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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Non ho mai votato "contro".
post pubblicato in diario, il 9 giugno 2016
Fino a un anno fa vivevo in una cittadina del nord est, ho votato diversi sindaci, e avendo 33 anni, ho votato molte volte per svariate elezioni, nazionali - politiche (3 volte), locali - amministrative (almeno 4 volte a mia memoria), europee, referendum, eccetera.
Non ho mai votato "contro" qualcuno. Ho fatto parte del Popolo Viola, poi Rete Viola, il movimento contro Berlusconi, o meglio contro il Berlusconismo, quell'affarismo di bassa lega, quel fregare il prossimo e non avere nessun rispetto per la cosa pubblica, per la dignità delle persone, quella mentalità che ancora oggi ritrovo in molti. Neanche allora facevo parte di quelli che votavano "contro". Contro il cavaliere e poi contro altri. Io ho sempre ritenuto stupido pensare e agire in questo modo. Non ci si schiera in politica " contro" a prescindere, ma, eventualmente " a favore", di qualcosa, di un idea, di "un insieme ordinato e non contraddittorio di idee" (ideologia), a favore di un politico che ritenevo competente, intelligente, capace.

Devo dire che oggi, sono in netta difficoltà. Oggi vivo a Bologna e tra pochi giorni ci sarà il ballottaggio tra Merola (Pd e csx) e Borgonzoni (Lega). Al di là di ciò che penso dei rispettivi partiti di appartenenza, non riesco a votare queste due persone. Troppo scarse le capacità intellettive dei due candidati pronti ai ballottaggi. A ben vedere questa volta non me la sono sentita di andare a votare nemmeno al primo turno. Nessun candidato appetibile per me, a Bologna. La sinistra si è presentata con un imbarazzante programma - non programma - pieno di posizioni ideologiche e sostenuta dai gruppetti pesudo sovversivi dei centri sociali che occupano le case. Decisamente non la sinistra a cui mi sento di appartenere. Gli altri, vabbé, forse dal punto di vista della personalità dei candidati il meno peggio era l'ex leghista Manes Bernardini, il che è tutto dire. Non ho votato nessuno, e non voterò nessuno neanche sta volta.

Bologna è come Roma, nella stessa posizione politica. I romani hanno votato Raggi perché non volevano votare gli altri - un voto contro - e non perché la ritengano capace di fare il sindaco, stesso discorso per i bolognesi. Merola non piace. Lo votano per non dare la città in mano alle destre, e in particolare alla Borgonzoni, parte della lega salviniana. 
E' un accontentarsi del "meno peggio". Ma la qualità dei due candidati è troppo bassa per me. Entrambi se parlassero con me, di quasi tutti, sarebbero in difficoltà: culturale, politica e anche etica. 

I partiti non riescono più a offrire una classe dirigente o amministrativa all'altezza, almeno nelle realtà che conosco da vicino. E dire che certamente c'è qualcuno con più cervello di Merola nel Pd bolognese (ne conosco molti) e certamente, c'è qualcuno di meno macchiettistico della Borgonzoni, nella lega bolognese. Eppure uno tra loro sarà il futuro sindaco. Sindaci mediocri fanno - e hanno fatto anche in passato - scelte mediocri e peggiorative della situazione cittadina. 
Non me la sento per dare il mio appoggio a questi qua. Non vedo un futuro roseo per la politica: se non si ricomincia veramente a parlare di argomenti e di politica, e non solo di strategia per vincere all'interno dei partiti (per partiti intendo anche il M5S), i partiti perdono di senso.  
Amministrative, crollo Lega Pdl e M5S
post pubblicato in Notizie, il 11 giugno 2013
Io avendo un impostazione "sinistra" sono sempre stato incline a pensare che le elezioni sono prima di tutto un grande evento democratico, e nessun evento democratico è riuscito se più della metà degli aventi diritto sono rimasti a casa.
Però recentemente, col crescere dell'età è cresciuto anche il cinismo, perciò ho cambiato idea.

La partecipazione di massa alle elezioni è centrale ma le percentuali alte sono comunque una cosa dell'altro secolo. Inoltre se meno affluenza = meno populismo e meno berlusconi, benvenuta astensione di massa!

Prima lanciavo strali su tutto ciò affermando che la democrazia è finta e fallita se la maggioranza non va a votare. Ora penso che la maggior parte delle persone non sa niente di politica e spesso poco pure di tutto il resto, perciò è meglio che restino a casa. Poi a me una Lega che perde a Treviso e un Pdl che perde a Catania mi fanno esaltare.

Mi fa esaltare meno che per forza di cose abbia vinto il Pd 16 a 0. In realtà anche la sinistra extraparlamentare è andata piuttosto bene, dove in alcuni comuni ha preso anche l'11%. Non cifre assolute esaltanti, ma sai che c'è? Meglio così, restate a casa. Che ai vostri diritti ci pensano quelli veramente convinti.

Il MoVimento se cambia può ancora raccogliere consensi, per ora è inguardabile. Io ve l'avevo detto che non avrebbero cambiato niente. Retetita juvant

Scusate, una "aggiunta" finale:

Quando c'è da votare uno in gambissima, un grande professionista, un medico esemplare, un politico serio come a Roma nel caso di Ignazio Marino, andate a votare il 30%. Quando c'era da votare gente incompetente e inutile, anzi no, dannosa tipo Veltroni, Rutelli e Alemanno siete andati in massa. Ecco questo spiega più di mille parole perché siamo in questo macello. Le persone serie non vi piacciono, perciò non lamentatevi. Ci meritiamo tutto!


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permalink | inviato da Pa.P il 11/6/2013 alle 8:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Piccole occasioni di cambiamento
post pubblicato in Notizie, il 24 maggio 2013
Spero che a Bologna sia chiara la differenza tra scuolA di tutti e attuale situazione di serie B e che Bologna, come altre volte nel passato apra la strada a una riscossa laica e pro-beni comuni, in tutta Italia.
Spero anche che a Roma non si facciano sfuggire l'occasione di votare il migliore, nonché un medico competente e laico come Marino per sindaco.

Perché io non ci vivo, ma vorrei una capitale più civile.
Così come non vivo neanche più a Bologna, ma il suo referendum, se vince la A, può cambiare le sorti del Paese.
Perché certe occasioni, a Trento, a Bologna o a Roma, non vanno perse.
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