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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Aspettative traditrici
post pubblicato in diario, il 20 febbraio 2019
Ad Aprile dell'anno scorso ci siamo lasciati e per alcuni mesi mi sono sentito nel giusto. Ero spronato dall'orgoglio. Poi dopo un estate travagliata e come al solito solitaria, il ritorno di lei nei miei pensieri, nei miei sogni e anche nella mia città (da dicembre), non mi ha certo aiutato. Ho ripreso a scriverle a confidarmi, come se fosse ancora disponibile nei miei confronti, ma lei non lo è più. Ha svoltato in pochi mesi - da dicembre - già a gennaio aveva un altro ragazzo. 
Non scrivo mai cose personali, così personali, sul blog o in generale su internet. Ma credo che non averlo fatto non mi abbia aiutato a superare tutti quei sentimenti che inevitabilmente si provano quando ci si lascia, rimorso, nostalgia, rabbia, paura eccetera. Non ha molto senso descriverveli, perché sono certo sia successo anche a voi. Io stavolta, li ho passati tutti. E ho fatto tutti gli errori possibili e immaginabili. 
Penso di averla amata per davvero, e proprio perché non mi sentivo abbastanza ricambiato - non nelle parole ma nelle scelte di vita, piano piano ho finito per esacerbare la relazione che poi si è conclusa.

So che quando eravamo insieme ho fatto il possibile per risolvere i problemi, ma lei non coglieva e si finiva sempre a litigare. Le voglio ancora bene, ci tengo a lei. 
Penso di essere un uomo buono, nonostante tutto. Tuttavia, finalmente mi sento un po meglio e ho iniziato a pensare a tutte quelle persone che non avrei mai conosciuto (per ora sopratutto maschi,ma vabbé) se fossi stato insieme a lei. 

Sopratutto, al netto della relazione con C., ho notato che faccio lo stesso errore con tutti.
Devo assolutamente lavorare sul fatto che ho troppe aspettative nei confronti delle persone a cui voglio bene e che una volta che queste persone mi deludono, finisco per attaccarle, per litigare e così per farmi del male rompendo delle relazioni.

Devo lavorarci su. Devo imparare a non affidarmi troppo agli altri, che siano amici, sodali, o fidanzate. Devo provarci.
Sentirsi insoddisfatti
post pubblicato in diario, il 19 marzo 2013
Succede sempre così. (o almeno a me succede sempre, ma questo è il mio spazio perciò..)

E ogni volta che succede sono sempre abbattuto, non mi abituo mai, finisco nes darmi sensi di colpa e per deprimermi.

Dai sostegno e la tua donna t'accusa che non gliene dai abbastanza. Dai comprensione e ti accusa di non capirla; Dai esperienza e lei fa di testa sua, e poi ti fa pesare che lei ha sbagliato la sua scelta;
Sei generoso - e lo sono stato tantissimo - ed è normale così, mica si rende conto che non tutti sono così, quello è scontato. Le cose buone sono sempre scontate.
Ovviamente, solo il sesso è per lei sempre sufficiente, anche quando è praticamente pochissimo.

L'unica cosa che puoi ottenere in pari quantità è il dialogo, tu dai dialogo lei, dialoga con te. (Ma anche questo non succede sempre).

Questa situazione era successa nel passato anche con l'amicizia, con uno che poi s'è dimostrato non essere un vero amico. Non so cosa pensare.
Non so quale sia la soluzione, ma se qualcuno ce l'ha scrivetemela vi prego, ne ho estremo bisogno!

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permalink | inviato da Pa.P il 19/3/2013 alle 18:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Amore: la balla più grande di tutti i tempi
post pubblicato in diario, il 4 novembre 2012
Ma perché mi chiedo ci sono infinite opere d'arte, canzoni, eccetera che danno una visione distortissima dell'amore?
( - Sia beninteso, in questo post, come nella mia vita io non confondo Amore con Sesso - chiaro? Qui parlo di amore.)

Nessuno, - se non una persona malata, - vive per l'amato/a. Vivere per amare, come sottintende buona parte della nostra cultura è la balla più grande di tutti i tempi. Tutti viviamo esclusivamente per noi stessi, e a mio parere, amiamo per stare meglio noi. Poi, ovvio, indirettamente amando, siamo amati (non sempre) e facciamo bene all'altro.
Tutte le azioni umane sono spinte dall'egoismo cioè la sopravvivenza dell'individuo. Stessa cosa vale per l'amore: almeno per quell'amore interpersonale tra amanti, coniugi, morosi ecc; lo stesso discorso non vale per l'amore filiale. Argomento più complesso e cosa che non conosco, o che conosco solo da un punto di vista - cioè quello del figlio - quindi non ho un opinione e non la esprimo.

Nessuno vive per l'amore dell'altro anche se ci piace pensarlo o sentirlo cantato. Noi viviamo e amiamo per noi stessi, questa è la dura realtà.


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permalink | inviato da Pa.P il 4/11/2012 alle 18:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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