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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Casapound apre, nella via dedicata alla staffetta partigiana
post pubblicato in Notizie, il 9 novembre 2013
Oggi, Casapound - i fascisti del terzo millenio - come si autodefiniscono, hanno aperto in via Marighetto.

"Veglia" Marighetto fu una staffetta partigiana, una ragazza trentina che morì a 18 anni, uccisa dai fascisti. Vorrei avere una macchina del tempo e tornare nel '68 e raccontare a quelli della "fantasia al potere" che cosa è diventata oggi Trento e l'Italia. Vorrei anche mandargli la foto che ho fatto, nella quale, loro, oggi sessantenni, a difendere l'antifascismo e i valori della Costituzione non c'erano.
(pro)Zio Mario
post pubblicato in diario, il 14 agosto 2013
Di recente l'Anpi ha dato una medaglia d'oro al valore a mio prozio Mario, lui ne sarebbe stato orgoglioso.
Peccato che se n'è già andato da qualche anno. Me lo ricordo comunque come una persona molto in gamba, che mi ha dato tanto anche se con lui sono stato relativamente poco ed era già in là con l'età.  #antifascismo


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Andiamo bene, entrambi i browser danno questo blog come sito malevolo! Mannaggia! Ma quale malevolo e malevolo, ora mando una mail agli amministratori

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permalink | inviato da Pa.P il 14/8/2013 alle 10:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Utili idioti, l'eterno ritorno
post pubblicato in diario, il 15 gennaio 2013
Ho tra i contatti Facebook un vero e proprio stereotipo vivente che mi fa morire dalle risate coi suoi link. Meridionale nato al nord, quindi figlio di dipendenti statali. Carabinieri nel suo caso. Ama perciò la forza contro i deboli. Ed è conseguentemente un convinto fascista. Tutto fila: almeno lui è coerente.

I fascisti sono sempre stati gli utili idioti di chi comanda realmente; lo erano 70-80 anni fa, lo sono tutt'ora. Ecco perché ci sono ben 5 liste fasciste alle prox elezioni:
La Destra
Fiamma Tricolore
Casa Pound
Forza Nuova
Fratelli d'Italia
(per poi non citare partiti che all'inteno delle loro liste hanno molti ex fascisti, come Pdl, la lista Fini ecc; e della Lega Nord, che non si rifà alle idee del fascismo ma le persegue)

Poi, se malauguratamente questi fenomeni sopracitati dovessero riuscire a superare lo sbarramento al 4%, potrebbero tornare molto utili in Parlamento al loro finanziatore.

La democrazia da spazio di rappresentanza a tutti; perciò anche gli utili idioti. Alla faccia della competenza, dell'onestà e della "novità" in politica.

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permalink | inviato da Pa.P il 15/1/2013 alle 15:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
La ricostruzione culturale
post pubblicato in diario, il 11 maggio 2012

Nuova linfa culturale di contrapposizione all'attuale dominio cultural-politico del finaz-capitalismo sta nascendo e crescendo in molte piccole iniziative, in tutto il Paese. Anche con il linguaggio del fumetto. Fumetto e antifascismo è la sfida lanciata da AntiFa!nzine che cerca di unire i due mondi, per parlare di antifascismo e antirazzismo con il linguaggio dei giovani fumettisti italiani. L'iniziativa può aiutare noi giovani a impadronirci dei concetti e dei valori su cui, solo idealmente, è nata la nostra Patria; non lasciare che il ricordo della Resistenza e l'antifascismo sia classificato come roba vecchia e noiosa ma farlo rivivere.

Più il ventennio fascista e la Resistenza si allontanano e si perdono nelle nebbie del tempo che trascorre inesorabile, più sentiamo il bisogno di confrontarci e capire questo contrastato e difficile recente passato della storia del nostro Paese. Ne è testimonianza straordinaria il fatto che quest'anno la commemorazione del 25 aprile è stata tra le più seguite e le più sentite da molti anni a questa parte. A Marzabotto, a Sant'Anna di Stazzema, a Roma, ovunque, decine di migliaia di cittadini ne hanno preso parte; numericamente di più che negli anni trascorsi. Quest'anno la retorica ha lasciato un piccolo spiraglio a quello che forse in futuro - spero - sarà un confronto collettivo senza pregiudizi e senza facili ricostruzioni precostituite.

Sopratutto siamo noi giovani uomini e giovani donne ad aver intuito nel profondo delle nostre coscienze che la parte buia, nera, della nostra società è ancora qui, non è ancora stata sconfitta, non se n'è mai andata: razzismo, squadrismo, neo fascismo, teste rasate, croci celtiche, tartarughe, simboli runici sugli zaini dei ragazzini ci rammentano che non possiamo abbassare la guardia. Ma noi generazioni degli anni '70 e '80 siamo anche figli più veri e appassionati del fumetto - giapponese o italiano o americano che sia -, dei videogiochi, che hanno accompagnato l'adolescenza di tutti noi e più in generale di un mondo ludico e artistico fatto di personaggi immortali, di parole d'ordine, di manie nerd, di collezionismo, di immancabili sigle dei cartoni animati che ci riportano col pensiero alla nostra gioventù. Fumetto e impegno politico per esempio, sono due aspetti che solo apparentemente sono molto distanti tra loro, ma che già si unirono nella storia passata dell'editoria italiana.

