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BlablablaaMentelibera il blog di Paolo P.
La politica delle sparate
post pubblicato in Notizie, il 19 giugno 2018

Oggi i gruppi parlamentari del PD di Camera e Senato hanno presentato delle proposte concrete per estendere il REI (Reddito di inclusione) corredate da coperture economiche (quindi attuabili!) e direttamente efficaci se fossero votate. Hanno fatto cioè il lavoro dei partiti di maggioranza, del governo e del Parlamento che ancora deve costituire le commissioni (che sono il luogo dove si svolge l'attività parlamentare).

Se ne sono accorti in pochissimi. Non fa notizia: questa è la risposta definitiva a chi dice che bisogna fare opposizione costruttiva. Chi dice che bisogna fare opposizione costruttiva prende "mi piace" e applausi, poi però nella realtà agli italiani piacciono le sparate, le dichiarazioni ad effetto (tipo schedatura dei Rom), non i progetti concreti e attuabili e i sondaggi sono lì a dimostrarlo. Salvo poi lamentarsi della politica che non risolve i loro problemi. L'impressione è che gli elettori vogliano solo un Capo da acclamare.

Altro esempio di politica della sparata è il già citata "schedatura dei Rom", di cui ovviamente abbiamo parlato tutti e che è servita evidentemente a coprire il fatto che in Europa, l'Italia ha votato per la conferma e la proroga delle sanzioni europee alla Russia, dopo che per anni Movimento 5 Stelle e Lega hanno dichiarato quanto fossero inutili e dannose per le nostre esportazioni.


L'opposizione costruttiva è roba da democrazie serie, non da Italia. Ogni Paese ha la classe politica che si merita, è la prima cosa che ci hanno insegnato a Scienze Politiche. I professori avevano pienamente ragione.

 

Grazie Rigoni Stern - sul conformismo
post pubblicato in diario, il 11 giugno 2018

PREMESSA: Non mi sono mai piaciute le citazioni in cui c'è l'autore che ti dice cosa fare della tua vita. E questa qui sopra è una di esse, ma in qualche modo mi ha colpito.

Oggi ho letto queste righe di Rigoni Stern e ho iniziato a pensare che stesse parlando di me. Giuro di essere sempre stato ribelle per giusta causa e scarsamente conformista. Oggi però viviamo in un mondo che induce inevitabilmente ad essere conformisti. O almeno, ad avere tutta una serie di esperienze di vita comuni a tutti. E non mi sto riferendo alla scuola, alla prima ragazza/o, al mare eccetera. Sto dicendo che oggi viviamo in un mondo iper connesso, dentro a un sistema massicciamente capitalista, in cui è inevitabile essere almeno in minima parte conformisti, prima di tutto nei consumi, negli oggetti posseduti. Alzi la mano chi si può permettere oggi, nel 2018, di non avere un telefono personale portatile. O un account social. Certo, il discorso cambia se non si vuole avere una vita sociale ne un lavoro. Allora sì, si può essere pienamente dissociati e non avere ne un telefono ne un profilo social, ne, che so, la televisione. Certo però chi non possiede la tv, guarda youtube, e allora siamo di nuovo daccapo. Ripeto, oggi è impossibile non essere almeno un pochino conformisti. E si sa che le cose che possediamo alla fine ci posseggono. Quindi, benché uno possa essere una persona illuminata di singolare capacità intellettiva, si finisce tutti per fare gli stessi pensieri o per provare le stesse sensazioni. Il conformismo è accelerato poi se si parla di svaghi. A chi non piace viaggiare? Chi non guarda mai film o serie tv? Tutte queste attività culturali però creano un retroterra culturale comune. Non necessariamente un pensiero comune, però, però. Di certo essere autentici ai tempi di Rigoni Stern era più semplice di oggi. 

Io nel mio piccolo sono sempre stato abbastanza bastian contrario, di nascita, di matrice. Tuttavia negli ultimi anni ho dovuto gioco forza adeguarmi, con i social, con le uscite, con le serate, con lo smartphone, altrimenti sarei rimasto totalmente da solo. Senza conoscenti, senza amici, senza ragazza. E da soli non si può stare in giovane età, e probabilmente nemmeno in età avanzata. L'uomo è un animale sociale, e malgrado ci siano persone come me, che amano la propria indipendenza e solitudine, si impara a prenderla con piccole dosi. Insomma abbiamo bisogno degli altri, fa parte della nostra natura più profonda di esseri animali (umani). Certo ci sono differenze anche sostanziali, caratteri diversi eccetera. Però in fondo in fondo, tutti siamo alla ricerca di qualcun'altro e insieme di noi stessi. 

Sull'essere forti e liberi, non accodarsi al carro del vincitore avrei molto da dire. Mi sono accodato a un solo carro, finora nella mia vita, ma solo per convinta adesione intellettuale e politica. Carro ora perdente. Pazienza. Certo, penso sempre di essere stato fin'ora molto sfortunato su questi aspetti. Forti e liberi, non conformisti. Ribelli per giusta causa. Non è di certo facile essere così nel mondo d'oggi. Si finisce isolati, e si torna al ragionamento fatto sopra. Nessuno vuole essere veramente completamente isolato.

