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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
Figli della televisione che intervistano figli di ..
post pubblicato in diario, il 13 giugno 2012
Ok, quasi tutte le menti pensanti in oggi stanno parlando della marchetta di Travaglio a Grillo (l'ennesima!!) tanto smaccate che questo suo nuovo innamoramento per un populista lo ha fatto litigare con Telese, che se n'è andato dal Fatto per fondare un altro quotidiano, come se non ce ne fossero già troppi.

Le non domande di Travaglio a Grillo sono queste:

1. Come te lo immagini, il prossimo Parlamento?
2. I partiti preparano le liste civiche-civetta per sfruttare l’onda
3. Il rischio è che fra qualche mese scavalchiate pure il Pd
4. Il premier può benissimo non essere un parlamentare
5. Vedi mai i dibattiti politici in tv?
6. Napolitano mai incontrato?
7. Non temi qualche polpetta avvelenata? Nei cambi di regime, chi rompe lo status quo rischia
8. I politici hanno cominciato a parlare bene di te
9. Berlusconi ti sta studiando
10. Quando ancora pensavi di costringerli ad autoriformarsi, alcuni politici li hai incontrati
11. Nessun politico ha mai pensato di avvicinarti, cooptarti o anche solo di contattarti?

La tre e la 8 sono talmente leccate di culo da farmi venire il mal di stomaco. 
La tre la quattro, la nove e la dieci non sono domande... sono..boh?

Fabio Chiusi,http://ilnichilista.wordpress.com/2012/06/13/le-11-non-domande-di-travaglio-a-grillo-e-quelle-che-gli-avrei-fatto-io/ ha scritto alcune domande vere che avrebbe fatto lui a Grillo. E che non solo ritengo corrette e condivisibili, ma che avrei fatto anch'io, ne avessi avuto la possibilità. Le copio incollo di seguito: 

1. Come mai nel Non-Statuto del Movimento c’è scritto che si possono iscrivere solamente cittadini italiani, una limitazione che non hanno nemmeno Lega Nord e La Destra?
2. E’ vero che Pizzarotti ha telefonato a Casaleggio per chiedere approvazione per la nomina di Tavolazzi, come ha scoperto il Fatto Quotidiano?
3. Che cosa ci dice quella telefonata – mai smentita – del reale peso di Casaleggio nelle decisioni del Movimento?
4. Come mai parli di Internet come strumento di dialogo diretto con i cittadini, come rottura rispetto alla comunicazione unidirezionale della televisione, e non rispondi mai a nessuno, né su Twitter, né su Facebook, né sul blog?
5. Perché la tua propaganda online dovrebbe essere meno unidirezionale di quella che Berlusconi fece attraverso la televisione?
6. Tu vuoi abolire i partiti. Ma con cosa vorresti sostituirli? Davvero pensi basti riempire il Parlamento di liste civiche e «movimenti di gente perbene» (dai No Tav ai referendari) per governare il Paese?
7. Hai mai pensato che il tuo ideale di democrazia diretta attraverso la rete possa essere irrealistico, per non dire pericoloso? Come si prendono decisioni impopolari, nel futuro che immagini? E chi decide quali sono i principi non negoziabili?
8. Sapresti farmi un esempio di un Paese delle dimensioni dell’Italia governato dall’«iperdemocrazia», o «vera democrazia» di cui parli tu?
9. Se «ognuno vale uno», chi o cosa ti conferisce il diritto di revocare l’utilizzo del simbolo del M5S a chi non rispetti le regole del Non-Statuto, a loro volta indiscutibili pena allontanamento? E come si impedisce, anche solo dal punto di vista teorico, che tu possa gestire questo potere decisionale in modo ricattatorio?
10. Come ti è venuto in mente di dare un ‘Passaparola’ a uno come Willer Bordon?
11. Perché non hai detto una parola sulle esternazioni dell’attivista del M5S Francesco Perra contro i matrimoni gay? Se non le hai sentite, te le ricordo: «A quel punto potremo anche sposarci in tre o col proprio animale».

Domande vere. Infatti Fabio Chiusi, è un bravo giornalista, ma non è in vista come Travaglio ma neanche quanto Telese. 

Ma il fatto vero è il seguente. Travaglio e Telese sono dei veri e propri figli della televisione, del giornalismo "importante" tra virgolette, che non è affatto più importante di quel giornalismo di provincia vero, di chi scopre le notizie, che poi gli stessi sopra citati usano per le loro "inchieste", e nel caso di Travaglio per i suoi arguti monologhi, prima cartacei, poi televisivi, che lo hanno reso così famoso al grande pubblico.
Tuttavia dicevo, loro, ma molti altri, più in generale tutti i giornalisti conosciuti dal grande pubblico, sono tali perché sono stati in tv. Hanno condotto dei programmi tv, ne hanno ideati, o sono intervenuti in tv. Altrimenti al grande pubblico - popolo bue, che non sa usare internet e che si informa solo tramite i tg (diomio!!) non arrivi. Non esisti. 

Quanti conoscono che so Gianni Flamini, Mario Alberighi, Paolo Panerai eil fu Maurizio De Luca ecc.. (solo per citare quelli che mi sono venuti in mente così) : pochi. Eppure sono giornalisti famosissimi (e bravi /competenti) ma non televisivi. Ecco, m'è venuta in mente un solito mio cattivo presagio: non è che tutto questo giornalismo di grido, in realtà è in qualche modo incanalato, quasi "permesso" da chi ha diretto potere di farti diventare famoso o lasciarti nell'oblio, cioè i grandi editori?
Per carità, non sto dicendo che chi è famoso è mediocre e chi non lo è bravo, non è così semplice e non sono mosso da invidia. Però un dubbio m'è venuto. Forse non c'entra niente tutto questo e semplicemente diventano famosi e televisivi (anzi prima televisivi e poi famosi) quelli che riescono a spiccare o a mettersi in luce e perciò il tutto si risolve in un semplice meccanismo di concorrenza, in cui vince chi più piace. Bene. Ma non è che chi più piace, possa essere proprio per questo, molto simile alla massa e perciò veramente poco incisivo nei confronti dei veri poteri? 
Così, era per lanciare un mio dubbio, che è anche una piccola provocazione. Perché è facile, o meglio è più facile cavalcare sempre la stretta attualità, ieri pontificare su Cassano che definisce froci i gay e oggi parlare della non intervista di Travaglio a Grillo e domani chissà, piuttosto che trattare argomenti come la riforma del mercato del lavoro che ci fregherà tutti, o ad esempio quel tentativo orribile di mettere ancora in discussione la 194. Insomma, parliamoci chiaro - almeno qui, su un blog che non conta un cazzo - le vere notizie spesso sono noiose e la gente comune preferisce le beghe, commentare gli scivoloni linguistici, fare come le comari di paese e spettegolare su questo e su quel personaggio, piuttosto che parlare di idee.
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