accettare e ingoiare la diversità pena pubblico ludibrio.


Qualunquismo è anche questo malinteso senso del dovuto, perché si badi bene, non è logica conseguenza di un percorso intelletuale individuale, o conoscitivo, o politico, ma semplicemente il seguire a testa bassa ciò che gli altri dicono giusto e corretto, proprio come si seguiva a testa bassa i messaggi di odio della dittatura fascista. L'atteggiamento conformista dell'uomo e della donna comune che mi ha sempre dato fastidio. (tanto quanto io ho sempre dato fastidio ai conformisti!)
Non è cambiato molto, solo il messaggio, ma il meccanismo di autoaffermazione di se stessi previa accettazione di una serie di regole cogenti stipulate da altri è il medesimo. Nessuna rielaborazione o critica personale al BUON SENSO UFFICIALE.

Un buon senso che ci ordina di accettare l'omosessuale e il nero, ma magari non dice niente e non si scandalizza davanti alle tante forme di esclusione del nostro simile, ma che si pavoneggia quasi nell'accettare il diverso.

Me la prendo tanto con questo atteggiamento del politically correct non tanto perché pensi che l'omofobia e razzismo non siano da condannare, ma perché mi sembrano un modo neanche tanto palese per mettere a tacere le coscenze sporche.

E tra le coscenze più sporche in assoluto vanno poi annoverate quelle della stessa classe dirigente /politica, che da un lato, grazie al buon senso ufficiale, condanna ciò che dall'altra promuove: come si fa a essere alleati alla destra razzista e omofoba e proclamarsi anti omofobi e anti razzisti nello stesso momento in cui ci sei alleato al governo? Solo io mi ricordo i C.i.e, le sparate Pdl e Lega sui gay, disinfettare i posti sui treni dove erano sedute persone di colore eccetera?

Come al solito assistiamo a quella che è la profonda anima degli italiani - fare in privato ciò che si dice di non fare in pubblico e viceversa.
Ipocrisia e capacità di mentire. Fanno parte della nostra cultura, proprio come il politically correct, sempre e comunque. In una sola parola CONFORMISMO.



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permalink | inviato da Pa.P il 17/5/2013 alle 18:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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