Perciò di forti e liberi, non conformisti e ribelli per giusta causa ne conosco e ne ho conosciuti pochi, mi annovero tra questi, assieme ai miei genitori. E ad alcuni conoscenti, che spero un giorno possano diventare amici e che ho conosciuto di recente. 
Forse chissà, l'età della maturità incipiente, porta consiglio. A me e ad altri.


Di certo ciò che raccomanda il buon Rigoni Stern è quasi impossibile al giorno d'oggi, vuoi per quieto vivere, vuoi per opportunità (anche lavorativa), vuoi per altre dinamiche che incidono profondamente nella vita di un uomo e di una donna. Direi che è un precetto verso il quale "tendere". 

Una stella cometa da inseguire, sapendo che non si raggiungerà mai. L'importante è non diventare un bambolotto nelle mani di qualcun'altro, o un totale decerebrato. Accettare qualche compromesso è inevitabile, non tutti possono fare l'eremita. 

Ecco, pensare con la propria testa! Difficile. Non certo per tutti.

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permalink | inviato da Pa.P il 11/6/2018 alle 17:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
La mentalità dell'inaugurazione
post pubblicato in Notizie, il 5 giugno 2018
Invece che promettere altre misure di welfare state non sarebbe meglio estendere ed integrare il REI? (http://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/poverta-ed-esclusione-sociale/focus-on/Reddito-di-Inclusione-ReI/Pagine/default.aspx)

O, ad esempio, estendere (in termini di mesi) la NASPI?
In Italia non si punta a risolvere i problemi delle persone, ma a fare annunci e ad inaugurare, mai a manutenere, o a migliorare.

Finché sarà questa la mentalità imperante, non aspettiamoci di essere presi sul serio in Europa.
Primo governo populista al via. Riorganizziamoci
post pubblicato in Notizie, il 10 maggio 2018
Lega e M5S sono finalmente congolati a nozze, a breve l'annuncio della lista degli invitati, con la benedizione di Papi Silvio Berlusconi.
E' dal 5 marzo mattina che auspico una soluzione simile, e penso che i quasi tre mesi di tiritere, litanie, sciocchezze cacofoniche, promesse smentite il giorno dopo, forni aperti e chiusi, siano stati solo un lungo quanto furbo periodo di decantazione che il M5S ha promosso, per tenere buono il proprio elettorato e fargli ingoiare il desiderato accordo con Salvini e farglielo passare per inevitabile.

Tra simili ci si riconosce, e la Lega sovranista e nazionalista un po' fascistoide di Salvini, che ha preso anche molti dei voti dell'estrema destra (non a caso Forza Nuova e Casapound sono andati maluccio alle elezioni), sembrava una cosa solo con i fascisti autentici di FDI (fratelli d'Italia, gli ex missini, guidati dalla Meloni), che saranno anche loro nel governo, ma sopratutto assolutamente simile alla vera natura del M5S. Un movimento che io ed altri (Pietro Orsatti) abbiamo individuato subito (correva l'anno 2012) come un espressione culturale di destra, o se più vi piace reazionaria.

Quei geniacci dei dirigenti PD ex comunisti ed ex democritistiani antirenziani e LeU che hanno preso l'ennesimo abbaglio e credevano come per la Lega tra l'altro, che il M5S fosse una costola della sinistra. Ora le due "costole della sinistra" sono unite. 

La natura eversiva del M5S è infatti originaria, e nemmeno affatto nascosta. Basta leggere le stralunate visione di Casaleggio senior, che vedeva una democrazia rappresentativa sulla via del tramonto da sostituire con una democrazia diretta, cioè una democrazia via internet. Con magari lui o la sua Casaleggio Associati come webmaster. Una riproposizione perpetua delle elezioni presidenziali di Bush junior in Florida, insomma. Dove il voto digitale finiva inevitabilmente al rampollo della famiglia Bush anche se l'elettore aveva cliccato l'altro pulsante. 

In tutto questo ovviamente, come avevo detto, previsto eccetera, l'unica ancora di salvezza è Matteo Renzi, che da tutti, anche dai suoi è visto invece come una zavorra ormai. Matteone ha salvato quel residuo di sinistra democratica, civica, europeista, che rimane nell'attuale italietta, impedendo che il PD facesse il suo Harakiri finale alleandosi col M5S. E decretando con esso la sua definitiva uscita di scena, giacché ciò avrebbe significato creare un governo con degli inetti che avrebbero facilmente buttato tutto all'aria se gli si impediva di fare disastri, imputando al PD tutta la colpa.

