.
Annunci online

BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Le fonti non sono i social
post pubblicato in Notizie, il 1 settembre 2016
Sono diventato anch'io un cretinetto da social che commenta le cose prima di leggere le fonti. L'iniziativa della Lorenzin, o meglio del ministero della salute è tutt'altro che quello che è sembrato in questi giorni sui social network. La pubblicazione che accompagna l'iniziativa pubblicitaria deprecabile che tutti abbiamo visto, non l'ha letta nessuno evidentemente. E abbiamo sbagliato. Trattasi di un testo scientifico ma scritto in un bellissimo italiano corretto (invece lo slogan utilizzato in english fa pietà "fertilityday") e scritto dai più eminenti dottori in Italia che si occupano di riproduzione umana. Ve ne linko un pezzo, per farvi rendere conto: 

"I giovani tendono, ormai, a procrastinare le scelte decisive. Mutano i ruoli, le fasi, i tempidi ogni età, con conseguenze sociali, biologiche e di sostenibilità ancora globalmente daesplorare.Da un punto di vista psicologico sembra diffuso un ripiegamento narcisistico sulla propriapersona e sui propri progetti, inteso sia come investimento sulla realizzazione personale eprofessionale, sia come maggiore attenzione alle esigenze della sicurezza, con tendenzaall’autosufficienza da un punto di vista economico e affettivo. Tale disposizione, spessoassociata ad una persistenza di un’attitudine adolescenziale, facilitata dalla crisieconomica e dalla perdita di valori e di identificazioni forti, si riflette sulla vita di coppia eporta a rinviare il momento della assunzione del ruolo genitoriale, con i compiti a questolegati. Nelle donne, in particolare, sono andati in crisi i modelli di identificazionetradizionali ed il maggiore impegno nel campo lavorativo e nel raggiungimento di unaautonomia ed autosufficienza ha portato ad un aumento dei conflitti tra queste tendenzee quelle rivolte alla maternità. Nello stesso tempo la crisi economica ha determinato un’elevata disoccupazionegiovanile, tra le più alte d’Europa e questo ha reso ancora più difficile per i giovani ideareprogetti di vita autonoma rispetto alla famiglia d’origine. Il ritardo nell’uscita dalla casadei genitori si riflette anche nel ritardo nel progettare la nascita del primo figlio.Fra le motivazioni possiamo riflettere sulla mancanza, attualmente, del valore socialedella maternità, (e più in generale, dell’essere genitori). Con ciò intendendo il nonriconoscimento, in ambito pubblico, del fatto che essere madri non è solamente una sceltapersonale, ma è un’esperienza che caratterizza in modo decisivo la vita di una persona, neaumenta le competenze, ne disegna il tratto umano e le capacità organizzative erelazionali, mutandole e maturandole.L’essere madre (e di conseguenza, padre) rientra, invece, adesso in una dimensionebiografica descrittiva, come se esserlo o non esserlo non cambiasse in modo sostanziale itratti fondanti della persona e le sue conoscenze, abilità e capacità. Il paradosso è che peresempio, un periodo di volontariato all’estero come coordinatore di un progetto dicooperazione per qualche mese, viene considerato e può fare la differenza nellavalutazione professionale, mentre gravidanza, parto, allattamento e accudimento (per es.nel caso di figli con disabilità), non sono considerati altrettanto indicativi delle capacitàorganizzative e di relazione della stessa persona.Valore sociale significa poi riconoscere che è bene per tutti che nascano bambini, che lasocietà si riproduca, continui a vivere e non si spenga.In questo senso il sostegno economico alla natalità non deve essere visto come una sortadi “compensazione” per il disagio di essere madri, ma come un atto di giustizia sociale,perché si riconosce il valore sociale dell’essere madri (e padri). " -  Tavolo consultivo in materia di tutela e conoscenza della fertilità e prevenzione delle cause di infertilità pag. 32 di 137


Ora, come volevasi dimostrare non bisogna fare i grillini che parlano di ciò che non sanno. La lezione vale per tutti, per primo per me stesso. D'ora in poi prima cercherò le fonti e poi dopo, forse, commenterò. Non voglio mica diventare DiBattista.

PS: Se vi va di leggere il resto (e ne vale la pena) è qui: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2367_allegato.pdf


Sfoglia agosto        ottobre