AntiFa!nzine è una rivista di fumetti e narrativa che nasce nel 2011 attorno all'etichetta indipendente Corto Comix Edizioni, del centro sociale Corto Circuito di Roma e ne è anche la prima pubblicazione. Come dice il nome è una fanzine antifascista, un modo per raccontare quell'oscuro passato con un linguaggio più nostro, diretto e fruibile, accessibile e ludico: il fumetto. Come racconta a Lo Spazio Bianco il disegnatore Claudio Callia «Il tutto nasce dal fatto che per noi, per me, è importante fare politica, partecipare alle cose di questo mondo, impedirmi di lamentarmi e basta ma provare a cambiare ciò che non mi piace. A quel punto ogni strumento è valido: il fumetto è solo quello che prediligo [...]il fumetto nel suo confluire di parole e immagini in sequenza ha delle caratteristiche proprie che facilitano la comunicazione con le persone, è uno strumento formidabile sia per rendere comprensibili concetti complessi sia per costruire un rapporto di complicità col lettore diverso da quello delle parole, che in un qualche modo agisce su una parte più intima del nostro cervello».

Torre Gaifa a MilanoPiù in generale in Italia si respira a sprazzi aria nuova, nuovo spazio alla satira, piccoli interstizi culturali crescono: Un due tre stella, che vede di nuovo Sabina Guzzanti in tv, alla faccia dell'editto berlusconiano, nel quale non a caso trova spazio anche la sorella Caterina con l'apprezzatissimo sketch di Vichy, che fa il verso proprio a quelli di CasaPound. E poi il doppio Male, il Vernacoliere sempre più incisivo, Mamma!, l'immarcescibile Linus, le belle esperienze di riappropriazione di spazi culturali come il Valle occupato a Roma, un teatro che rischiava di diventare l'ennesimo tempio del consumismo. Sulla stessa onda è anche la recentissima (di ieri) occupazione del grattacielo di 33 piani, vuoto, la torre Gaifa a Milano, chiamato da subito su Twitter con gli hastag #Macao e #tuttisumacao.

Qualcosa, sotto la cenere dei distruttivi incendi sociali causati dalla crisi voluta dalla finanza internazionale, si sta finalmente muovendo in Italia, è innegabile. Il nuovo spazio di piazza Lagosta del Macao di Milano vuole diventare, nelle intenzioni degli occupanti, un nuovo centro di arte e cultura, lontano dalla cultura mainstream e autonoma, seguendo l'esempio finora vincente del Valle di Roma. Tutte queste realtà sono legate dal filo comune dell'autorganizzazione, dalla volontà di non lasciarsi pervadere dalla perdita di speranza e rassegnazione che i dissesti sociali stanno causando e dal non farsi travolgere dalle macerie culturali lasciate dal ventennio berlusconiano, con i suoi caposaldi culturali: velinismo, stupidità glamour dei grandi fratelli & affini, le nipoti di Mubarack per lo spettacolino di burlesque, un Italia che è stata trasformata in una corte di Sultano. Da tutto ciò c'è chi sta cercando di ricostruire un sentire comune, anti-stupidità, inevitabilmente antifascista, di sberleffo ad un potere vacuo e sempre più incapace di dare risposte, di ridurre i suoi privilegi, le sue corti, i suoi sprechi, la sua illegalità per i ricchi e la sua repressione per i deboli e per i poveri. Tutto questo non può che partire da una nuova produzione culturale, propriamente italiana che smetta di essere succube e succursale dei modelli culturali d'oltreoceano. AntiFa!nzine va, a mio parere, in questa direzione. L'avvenire futuro si costruirà certamente se riscopriremo i valori buoni del passato, ma anche se saremo tutti in grado di passare dal mondo in cui si ha, al mondo in cui si è.

Interpretazione restrittiva
post pubblicato in diario, il 18 settembre 2011

«Mi è sempre parsa convincente l’idea di Hannah Arendt, secondo cui solo le realtà fattuali rendono ’interpretazione possibile. Se invece ogni punto di vista è legittimo, spariscono le possibilità di comunicazione, di dialogo, discussione».

La faccio mia, memore dell'articolo di PPP sul pernicioso pericolo del fascismo degli antifascisti. - Cioè la mancanza di tolleranza e di indentificazione in coloro che nelle nostre battaglie combattiamo, che può portare agli ecessi tipici degli Assolutismi.Verranno di nuovo giorni bui e freddi, l'importante è tenere accesa la lampadina dentro di se.

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