Per i coriferi anti-renzi però voglio rassicurare. Il governo Di Maio - Salvini, che probabilmente sarà diretto da un altro nome, non sarà la distruzione dell'Italia, come temono alcune classi dirigenti (gli stessi che hanno votato No al referendum tra l'altro). Questo sarà un governicchio, deboluccio perché più interessato alla propria sopravvivenza e ai titoli dei tg che non a cambiare radicalmente le cose. Il governo della città di Roma di Virginia Raggi sia da esempio rivelatore. Non ha cambiato in meglio Roma, non ha sostanzialmente fatto niente se non curare la propria immagine. Non ha risolto i problemi atavici della capitale. Stessa cosa farà il governo populista M5S Lega. Interventi di camuflage, estetici. E non dimentichiamo che la prima vera prova sarà evitare la stangata delle clausole di salvaguardia, che se non si trovano i soldi, faranno alzare la pressione fiscale di un paio di punti grazie all'innalzamento dell'IVA al 25%.

Intanto lo Spread oggi è già salito. Ripeto non c'è da avere paura, piuttosto se fossi nel PD userei questo tempo per una vera riorganizzazione interna. Gli Emiliano, i Boccia, gli Orlando, sono fuori tempo massimo e rappresentano più o meno solo loro stessi. Bersani e D'Alema docet. 

L'Europa sopratutto dal punto di vista dei soldi e della finanza pubblica non ci farà affondare. Nessuna paura, e riorganizziamoci seriamente.


Berlinguer primo populista
post pubblicato in diario, il 14 febbraio 2018
Berlinguer e la sua questione morale è la peggior paraculata della storia della Repubblica italiana.
Berlinguer faceva la morale agli altri con la questione morale, quando il suo partito era finanziato dall'URSS. Il PD di Renzi ha tolto il finanziamento pubblico ai partiti, con Bersani il PD percepiva dallo Stato 60 milioni di € l'anno, ora 0€, guardare bilancio se non credete a me, ennesima promessa di Renzi portata a compimento. Non sto valutando nel merito del finanziamento ai partiti, sto dicendo che lo aveva promesso e lo ha fatto, come quando si è dimesso per aver perso il referendum, come quando ha promesso di concludere la Salerno Reggio Calabria ed è stata finita, come quando ha promesso l'etichettatura delle derrate sui prodotti alimentari finite ed ora c'è eccetera eccetera eccetera. Ma torniamo a Berlinguer, mito della sinistra quasi quanto l'articolo 18.

Proprio ieri ascoltavo un vecchio video in cui c'era Berlinguer che spiegava che "la vera dimensione in cui il socialismo può compiersi è la società democratica (la democrazia)". Era il suo tentativo furbetto di salvare capra e cavoli, cioè far digerire ai più oltranzisti del partito che non ci sarebbe mai stato il momento in cui si sarebbe cancellata la democrazia e far diventare il Paese un paese socialista.

Invece di ricevere fischi, ovviamente scrosci di applausi: fu la sconfitta finale del PCI, che continuò a sopravvivere ancora per qualche anno, finché alla bolognina gli fu staccata la corrente, ma è stato Berlinguer a ucciderlo. Berlinguer era un furbone, il primo dei populisti. Caro Berlinguer, o la società è socialista, o è democratica, il socialismo in una società democratica non ci potrà mai essere. MAI. Questa è la verità. Bisogna che qualcuno la dica a chi crede ancora alle favole. Tutt'al più qualche valore socialista può sopravvivere in un agglomerato più ampio e più moderato - come il PD di oggi - che infatti si definisce riformista, non più socialista. La storia dice che senza dittatura non c'è socialismo. Quindi il socialismo è in contrasto con la democrazia (il socialismo è in contrasto come la dottrina politica della Chiesa o come il fascismo eh!).

Ce ne sarebbe ancora da dire molte su Berlinguer, ma per stasera può pure bastare così. Berlinguer fu indubbiamente il primo vero populista dell'età post seconda guerra mondiale. (pre guerra mondiale c'è Crispi), dopo di lui arrivò Craxi, poi è storia recente. Non mi stupisce che ci siano grillini che amano Berlinguer; le sparava grossissime (altro che quelle di Renzi) e nessuno fiatava e tutti ingoiavano, senza senso critico. D'altronde le religioni sono così. O ci credi o non ci credi. E il comunismo si avvicinò molto ad una religione. 
Oggi i più acritici sostenitori delle loro idee politiche sono i grillini. Sembrano una setta. S'è scoperto che rubano quanto gli altri se non peggio, che c'hanno amici mafiosi (Casamonica, Spada ecc) che sono indagati e qualcuno pure condannato, ma non rinunciano a fare la morale agli altri. Fumo negli occhi. Tanto, invece che sostenitori, hanno degli adepti, proprio come quelli di cui disponeva Berlinguer. Adepti. E con gli adepti non si può ragionare. 
Buona notte.


Ps: altra stronzata colossale è che oggi viviamo un mondo meno etico di una volta. Stronzata colossale. Le peggio porcherie le ha fatte ai tempi d'oro la DC e compagnucci della Prima Repubblica (Stragi di Stato, Ustica, Gladio, P2 eccetera). Oggi le birbonate dei giovani politici fanno tutte assieme neanche un mignolo delle responsabilità di Andreotti, o di Berlinguer. Dai! Basta con questa retorica del si stava meglio prima, non è vero un cazzo. La nostalgia va bene solo se si tratta di auto, cinema o musica, forse. In politica è merce avariata.






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permalink | inviato da Pa.P il 14/2/2018 alle 22:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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